Echium vulgare L. - Sp. Pl. : 139 . 1753
BoraginaceaeErba viperina comuneForma Biologica: H bienn - Emicriptofite bienni. Piante a ciclo biennale con gemme poste a livello del terreno.
Descrizione: Pianta erbacea bienne alta 30 - 90 cm .
Fusto eretto e ramoso, talvolta con 1-2 rami fioriferi, irto di peli setolosi inseriti in un tubercolo di colore rosso-bluastro.
Foglie basali, formanti una rosetta, presentano forma oblanceolata, lineare-spatolata, ricoperte di tubercoli e peli molli; le superiori alterne, sessili e più arrotondate, decrescenti e ristrette alla base.
Fiori riuniti in piccoli grappoli scorpioidi formanti una pannocchia racemosa, lassa, cilindro- piramidata.
Calice formato da lacinie di 4 - 5 mm , lineari ed acuminate.
Corolla campanulata blu-violacea, raramente rossastra, zigomorfa con 5 lobi ineguali 10-17 (20) mm ,dei quali i due posteriori sono più lunghi, quello mediano e gli anteriori più piccoli e riflessi.
Stami riflessi, inseriti nel tubo corollino, più lunghi della corolla e posti su sottili filamenti glabri di lunghezza variabile 2 -3,5 mm , stilo esile e biforcato più lungo degli stami.
Frutto racchiuso in esili sepali e formato da 4 nucule angolose con evidenti linee in rilievo.
Tipo corologico: Europ. - Areale europeo.
Antesi: Aprile - Settembre
Distribuzione in Italia: Presente in tutte le regioni.
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Habitat: Incolti, luoghi sassosi, pascoli aridi da 0 a 1700 m .
Note di Sistematica: In Italia esistono 2 subspecie:
Echium vulgare L. subsp. vulgareEchium vulgare L. subsp. pustulatum (Sm.) Schimid & Gams______________________________________________________________________________Etimologia: Solo ricorrendo alla tradizione della "
dottrina della segnatura" si riesce in qualche modo a capire perchè alla pianta è stato dato il nome di Echium. Il termine deriva dal greco
"èchis" ="
Vipera" da qui la traduzione popolare in "
erba viperina" quale collegamento delle antiche pratiche mediche. Il Tournefort la usò per denominare il genere che poi fu confermato da Linneo.
Proprietà ed utilizzi: Nella medicina popolare vengono usate sia le radici che le foglie come emollienti, espettoranti e contro la tosse. E' specie mellifera.Secondo alcuni antichi erboristi l'infuso di semi di
E. vulgare scaccia la malinconia ed è in grado di stimolare il flusso del latte nelle madri.
Curiosità: Dodoens ricorda e trascrive una leggenda in cui
Nicandro e
Alcibiade, essendo stati morsi da una vipera ed essendo a conoscenza delle proprietà di questa pianta, la masticarono, inghiottendone i succhi, il resto della poltiglia lo misero sulla ferita inferta dalla vipera e in tal modo guarirono.
Esistono varietà coltivate, utilizzate per abbellire i giardini con i loro colori sgargianti.
Attenzione: le applicazioni farmaceutiche sono indicate a mero scopo informativo e devono essere prescritte e consigliate dal medico.______________________________________________________________________________Principali Fonti Sandro Pignatti - Flora d'Italia - Edagricole - Bologna 1982
M.Biagioli - G. Gestri - B. Acciai - A. Messina - Fiori sulla Pietra - Gramma - 2002
Conti F. et ali - Checklist of the Italian Vascular Flora - Palombi Editori - 2005
Encicl.- Nel Mondo delle Piante - Edizioni Motta - 1980
D. Aeschimann et al. - Flora Alpina - Zanichelli - 2004
Scheda realizzata da Nino Messina