Scheda botanica
Acer pseudoplatanus L.
Sp. Pl.: 1054 (1753)

Riferimento in "Flora d'Italia", S.Pignatti, 1982:
Acer pseudoplatanus L. - Vol. 2 pg. 69
Riferimento in "Flora Alpina", D.Aeschimann & al., 2004
Acer pseudoplatanus L. - Vol. 1 pg. 1042

Sapindaceae

Acero di monte, Acero montano, Acero bianco, Acerofico, Agare, Loppone, Sicomoro, Platano falso, A. montano, A. bianco, Acero fico, Falso platano

Forma Biologica: P scap - Fanerofite arboree. Piante legnose con portamento arboreo.

Descrizione: è una delle latifoglie nobili dei nostri boschi di notevole importanza economica.
E' un albero di grandi dimensioni il più grande acero europeo, è molto longevo e raggiunge facilmente i 30-35 m di altezza con fusto cilindrico e chioma, da giovane, piramidale; diviene poi con l'età più allargata a ventaglio o arrotondata ed è strutturata su pochi grossi rami ascendenti.
La corteccia da giovane liscia, grigiastra con sfumature rossastre, con l'età forma un ritidoma non molto spesso di colore grigiastro che si distacca in placche sottili di forma arrotondata o allungata che lasciano vedere la parte sottostante di colore rosato.
I giovani rametti sono eretti, lisci, glabri, di colore verde prima, poi bruno rossiccio, portano gemme opposte, grossette, globose-allungate, glabre, di colore verde con margine rossastro e cigliato; nei rametti dell'anno le cicatrici delle foglie non si toccano tra loro.


Ha foglie caduche semplici, palmate a base cordata, lunghe 10-15(20)cm e altrettanto larghe, con 5(7) lobi poco acuti più o meno dentati con seni acuti; la lamina superiore è glabra di colore verde scuro opaca, la lamina inferiore è generalmente glaucescente verde grigio, con minuti peli all'ascella delle nervature; il picciolo è lungo come la lamina e allargato alla base, glabro di colore rossastro e al distacco non emette lattice.
Le foglie contengono molte proteine e oltre ad essere un ottimo foraggio, migliorano notevolmente il terreno.
I fiori compaiono dopo l'inizio della fogliazione in maggio, sono riuniti in pannocchie terminali pendule, sono peduncolati con 5 petali giallo-verdi, lunghi 4-5 mm con 8 stami inseriti nel margine interno del disco.
Sono ermafroditi, ma spesso unisessuali e si possono trovare sulla stessa infiorescenza tutti e due i tipi, ma generalmente i femminili sono in posizione basale, i maschili apicali; eccezionale è il dioicismo l'impollinazione è entomofila.
La specie è precocemente fertile, fruttifica già a 10-15 anni di età ma la maturità sessuale nella pianta isolata la raggiunge sui 20-30 anni, in bosco verso i 40 anni.
Il frutto matura a settembre-ottobre, è una disamara lunga 3-5 cm con ali che formano un angolo di circa 90°, i carpelli sono convessi a parete sottile e all'interno con peli sottili argentei, la disseminazione è anemocora.
Il tegumento dei semi inibisce la germinazione ma è anche l'embrione ad avere una dormienza ormonale che viene rimossa da un periodo di chilling di 6-14 settimane, semi ortodossi, buona la facoltà germinativa 70-80%.
L'apparato radicale dapprima fascicolato diviene espanso con radici robuste che penetrano a candelabro verticalmente in profondità nei terreni profondi, anche più del Faggio.

Tipo corologico: Europ.-Caucas. - Europa e Caucaso.

Antesi: aprile÷maggio

Distribuzione in Italia: è specie Europeo-Caucasica, mesofila.
in Europa occupa principalmente la parte centrale, arriva a ovest alla Spagna settentrionale, a nord dalla Francia alla catena dello Harz fino alla Polonia meridionale, manca naturalmente nelle isole inglesi e nella Finnoscandia; in Gran Bretagna è stato introdotto e si è perfettamente naturalizzato, a ovest raggiunge la zona pontica, Caucaso e Anatolia settentrionale, a sud raggiunge la Grecia e l'Italia. Isolato o a piccoli gruppi, si trova nei boschi misti mesofili caducifogli di tutte le regioni tranne la Sardegna.

Habitat: al nord dalla pianura nel Castanetum, fino al Fagetum e Picetum sottozona calda; nel Castanetum preferisce le zone fresche o anche umide, nel Fagetum le zone più assolate fino a 1900 m s.l.m,.
Si associa dal basso con Querce caducifoglie , Cerro, Farnia, Rovere, Castagno, Carpino bianco, Frassino maggiore; nelle zone collinari e montane, negli ultimi anni partecipa a delle estese formazioni con Frassino maggiore chiamate Aceri-Frassineti che saranno in un futuro non molto lontano dei boschi di pregio per le nostre industrie, da usare oculatamente, per continuare a produrre fustaie di prima qualità.
Più in alto partecipa alle faggete anche con Abete bianco e Abete rosso.
Schmid, lo indica nel cingolo (fascia di vegetazione) dell'emisfero settentrionale, del Fagus-Abies e in effetti nell'Appennino lo si trova consociato con Faggio che con individui contorti raggiunge i crinali più alti.

Immagine


Note, possibili confusioni: l'Acero di monte viene impiegato come pianta ornamentale in grandi giardini e parchi nella forma selvatica, che oltre al bellissimo portamento e l'ombra fresca che produce, anche per la colorazione delle foglie autunnali, che con stagione fredda prende una sfumatura, giallo intenso a volte con sfumature arancio. Sono state selezionate varietà che hanno forma e colore delle foglie e dei frutti nelle tonalità del rosso legata agli antociani, var. purpurascens, purpureum, atropurpurea.
In alcune zone del nord Italia si possono incontrare anche in formazioni naturali aceri montani, che presentano la pagina inferiore delle foglie e a volte anche i frutti, color porpora scuro che tende a diminuire nel corso della stagione, ma anche con l'età.
Si può confondere con:
A. platanoides L. che ha fioritura precedente o assieme alla fogliazione, fiori in corimbi eretti, foglie con lobi acuti e poco profondi con picciolo che emette lattice, le cicatrici fogliari dei rametti si toccano, il frutto con ali divaricate fino 180°, corteccia che non si distacca in placche sub rotonde.
A. lobelii Tenore, che ha fioritura pre-fogliazione, con fiori eretti, disamare con ali aperte come in A. riccio, foglie con lobi allungati e picciolo con lattice.
A. opalus Mill. con fioritura pre-fogliazione, foglie col lobi ottusi, poco profondi, lamina un po' coriacea e nella pagina inferiore pubescente, picciolo corto rametti pruinosi con gemme appressate e allungate, le disamare hanno ali divaricate in angolo acuto < di 90°.

Tassonomia filogenetica

Magnoliophyta
Eudicotiledoni
Rosidi
OrdineSapindales Juss. ex Bercht. & J.Presl
FamigliaSapindaceae Juss.
TribùAcereae
GenereAcer L.


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Etimologia: Il nome generico deriva dal latino "acer", col significato di "appuntito", "aguzzo"; si allude probabilmente alle foglie dell'acero riccio a lobi dotati di vistosi denti acuminati; l'epiteto specifico deriva dal dal greco "pseúdos" falso, confondibile con "plátanos", e questo da "platýs" = ampio, largo, è dovuto, sia per la forma delle foglie sia per la corteccia delle piante adulte che si desquama in placche, confondibile e somigliante al Platano.

Proprietà ed utilizzi:
pianta molto mellifera, come in tutti gli aceri, la linfa contiene una certa quantità di zuccheri, una volta veniva incisa la corteccia e con la linfa fermentata si produceva una bevanda leggermente alcolica.
La linfa presa direttamente, contiene buone quantità di vit. C e veniva usata per combattere lo scorbuto.
Il legno è a porosità diffusa concolore, (omoxilo) senza distinzione tra alburno e duramen di colore giallastro o anche bianco-rosato, compatto a lucentezza sericea, molto richiesto per mobili, pavimenti ed ebanisteria fine.
Nelle forme marezzate (ondulature delle fibre) che si riscontrano molto più spesso in Slovenia diventa un legno di risonanza molto ricercato per strumenti musicali.
E' un discreto combustibile.
Impiegato come ornamentale.

Curiosità: L'Acero montano, ha elevata facoltà pollonifera se ceduato, un rapido accrescimento giovanile che gli permette di colonizzare alte erbe, cespugli e rovi; preferisce terreni fertili e profondi anche di matrice calcarea, anche argillosi purché non compatti; è mediamente sciafilo da giovane ha crescita monopodiale tutta la vita tranne nei rami che portano fiori apicali che formano dei dicasio.
Per i semenzali l'entrata in dormienza è accelerata dal giorno corto ma non può essere inibita per lungo tempo dal giorno lungo; per uscire dalla dormienza ha bisogno di un ciclo di basse temperature e poi di essere tenuto a giorno lungo.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.
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Principali Fonti
GELLINI R. e GROSSONI P. 1997"Botanica forestale” I e II, Cedam
PIGNATTI S. 1982"Flora d'Italia" Edagricole 1982
FERRARI M. e MEDICI D. 2003"Alberi e arbusti in Italia" Edagricole 2003
AUTORI VARI "Monti e boschi" Edagricole
UBALDI D. 2003 "Flora, fitocenosi e ambiente" Clueb
ABRAMO E. e MICHELUTTI G. 1998"Guida ai suoli forestali" Regione F.V.G. D.R.F.
PIROLA A. 1999 "Elementi di fitosociologia" Clueb
Del FAVERO R. e POLDINI L. 1998 "La vegetazione forestale e la selvicoltura nella regione Friuli.V.G." Regione F.V.G., D.R.F.
STERGULC F. e FRIGIMELICA G."Insetti e funghi dannosi ai nostri boschi nel Friuli.V.G.” Regione F.V.G.,D.R.F.e P.
BLASI C., BOITANI L., La POSTA L., MANES F., MARCHETTI M. 2005"Stato della biodiversità in Italia" Ministero dell’ Ambiente della Tutela del Territorio, D.P.N. e S.B.I, Palombi
SCOPPOLA A.e BLASI C.,2005,"Stato delle conoscenze sulla Flora Vascolare d'Italia" Ministero dell’ Ambiente della Tutela del Territorio, DPN e Dip. Agrobiologia e Agrochimica Università degli Studi della Tuscia, Palombi
CONTI F., ABBATE Giovanna, ALLESSANDRINI A., BLASI C. 2005"An Annotated Checklist of the Italian Vascular Flora" Ministero dell’ Ambiente della Tutela del Territorio, D.P.N. e Dip. di Biologia Vegetale, Università degli Studi di Roma “La Sapienza” Palombi
UBALDI D. 2003 "la vegetazione boschiva d'Italia" Clueb
BERNETTI G.e PADULA M. 1984 “Le latifoglie nobili nei nostri boschi” Quaderni di Monti e Boschi, Edagricole




Scheda realizzata da Graziano Propetto

Per altre immagini e informazioni vedi anche la scheda IPFI
Immagini
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Acta Plantarum
Acer pseudoplatanus L.

Sapindaceae: Acero montano

Aceri-frassineto collinare e pedemontano (UD),500 m

Foto di Graziano Propetto
Copyright Acta Plantarum
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Sapindaceae: Acero montano

Aceri-frassineto collinare e pedemontano (UD),500 m

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Sapindaceae: Acero montano

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Sapindaceae: Acero montano

Aceri-frassineto collinare e pedemontano (UD),500 m

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Sapindaceae: Acero montano

Aceri-frassineto collinare e pedemontano (UD),500 m

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Sapindaceae: Acero montano

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Sapindaceae: Acero montano

Aceri-frassineto collinare e pedemontano (UD),500 m

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Sapindaceae: Acero montano

Aceri-frassineto collinare e pedemontano (UD),500 m

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Cesiomaggiore (BL), apr 2009

Foto di Aldo De Bastiani
Copyright Acta Plantarum
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Cesiomaggiore (BL), apr 2009
Foto di Aldo De Bastiani
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Sapindaceae: Acero di monte
Feltre (BL), 400 m, giu 2009
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Acer pseudoplatanus L.
Sapindaceae: Acero di monte
Crema (CR), mar 2010
Foto di Franco Giordana
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Sapindaceae: Acero di monte
Crema (CR) Ca' delle Mosche mag 2008
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Sapindaceae: Acero di monte
Bagnoli del Trigno (IS), giu 2007
Foto di Franco Rossi
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