Sambucus nigra L. - Sambuco nero

Moderatori: Anja, Marinella Zepigi, Moderatori Botanici

Sambucus nigra L. - Sambuco nero

Messaggioda Marinella Zepigi » 12 lug 2009, 20:19

Sambucus nigra L.
Sp. Pl.: 269 (1753)

Riferimento in "Flora d'Italia", S.Pignatti, 1982:
Sambucus nigra L. - Vol. 2 pg. 639
Riferimento in "Flora Alpina", D.Aeschimann & al., 2004
Sambucus nigra L. - Vol. 2 pg. 378

Adoxaceae

Sambuco nero, Sambuco comune, Sambuco nostrale, Grand sureau, Almindelig hyld, Black elder, Schwarzer Holunder, Fläder.

Forma Biologica: P caesp - Fanerofite cespugliose. Piante legnose con portamento cespuglioso.

Descrizione: Albero, ma più spesso arbusto, alto fino a 10 m, con chioma espansa, densa e globosa; il tronco è eretto e molto ramificato fin dal basso, sinuoso e spesso biforcato; i rami sono opposti ad andamento arcuato e ricadente.
Il tronco è abbastanza contorto, nodoso e irregolare, la corteccia è grigio brunastra, rugosa e profondamente fessurata; quella dei rami è grigio chiaro liscia e cosparsa di lenticelle longitudinali brunastre.
Caratteristica della sezione dei rami e del tronco è il midollo centrale bianco, soffice ed elastico, costituito da cellule sferiche dalla sottile parete di cellulosa. Le radici dotate di attività pollonante molte intensa, decorrono in superfcie.
Le gemme sono opposte, ovali e appuntite, ricoperte alla base da scaglie rosso-marrone da cui emergono i germogli delle foglie.
Le foglie sono picciolate, opposte, decidue lunghe 20÷30 cm, constipole ovate o tondeggianti (1 cm), acute all'apice. La lamina è imparipennata, composta da 5÷7 segmenti ovati ad apice acuminato e margine dentato con nervature secondarie evidenti, sono di colore di colore verde-brillante. Emanano, se stropicciate, un odore sgradevole.
I piccoli fiori sono riuniti in infiorescenze peduncolate, ombrelliformi che possono raggiungere il Ø di 20 cm, prima eretti, poi reclinati; hanno calice corto e campanulato;corolla arrotondata composta da 5 petali color bianco avorio, talvolta rossastri, ovali; i fiori laterali sono sessili, i terminali peduncolati. Gli stami intercalati ai petali, sono 5 con antere sporgenti gialle; gineceo con ovario triloculare a logge uniovulate portanti uno stimma sessile diviso in 3÷5 lobi. Sono molto profumati.
I frutti sono piccole drupe globose, prima verdi poi viola-nerastre, lucide e succose a maturità, contengono contengono 2÷5 semi ovali e bruni, raggruppate in infruttescenze pendule, su peduncoli rossastri.

Tipo corologico: Europ. - Areale europeo.
Europ.-Caucas. - Europa e Caucaso.

Antesi: aprile÷giugno

Habitat: Nelle radure, al margine dei boschi umidi,scarpate, lungo i muri e sulle macerie. Occupa rapidamente ed aggressivamente tutti gli spazi lasciati liberi nelle schiarite, nelle radure, al margine dei boschi, inserendosi come "infestante" negli ambienti più antropizzati ed urbanizzati. Preferisce suoli freschi e ricchi di nutrienti e di materia organica decomposta. Dal piano sino a 1.400 m s.l.m.

Immagine


Note, possibili confusioni: Specie simili sono:

Sambucus racemosa L. - Sambuco rosso, che si distingue per segmenti fogliari più stretti, pannocchie con fiori giallognoli, quasi inodori e infruttescenze di colore rosso.

Sambucus ebulus L. - Lebbio, che si distingue per essere un'erba gigante comune lungo le strade e gli argini in tutta l'area submediterranea, ha segmenti fogliari lanceolati verde scuro nella pagina superiore, chiari e pelosi nell apagina inferiore; fiori candidi, in cime corimbose erette, antere rosso violacee; drupe piriformi nere e lucide.

Tassonomia filogenetica

Magnoliophyta
Eudicotiledoni
Asteridi
OrdineDipsacales Juss. ex Bercht. & J.Presl
FamigliaAdoxaceae E.Mey.
TribùSambuceae
GenereSambucus L.


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Etimologia: Il nome del genere pare derivi dal greco” Sambike”, strumento musicale che si fabbricava coi rami del sambuco svuotati del midollo, oppure dal latino "sambuca", che è dal greco "sambýk?", a sua volta di origine orientale, nome in origine proprio di uno strumento musicale a corde, che indicò in seguito degli strumenti a fiato; il nome specifico dal latino "niger" = nero, fa riferimento al colore delle drupe.

Proprietà ed utilizzi: Immagine Specie commestibile officinale

Pianta emolliente, sudorifera, diaforetica, lassativa, diuretica, impiegata nelle melattie da raffreddamento, nelle cistiti e nelle nevralgie.
Se ne conoscono praticamente da sempre, le proprietà medicinali, anzi nella medicina tradizionale era considerato una vera panacea.
I frutti maturi sono depurativi e lassativi, contengono vitamina A e C; il succo è da sempre impiegato nella cura delle nevralgie e dei crampi allo stomaco.
Le mucillagini hanno una azione emolliente ed i flavonoidi una azione disinfiammante e diuretica.
La corteccia può essere impiegata per i reumatismi e nelle infiammazioni della vescica, nella ritenzione di liquidi in genere.
Un pizzico di foglie secche polverizzate può servire a fermare il sangue dal naso.
Per uso interno i fiori possono esser usati per combattere la bronchite, la febbre, la costipazione. Per uso esterno i fiori hanno attività astringente e lenitiva sulla pelle, possono essere impiegati sui fruncoli, sulle scottature e in caso di emorroidi.
Con i principi estratti da questi fiori, si producono lozioni astringenti, decongestionanti ed emollienti, utili a normalizzare la secrezione sebacea, bagnoschiuma, emulsioni e maschere per pelli impure e grasse.
Il succo ricavato dai frutti può essere impiegato per tingere le fibre naturali, nelle varie tonalità del viola, un tempo era impiegato come sostanza colorante per il cuoio e fino a qualche decennio fa, si utilizzava per ricavarne inchiostro; dalle foglie è possibile ricavare un colorante verde e nero dalla corteccia.
I frutti ben maturi, possono essere mangiati, ma in genere vengono usati per la confezione di marmellate e sciroppi.
I fiori freschi, fritti in pastella e poi passati nello zucchero, sono un ottimo dolce, ottimi anche nelle insalate, nelle frittate e nelle macedonie.
I fiori secchi possono essere usati per aromatizzare bevande alcoliche, amari, il vino bianco e l'aceto: l'odore si trasforma in lieve e piacevole aroma.
Le infiorescenze lasciate leggermente appassire, vengono aggiunte al mosto per aromatizzare e favorire la spumantizzazione; in Lombardia si usano per preparare un dolce caratteristico, la panigada o pan mèi.
La bevanda più famosa prodotta con le bacche di Sambuco è la “sambuca romana”, qualcuno produce anche il vino, pare sia ottimo.
Attenzione: i frutti immaturi possono determinare fenomeni di intossicazione, per la presenza di glicosidi cianogenetici, con bruciore e senso di raschiamento alla gola, vomito e diarrea, mal di testa, difficoltà di respiro e crampi.
I frutti rappresentano un importante alimento per numerose specie di uccelli. Il legno è da sempre conosciuto, come materia prima per immanicare badili ed altri attrezzi agricoli, mentre i giovani rami privati del midollo, hanno fornito a generazioni di bambini più poveri di quelli d'oggi, ma ricchi di fantasia, cerbottane e fischietti sonori .
Il midollo di Sambuco, oggi è stato sostituito da materiali sintetici, ma sino a non molti anni fa , veniva impiegato nella strumentazione di laboratorio: in fisica, miscroscopia e in modellistica
La sua estrema rusticità lo fa apprezzare per qualsiasi intervento di ricostituzione vegetale di terreni spogli o degradati.

Curiosità: Resti di bacche di Sambuco, sono stati ritrovati in insediamenti del neolitico.
E' una pianta dal duplice simbolismo, nella tradizione cristiana veniva usato nei riti funerari, come viatico per il viaggio verso l'aldilà, nella tradizione pagana invece, come protettrice della casa e del bestiame.
Al sambuco in passato si attribuivano poteri magici, contro i demoni e le streghe.
In Tirolo il Sambuco veniva detto “farmacia degli dei” e la tradizione contadina imponeva di inchinarsi 7 volte davanti alla pianta, tante quante i doni che si ricavano da esso.
Intorno alle fortezze, ai monasteri e ai masi di montagna si piantavano sambuchi ritenendo che proteggessero le case il bestiame e gli abitanti da serpi, mali e malie
In Sicilia si credeva che il bastone di Sambuco colpisse a morte le serpi e respingesse i ladri..
Si diceva inoltre, che i ferri dei cavalli strofinati con le sue foglie non arrugginissero.
Melle leggende germaniche il flauto magico era un ramoscello di sambuco svuotato del midollo, che si doveva tagliare in un luogo dove non si potesse sentire il canto del gallo che, lo avrebbe reso roco.
Sempre per quanto attiene alle credenze popolari, si pensava che con il suono di un flauto ricavato da un ramo di sambuco, ci si potesse proteggere dai sortilegi e dai malefici, così come nel “Flauto magico “ di Mozart.
Il Sambuco aveva anche proprietà divinatorie: se in estate i suoi fiori erano gialloo, meglio ancora di color ruggine, annunciava un nuovo figlio: l'infiorescenza sottile indicava un anno di siccità, una robusta annunciava un buon raccolto.
Nel calendario arboreo dei Celti il Sambuco rappresenta il 13° mese lunare che si conclude nei giorni del solstizio invernale poichè esso conserva i frutti sino a dicembre; 13 è u numero che simboleggia il passaggio e la rigenerazione, che comporta anche la morte nel perenne ciclo di rinnovamento. Anche nella tradizione cristiana, anticamente, il Sambuco presiedeva ai riti dei morti: si poneva sul capo del defunto una corona di fiori e foglie, o bacche o rami, secondo la stagione, come viatico per l'Aldilà.
Sul tronco degli esemplari adulti cresce l'Auricularia auricula-judæ (Fr.) Quèl. - Orecchietta di Giuda, un micete molto apprezzato nei paesi orientali.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.
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Principali Fonti
PIGNATTI S., 1982. Flora d'Italia.Edagricole, Bologna.
CONTI F., ABBATE G., ALESSANDRINI A., BLASI C., 2005. An Annotated Checklist of the Italian Vascular Flora. Palombi, Roma.
AESCHIMANN D., LAUBER K., MOSER D., THEURILLAT J.P., 2004. Flora alpina. Ediz. italiana: Bologna, Zanichelli.
ARIETTI N., 1974. La flora economica e popolare del territorio bresciano. Geroldi. Brescia
BOWN. D., 1995 . Encyclopaedia of Herbs and their Uses. Dorling Kindersley, London.
CATTABIANI A. 1996. Florario. Arnoldo Mondadori Editore, Milano.
DALLA FIOR G. 1926 - Nostra Flora
DEVOTO-OLI - Vocabolario della Lingua Italiana Devoto-Oli 1967


Scheda realizzata da Marinella Zepigi

Per altre immagini e informazioni vedi anche la scheda IPFI

Sambucus nigra L.
Toano (RE), Mag 2006
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Re: Sambucus nigra L. - Sambuco nero

Messaggioda Marinella Zepigi » 12 lug 2009, 22:50

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Re: Sambucus nigra L. - Sambuco nero

Messaggioda Giuliano » 12 lug 2009, 23:23

Sambucus nigra L.
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Re: Sambucus nigra L. - Sambuco nero

Messaggioda Giuliano » 12 lug 2009, 23:28

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Re: Sambucus nigra L. - Sambuco nero

Messaggioda Marinella Zepigi » 29 lug 2009, 09:20

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la corteccia dei rami giovani con le lenticelle
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Re: Sambucus nigra L. - Sambuco nero

Messaggioda Marinella Zepigi » 29 lug 2009, 09:23

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Corteccia vecchia del tronco
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Messaggioda Marinella Zepigi » 29 lug 2009, 09:29

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Messaggioda Marinella Zepigi » 07 feb 2011, 00:56

Sambucus nigra L.
Adoxaceae: Sambuco
Osnago (LC), 260 m, dic 2010
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Il particolare delle gemme
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Re: Sambucus nigra L. - Sambuco nero

Messaggioda Marinella Zepigi » 07 feb 2011, 00:58

Sambucus nigra L.
Adoxaceae: Sambuco
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Re: Sambucus nigra L. - Sambuco nero

Messaggioda Marinella Zepigi » 07 feb 2011, 00:58

Sambucus nigra L.
Adoxaceae: Sambuco
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