Lindleyana 12(3): 129 (1997)
Basionimo: Satyrium viride L. - Sp. Pl. 2: 944 (1753)
Altri sinonimi: Habenaria viridis R. Br., Orchis viridis Crantz, Platanthera viridis Lindl.
Orchidaceae
Celoglosso, Testicolo di volpe, Long Bract Frog Orchid
Forma Biologica: G bulb - Geofite bulbose. Piante il cui organo perennante è un bulbo da cui, ogni anno, nascono fiori e foglie.
Descrizione: Pianta perenne, erbacea, tuberosa con 2 tuberi palmati, fusti striati leggermente angolosi e fogliosi sino a 3/4. Altezza 10÷30 cm.
Le foglie, generalmente sessili, in parte guainanti lo stelo, talora ridotte a semplici scaglie, hanno forma variabile: le basali ovato-ellittiche tondeggianti, ottuse le cauline inferiori sono obovate e arrotondate all'apice, le superiori lanceolate con apice acuto.
Inforescenza lunga anche 15 cm, è densa 5÷25 fiori, cilindrica, ± allungata, brattee lanceolato-lineari, quasi o più lunghe dei fiori.
Fiori inodori, i 3 tepali esterni conniventi con i tepali interni a formare un lungo cappuccio, di colore verde con contorni talora sfumati di brunastro, i 2 tepali interni minori degli esterni.
Labello piano, pendente, brevemente ligualto, trilobo all' apice, i lobi laterali sempre più lunghi del dentino centrale, lobi a colore variabile dal verde-giallastro al rosso-porporino con parte basale biancastra, sperone sacciforme nettarifero.
Ovario sessile contorto.
Tipo corologico: Circumbor. - Zone fredde e temperato-fredde dell'Europa, Asia e Nordamerica.
Eurosiber. - Zone fredde e temperato-fredde dell'Eurasia.
Antesi: maggio÷agosto
Distribuzione in Italia: Presente in tutta la Penisola assente in Sardegna e Sicilia. Comune nelle Alpi e Prealpi, meno comune negli Appennini.
Habitat: Boschi xerofili, prati, pascoli, cespuglieti; 500÷2.600 m s.l.m.
Note di Sistematica: Questa orchidea nel 1753 era stata iscritta da C. Linneo nel genere Satyrion, ma nel 1820 il botanico svedese Carl Johan Hartman (1790-1849), nella sua opera "Handbok i Skandinaviens Flora" distaccò questa orchidea poco appariscente, da tale genere, costruendo il binomio scientifico di Coeloglossum viride. Soltanto recentemente in seguito di studi molecolari è stato inserito nel genere Dactylorhiza..
Tassonomia filogenetica
| Magnoliophyta | |
|---|---|
| Monocotiledoni | |
| Ordine | Asparagales Link |
| Famiglia | Orchidaceae Juss. |
| Tribù | |
| Genere | Dactylorhiza Neck. ex Nevski |
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Etimologia: L'epiteto generico è composto da due parole dal greco daktylos = dito e rhiza = radice, per le sue parti sotterranee che hanno la forma delle dita della mano. L'epiteto specifico dal latino "viridis"= verde allude all’aspetto verde-giallastro dell’infiorescenza.
Curiosità: Specie poco appariscente variabile soprattutto per l'altezza della pianta, la densità dell'infiorescenza e il colore dei fiori. L'impollinazione avviene ad opera di insetti di piccole dimensioni: lepidotteri notturni, api, formiche, vespe, icneumonidi, attirati dal nettare che cola lungo il labello.
È una pianta che si può coltivare in giardino per tutto l 'arco dell'anno, sopporta infatti anche temperature rigide sino a -15 °
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Principali Fonti
PIGNATTI S., Flora d'Italia.Edagricole, Bologna. 1982
CONTI F., ABBATE G., ALESSANDRINI A., BLASI C., Checklist of the Italian Vascular Flora. Palombi, Roma. 2005
AESCHIMAN D., LAUBER K., MOSER D., THEURILLAT J.P., Flora alpina. Ediz. italiana: Bologna, Zanichelli. 2004
AA.VV., 2001. Orchidee spontanee della provincia di Bergamo. FAB.
BARTOLINI L. Le orchidee della Valle Camonica. Cierre edizioni. Verona. 1996
Scheda realizzata da Marinella Zepigi