Gentiana acaulis L.- in Sp. Pl.: 228
Gentiana kochiana Perr. et Song.; Gentiana acaulis, var. latifolia Gren. et Godr.; Gentiana excisa C. PreslDeutsch: Kochs Enzian
English: Stemless gentian
Español: Genciana azul, genciana acaule
Français: Gentiane de Koch
GentianaceaeGenziana di Koch, GenzianellaForma Biologica: H ros - Emicriptofite rosulate. Piante perennanti per mezzo di gemme poste a livello del terreno e con foglie disposte in rosetta basale.
Descrizione: Pianta erbacea perenne con radice legnosa fusiforme e con rosetta basale aderente al suolo, composta di foglie lanceolato-ellittiche 3nervie lunghe fino a 10 cm, sessili, di verde opaco e arrotondate all'apice e talvolta finemente dentellate ai margini.
Il
peduncolo è unifloro, solitario, inserito all'ascella delle foglie basali. E' quadrangolare con ali da 0.3 a 0.5 mm e raggiunge solo 5-10 cm di altezza; esso porta 1-2 paia di piccole brattee ovali, acuminate e carenate, simili alle foglie.
Il
calice (12-13 mm) è campanulato con un tubo conico, glabro, con 5 denti ovato-ottusi, divergenti dal tubo corollino, ristretti alla base e lunghi meno di metà del tubo calicino. Essi sono separati da un'insenatura tronca e riuniti da una
membrana biancastra triangolare.
La
corolla è gamopetala, blu-violetta con riflessi metallici, occasionalmente bianca, rosa purpurea o screziata. Il tubo corollino è lungo 3-4 cm, con 5 lobi acuminati, riflessi e ± cuspidati ed è striato di chiazze verde-oliva alla fauce che misura ca 12 mm.
Gli
stami sono 5, inseriti sul tubo corollino e le
antere di color giallo oro.
Ovario supero e lo
stimma frangiato-lobato.
Il
frutto è una capsula fusiforme di 5-6 mm, bivalve e che contiene numerosi semi neri.
2n=36
Tipo corologico: Orof.S-Europ. - Specie montane ed alpine dell'Europa meridionale, dalla Penisola Iberica ai Balcani ed eventualmente Caucaso o Anatolia.
Antesi: maggio÷luglio
Distribuzione in Italia: Presente su tutto l'arco alpino dalle Carnie alle Alpi Marittime (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige, Lombardia, Piemonte, Valle D'Aosta e Liguria) e sull'Appennino centro-settentrionale (Emilia Romagna, Liguria, Toscana). In passato segnalata per errore in Lazio. Comune nell'areale di diffusione, ma è da considerare una
specie da proteggere e da tutelare causa la raccolta dei fiori e delle radici ai fini erboristici.
Habitat: Praterie alpine, luoghi erbosi asciutti, preferibilmente su substrati silicei poveri di calcio, acidi.
da 1000 a 3000 m.slm."Gentiana acaulis L. è più frequente tra i 1600 e i 2400 m, ma può localmente salire fin verso i 3000 o scendere sotto i 1000, Gentiana clusii Perr. et Song. è una vicariante pedologica (calcare anziché silice) di Gentiana acaulis L., Gentiana ligustica Vilm. et Chop. invece è una vicariante geografica di Gentiana clusii Perr. et Song., della quale prende il posto nelle Alpi sud-occidentali (dal Moncenisio al Finalese). In pratica è impossibile rinvenire le tre specie assieme, mentre è possibile trovare Gentiana acaulis L. e Gentiana clusii Perr. et Song. (oppure Gentiana ligustica Vilm. et Chop.) in zone molto vicine, ma su suoli di diversa natura (Gentiana acaulis L. può crescere su substrati basici ma solo se questi sono stati "podsolizzati")." Nota di Umberto Ferrando.
Allegato:
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Note di Sistematica: La Gentiana acaulis (in senso stretto) appartiene al gruppo sinonimo
Gentiana acaulis, "gruppo polimorfo al quale si possono riferire parecchie specie che si distinguono per caratteri poco evidenti, ma sono ben segregate in aree geografiche autonome oppure come ecologia. Tutte le specie hanno il caratteristico habitus rosulato, scapo 1floro, corolla di un azzurro intenso imbutiforme eretta." Così dice Sandro Pignatti nella Flora d'Italia (vol. II, p. 335) e continua:"..Recentemente si è proposto di riesumare il binomio G. acaulis L. per la sola Gentiana kochiana..reintrodurre una G. acaulis L. limitata ad una singola specie elementare porterebbe ad una totale confusione".
Le specie del gruppo sono:
Gentiana clusii Perr. et Song. - Gentiana angustifolia Vill. - Gentiana alpina Vill. - Gentiana acaulis L. (=Gentiana kochiana Perr. et Song.) - Gentiana ligustica Vilm. et Chop. e Gentiana dinarica Beck.
Gentiana acaulis L. può essere più facilmente confusa con
G. clusii Perr. et Song. Queste due specie hanno pressocchè la stessa distribuzione geografica. Quest'ultima si distingue principalmente per la conformazione del calice. Nella G. clusii i denti calicini sono appuntiti, ruvido-papillosi, lunghi quanto il calice, diritti ai lati, liberi, addossati alla corolla e quasi privi di membrana. La corolla è di azzurro intenso e screziata di blu scuro alla fauce, priva di macchie verdastre. Inoltre le foglie sono più piccole, acute all'apice.Cresce su substrato calcareo.
Gentiana ligustica è anch'essa assai simile, ma è un subendemismo il cui areale è limitato a Piemonte e Liguria. Ha foglie più coriacee e il calice molto più breve della corolla con i denti triangolari, larghi quanto lunghi.
Completo questa scheda con l'ultima frase di "Il nome della rosa" di Umberto Eco:
Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus.
______________________________________________________________________________Etimologia: Il nome del genere deriva da Genthios, l'ultimo re degli Illiri (II sec. a. C.), che secondo Plinio per primo scoprì le proprietà medicinali delle genziane.
L'epiteto specifico dal greco '
acaulos' <lat.'
acaulis, -is, -e', senza stelo.
Proprietà ed utilizzi: 
Pianta officinale.
Le genziane sono da secoli sfruttate nella fitoterapia per le loro virtù terapeutiche. Tutte le parti vegetali contengono glucosidi amari che stimolano la digestione, sono antipiretiche e febbrifughe. I principi attivi delle genziane sono stati infatti utilizzati in Europa contro le febbri intermittenti prima della scoperta e della diffusione del chinino. Inoltre vengono largamente impiegate nella preparazioni di liquori, amari e fernet.
Attenzione: le applicazioni farmaceutiche sono indicate a mero scopo informativo e devono essere prescritte e consigliate dal medico.______________________________________________________________________________Principali Fonti Conti, F.; Abbate, G.; Alessandrini, A.; Blasi, C. -An Annotated Checklist of the Italian Vascular Flora, Palombi Editori, Roma, 2005
Pignatti, S.: Flora d'Italia (vol. II), Edagricole, Bologna, 1982
Zangheri, P.: flora italica I-II, CEDAM, Padova, 1976
Kohlhaupt-Reisigl: I fiori delle Dolomiti, Casa Editrice Athesia, Bolzano, 1978Scheda realizzata da Anja Michelucci