Scheda botanica
Arum pictum L. f.
Suppl. Pl. 410 (1782)

Riferimento in "Flora d'Italia", S.Pignatti, 1982:
Arum pictum L. fil. - Vol. 3 pg. 627

Araceae

Gigaro sardo-corso

Forma Biologica: G rhiz - Geofite rizomatose. Piante con un particolare fusto sotterraneo, detto rizoma, che ogni anno emette radici e fusti avventizi.

Descrizione: Pianta erbacea monoica, perenne, glabra, munita di un rizotubero subsferico ( 1,5 - 3 x 2 - 4 cm), da cui si dipartono sia le radici che le parti aeree, alta 30 - 50 cm.
Foglie radicali con disposizione a spirale; solo 1 - 2 presenti all'antesi, le altre tardive e svernanti.
Lamina appariscente, di colore verde-scuro di forma cordiforme-sagittata, pagina superiore solcata da venature irregolari e subparallele di colore crema o talvolta screziate di rosso (6,3 - 18 (24) x (2) 5,3 - 18 (24) cm .
Picciolo glauco, alato alla base e inguainante lo scapo (8 - 2,3 x 0,2 - 0,7 cm).
Infiorescenza a spadice con corto peduncolo e parte basale ingrossata a proteggere l'apparato riproduttore posto all'interno della spata, di forma lanceolata-acuminata, ricurva all'apice verso l'esterno; di colore rosso-violaceo nella parte interna e bianco-verde chiaro all'esterno; durante l'antesi spata aperta, vessillifera nella parte superiore e chiusa (sovrapposta) in quella inferiore, marcescente dopo l'antesi.
Spadice di forma cilindrica con appendice clavata 8 - 12 cm = 1/2 o 3/4 della spata, concolore con essa anche se non in modo uniforme alla base.
Fiori numerosi e quasi tutti fertili, posti nella parte bassa dello spadice e formanti un glomerulo grossolano, cilindrico e bianco; quelli maschili nella zona intermedia, giallini e separati da una porzione nuda sia in basso che in alto dove lo spadice presenta delle setole verticillate, ialine e appressate, che hanno il compito di trattenere l'insetto pronubo.
I frutti sono bacche, prima bianche poi verdi e rosso brillante a maturazione ( 3 - 8 x 2,9 - 7 mm).
Semi 2 - 3 per bacca ± tetragoni, compressi e con il dorso rosso-giallino, strofiolo (parte carnosa) di 0,5 - 1,5 x 1 - 2 mm.

Tipo corologico: Steno-Medit.-Occid. - Bacino occidentale del Mediterraneo, dalla Liguria alla Spagna ed Algeria.

Antesi: Ottobre - Novembre

Distribuzione in Italia: Paleoendemismo Sardo-Corso, dell'Arcipelago Toscano (is. di Montecristo) e delle Baleari.

Habitat: Boschi ombrosi, prati umidi, bordo ruscelli, lungo i fossi da 0 a 1000 m slm.

Immagine


Note, possibili confusioni: Non si può confondere con gli altri Arum perchè, oltre alla caratteristica colorazione, va in antesi nel periodo autunnale.

Tassonomia filogenetica

Magnoliophyta
Monocotiledoni
OrdineAlismatales R.Br. ex Bercht. & J.Presl
FamigliaAraceae Juss.
TribùAreae
GenereArum L.


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Etimologia: Esistono più ipotesi sull'origine del nome del genere:
- deriva dal greco " aron" = " calore" relativo al fatto che queste piante durante la fioritura sono termogeniche.
-dall'egiziano "aron" nome con cui questo popolo chiamava l'Arum colocasia (Arum esculentum) spontaneo delle zone paludose.
L'epiteto della specie è riferito al colore del fiore.

Proprietà ed utilizzi: Immagine Specie tossica

La presenza di acidi insolubili di ossalato di calcio (evoluti dalla pianta per la difesa alimentare), sia nel frutto che nelle foglie e le radici, provoca, se ingeriti, irritazione faringea, dell'esofago e dell'apparato digerente. Il suo assorbimento può avvenire anche attraverso la pelle. Dopo l'assorbimento sono stati osservati: agitazione, spasmi, nausea, vomito, disturbi cardiovascolari, collasso, alterazione del bilancio degli elettroliti. E' stato segnalato danno renale per ostruzione del tubulo renale a seguito della formazione e precipitazione di cristalli di ossalato di calcio.

La cottura neutralizza gli acidi e le saponine perchè termolabili, ciò che rimane, come sostanza secca è commestibile, in quanto contiene un'alta percentuale di amido. Anticamente questa sostanza serviva, insieme alla farina, per ottenere la "tapioca di Portland" usata alla stessa stregua dell'amido e impiegata per irrigidire (inamidare) i colletti delle camice o i suoi polsini. Questa pratica fu abbandonata perchè generava irritazioni alla pelle.

Pur essendo una pianta tossica, in Sardegna, a dosi molto diluite, viene utilizzata per la ricrescita dei capelli o in forma di cataplasma per curare i reumatismi.

Curiosità: Molto interessante si rivela la tecnica sviluppata da questo genere nell'attirare e catturare gli insetti pronubi(ditteri, coleotteri, acari ecc.) per attuare l'impollinazione crociata. Nascosto dalla spata lo spadice è organizzato in modo tale da fare entrare l'insetto attraverso delle setole che sovrastano l'organo maschile, attirandolo con l'odore emanato. Dopo che l'insetto è penetrato queste setole si alzano , chiudono l'entrata, rendendo l'insetto prigioniero; le antere maturano e scaricano su di esso il polline che porterà nella parte inferiore dello spadice dove a sede l'organo riproduttivo femminile impollinandolo. Solo adesso i filamenti si afflosciano consentendo all'insetto,se sopravvissuto, di uscire carico di polline, per andare a ripetere l'esperienza con un'altro fiore. Subito dopo la spata avvizzisce lasciando scoperto lo spadice che porta a maturazione le bacche.
Nella mitologia si racconta che Giosuè e Caleb per dimostrare a Mosè la fertilità della terra promessa vi piantarono lo scettro di Aronne e intorno ad esso spuntarono tante piantine che chiamarono "aro".
Si racconta che Giulio Cesare durante una delle sue campagne belliche, rimasto senza cibo, sia riuscito a sopravvivere, insieme al suo esercito, mangiando radici di Arum(con molta probabilità Arum italicum).

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.
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Principali Fonti
PIGNATTI S., 1982. Flora d'Italia, Edagricole, Bologna
RAMEAU J.-C., MANSION D., DUMÈ G., GAUBERVILLE C., 2008 Flore forestière française, Institut pour le développement forestier, AgroParis Tech-ENGREF
M. Blamey - C. Grey - Wilson - Toutes les Fleurs de Mediterranée - Delachaux et Niestle - 2000
http://www.rjb.csic.es/floraiberica/
Enc. Nel Mondo delle Piante - Ed. Motta - 1974
A. De Theis - Etimologia dei nomi delle piante, 1815 - ed. Prometeo - Rist. 2000
http://www.actaplantarum.org/acta/albums1.php?id=3763
http://www.apicolturaonline.it/mutinelli.html


Scheda realizzata da Nino Messina

Per altre immagini e informazioni vedi anche la scheda IPFI
Immagini
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Acta Plantarum
Arum pictum L. f.
Araceae: Gigaro sardo-corso
Cuccuru Macciori Assemini (CA), ott 2009
Foto Nicola Testa
Copyright Acta Plantarum
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Arum pictum L. f.
Araceae: Gigaro sardo-corso
Cuccuru Macciori Assemini (CA), ott 2009
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Araceae: Gigaro sardo-corso
Cuccuru Macciori Assemini (CA), ott 2009
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Arum pictum L. f.
Araceae: Gigaro sardo-corso
Marganai (CI), ott 2009
Foto di Giuliano Campus
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Arum pictum L. f.
Araceae: Gigaro sardo-corso
Marganai (CI), ott 2009
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Arum pictum L. f.
Araceae: Gigaro sardo-corso
Marganai (CI), ott 2009
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Arum pictum L. f.
Araceae: Gigaro sardo-corso
Elmas (CA), mar 2009
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Elmas (CA), mar 2009
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Araceae: Gigaro sardo-corso
Cuccuru Macciori Assemini (CA), ott 2009
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