Scheda botanica
Acer opalus Mill.
Gard. Dict., ed. 8. n. 8 (1768)

Sinonimi: Acer italum Lauth p.p., Acer opulifolium Chaix, Acer rotundifolium Lam.
Riferimento in "Flora d'Italia", S.Pignatti, 1982:
Acer opulifolium Chaix - Vol. 2 pg. 70
Riferimento in "Flora Alpina", D.Aeschimann & al., 2004
Acer opalus Mill. - Vol. 1 pg. 1042

Sapindaceae

Acero napoletano, Loppo, Acero fico, Acero d’Ungheria

Forma Biologica: P caesp - Fanerofite cespugliose. Piante legnose con portamento cespuglioso.
P scap - Fanerofite arboree. Piante legnose con portamento arboreo.

Descrizione: Albero di discrete dimensioni, alto 12-15(-25) m, con fusti diritti a base ingrossata, chioma densa, larga, tondeggiante; corteccia liscia, bruno-giallastra o cinerina, che in età avanzata si desquama a placche; giovani rami cilindrici rossicci scuri, opposti, glabri; gemme grosse, ovato-oblunghe, rossastre e pelose; legno bianco-rosato, piuttosto compatto e tenace.
Foglie picciolate verdi scure lisce (talora lucide) di sopra e glauche e ±pelose inferiormente, un po’ coriacee, a lamina palmata (5 lobi, talora 3, però sempre con 5 nervi principali) più larga (da 5-6 fino a 17 cm) che lunga; lobi poco profondi ed arrotondati all’apice, a margine grossamente crenato o dentato.
Infiorescenze a corimbi penduli lungamente pedicellati, precedenti la fogliazione; singoli fiori poligami, con calice a 5 lacinie ovali, corolla a 5 petali obovati gialli, più lunghi dei sepali; 8 lunghi stami ad antere gialle.
Frutto a disamara con ali ±divaricate lunghe 2-3,5 cm.

Tipo corologico: Atl. - Areale centrato sulle coste atlantiche dell'Europa.
W-Europ. - Europa occidentale dalla scandinavia alla Penisola Iberica.

Antesi: Aprile(maggio).

Distribuzione in Italia: Con poche eccezioni presente, pur sporadicamente, in tutto il territorio; più comune nel Mezzogiorno.

Habitat: Areale circummediterraneo, che si spinge ad est fino al Caucaso ed al Mar Caspio (alcuni studiosi attribuiscono le presenze in queste aree ed in Turchia ad Acer hyrcanum Fisch. & C. A. Mey.) a nord sino al Giura, le Cevenne e le Prealpi meridionali. Occupa di preferenza la fascia del castagno (insieme all’acero minore e campestre) e delle querce caducifoglie (cerro e farnetto nel meridione), ma sale anche in quella del faggio, ove può convivere con l’acero di monte. Specie moderatamente eliofila e termofila, preferisce suoli basici fertili nelle radure ed ai margini boschivi e mostra di non tollerare l’eccessiva siccità estiva in area mediterranea. Pianta di facile attecchimento, può essere impiegata utilmente in piantagioni di miglioramento forestale. Dal piano basale alla fascia del faggio (1300 m).

Immagine


Note di Sistematica: La sistematica di questa specie si è rivelata complessa nel tempo e, forse, non è tuttora compiutamente definita. Attualmente si è superata la distinzione (Fenaroli L. & Gambi G., 1976) tra Acer italum Lauth (1781), ad areale europeo occidentale, comprendente l’Italia settentrionale e centrale (parte) ed Acer obtusatum Waldst. & Kit. (1805), ad areale europeo orientale, che includeva l’Italia meridionale e centrale (parte).
Superata è anche la classificazione proposta da Pignatti S. (1982), che distingue, all’interno del gruppo di Acer opalus, tre entità: A. opulifolium Chaix, A. obtusatum W. & K., A. neapolitanum Ten., queste due ultime non ben differenziate e presenti entrambe solo nel centro-sud italiano.
L’entità specifica è ora unica: Acer opalus Mill., con le due sottospecie opalus Mill. (= A. opulifolium Chaix) e obtusatum (Waldst. & Kit. ex Willd.) Gams .
La prima, presente nell’Italia nord-occidentale e (parte) centrale, ha foglie adulte glabre-subglabre con lamina lunga meno di 10 cm, (3)5 lobi dentati,(con lobo apicale leggermente cuspidato), peduncoli fiorali glabri e samare ad ali a V strettissima (subparallele);
la seconda, diffusa nell’Italia peninsulare e presente in FVG, ha foglie con picciolo più breve, lamina di lunghezza >10 cm (fino a 16-17), (3)5 lobi grossamente dentati e lobo apicale ottuso, pagina inferiore vistosamente tomentosa, peduncoli fiorali pubescenti, samare divergenti a V di 60-90°.

Note, possibili confusioni: Una certa somiglianza presenta Acer cappadocicum Gled. subsp. lobelii (Ten.) Murray nel sud Italia, però più affine ad A. platanoides, con foglie palmate a (3)5 lobi triangolari molto acuti incisi fino a 1/3 della lamina, a margini interi, con lunghi piccioli spesso rossastri, samare ad ali suborizzontali o molto divaricate.

Tassonomia filogenetica

Magnoliophyta
Eudicotiledoni
Rosidi
OrdineSapindales Juss. ex Bercht. & J.Presl
FamigliaSapindaceae Juss.
TribùAcereae
GenereAcer L.


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Etimologia: Acer: dal nome latino dell'Acero, citato in Plinio e Ovidio. Questo nome dovrebbe derivare da “acer acris” = “a punta, pungente”, sia per la forma appuntita delle foglie che per l’uso dell’acero per fabbricare lance;
opalus: nome latino dell'opale (in Plinio), presumibilmente per il colore.

Proprietà ed utilizzi: Immagine Specie officinale

Il legno della pianta possiede un certo pregio. Di colore bianco-rosato con venature, compatto e abbastanza pesante viene impiegato per mobili, lavori di tornio e d’intarsio, strumenti musicali. Solo nell’Italia centro-meridionale si possono reperire soggetti arborei di medio-grandi dimensioni atti a fornire assortimenti legnosi di buon valore, mentre in altri popolamenti forestali misti di latifoglie del settentrione solitamente la specie è governata a ceduo ed ha scarsa rilevanza produttiva.
Tutte le specie del genere Acer hanno in comune alcune proprietà medicinali.
Le parti impiegate sono la corteccia dei rami, le giovani gemme e la linfa.
La droga ricavata dalla corteccia, raccolta in primavera, ha proprietà astringenti, antidiarroiche e rinfrescanti; usata esternamente rinforza le pelli delicate ed arrossate. Con le gemme si prepara un macerato glicerico con virtù antinfiammatorie, che può anche frenare le contrazioni della cistifellea, ridurre la formazione di calcoli biliari o sciogliere quelli presenti, proteggere i vasi sanguigni nei casi di arteriosclerosi. Infine la linfa, che deve essere raccolta in primavera, refrigerata ed usata in tempi rapidi perché molto deperibile, è impiegata come riepitelizzante (per ricostruire tessuti epiteliali).
Molto noto è lo sciroppo d’acero ricavato dalla linfa, ad elevato contenuto zuccherino, che nell’America settentrionale si consuma abitualmente a colazione. Le specie produttrici sono indigene del continente: Acer saccharinum L., Acer nigrum Michx. f..

Curiosità: Anticamente già Teofrasto in Grecia ed Ovidio a Roma menzionavano l’acero come pianta atta per costruire mobili eleganti. Il colore rosso sangue che le foglie di molti aceri assumono in autunno ha fatto attribuire nella mitologia a questi alberi una fama funesta, da associare alla paura della morte.
Nel folklore europeo rappresentavano un deterrente per allontanare i pipistrelli: in Alsazia si diceva che le cicogne portassero nei nidi rametti di acero per evitare che le uova abortissero dopo il contatto con i piccoli mammiferi volanti; allo stesso scopo gli abitanti usavano appendere i ramoscelli su porte e finestre delle case, per impedire che essi entrassero e succhiassero nottetempo il sangue dei bimbi (convinzione, ovviamente, del tutto infondata).

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.
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Principali Fonti
PIGNATTI S., 1982. Flora d'Italia, Edagricole, Bologna
CONTI F., ABBATE G., ALESSANDRINI A., BLASI C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore
BERNETTI G., 2015. Le piante del bosco-Forme, vita e gestione, Compagnia delle Foreste, Arezzo
CORTI R., PAVARI A., 1956. Gli aceri, in Monti e Boschi 11 12, T.C.I., Milano
FENAROLI L.,1967. Gli alberi d'Italia, Ed. Martello, Milano
FENAROLI L., GAMBI G. 1976. Alberi – Dendroflora italica, Museo tridentino di Scienze naturali, Trento
DEL FAVERO R., 2008. I boschi delle regioni meridionali e insulari d’Italia, CLEUP, Padova
DEL FAVERO R., 2010. I boschi delle regioni dell’Italia centrale, CLEUP, Padova
CATTABIANI A., 1996. Florario, Arnoldo Mondadori Editore, Milano
PERONI G.(a cura di), 2007. Curarsi con le piante, Biblioteca di Repubblica-L’Espresso, Macchione Editore, Varese
Index Plantarum Flora Italicae - Indice dei nomi delle specie botaniche presenti in Italia


Scheda realizzata da Silvano Radivo

Per altre immagini e informazioni vedi anche la scheda IPFI
Immagini
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Acta Plantarum
Acer opalus subsp. obtusatum (Waldst. & Kit. ex Willd.) Gams

Sapindaceae: Acero napoletano
Bosco Vesalo (SA), 1030 m, mag 2016
Foto di Silvano Radivo
Copyright Acta Plantarum
Acta Plantarum
Acer opalus subsp. obtusatum (Waldst. & Kit. ex Willd.) Gams

Sapindaceae: Acero napoletano
Bosco Vesalo (SA), 1030 m, mag 2016
Foto di Silvano Radivo
Copyright Acta Plantarum
Acta Plantarum
Acer opalus Mill. subsp. obtusatum (Waldst. & Kit. ex Willd.) Gams
Sapindaceae: Acero napoletano
Bosco Vesalo (SA), 1080 m, mag 2016
Foto di Silvano Radivo


pagina sup. fogliare liscia/lucida
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Acta Plantarum
Acer opalus subsp. obtusatum (Waldst. & Kit. ex Willd.) Gams

Sapindaceae: Acero napoletano
Bosco Vesalo (SA), 1030 m, mag 2016
Foto di Silvano Radivo

pagina inf. fogliare evidentemente tomentosa
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Acta Plantarum
Acer opalus subsp. obtusatum (Waldst. & Kit. ex Willd.) Gams

Civitella Alfedena (AQ), 1050 m, giu 2008
Foto di Gianluca Nicolella

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acer-opalus-subsp_-obtusatum-fiori.jpg
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Acer opalus Mill.

Aquarola (FC), 150 m, apr 2013
Foto di Giorgio Faggi
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Acer opalus subsp. obtusatum (Waldst. & Kit. ex Willd.) Gams

Roccamandolfi (IS), 1000 m, set 2015
Foto di Donato Palermo
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Acta Plantarum
Acer opalus subsp. obtusatum (Waldst. & Kit. ex Willd.) Gams

Sapindaceae: Acero napoletano
Bosco Vesalo (SA), 1080 m, mag 2016
Foto di Silvano Radivo

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samare immature su peduncoli pubescenti
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Acer opalus subsp. obtusatum (Waldst. & Kit. ex Willd.) Gams

Subiaco (RM), 500 m, set 2013
Foto di Gianluca Nicolella

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