Sp. Astragal. 11. (1800)
Astragalus alopecuroides Auct., Astragalus centralpinus Braun-Blanq.
Fabaceae
Astragalo maggiore, Astragalo austriaco, Astragalo coda di volpe
Forma Biologica: H scap - Emicriptofite scapose. Piante perennanti per mezzo di gemme poste a livello del terreno e con asse fiorale allungato, spesso privo di foglie.
Descrizione: Pianta perenne villosa-legnosa, alta 30-40 cm., con fusto eretto, scanalato, ricoperto da densi peli patenti.
Le foglioline imparipennate, sono composte da 35-45 segmenti lanceolati.
Infiorescenze, racemi densi, sessili, di forma ovoide, posti all'ascelle delle foglie superiori, composti da fior gialli con calice campanulato e denti lanceolati avvolti da una densa lanugine bianca.
Il frutto è un legume compresso, avvolto da peli lanosi e dalle corolle dissecate persistenti.
Tipo corologico: Orof. Eurasiat. - Orofita dei rilievi montani dell'Europa e dell'Asia
Antesi: giugno - luglio
Distribuzione in Italia: Specie eurasiatica steppica, molto rara in Europa, presente solo in Bulgaria (Rodopi Occ.) e sulle Alpi del Delfinato.
In Italia è presente solo in Valle d'Aosta, esclusiva della Valle di Cogne e della bassa Valtournanche ( 950 - 2370 m.) Incostante ed effimera nel tratto tra Aymaville e Pollein, dove è giunta a seguito dei semi trasportati della Dora Baltea.
Habitat: Pendii e scarpate aride e soleggiate, prati steppici e pascoli rocciosi.
Tassonomia filogenetica
| Magnoliophyta | |
|---|---|
| Eudicotiledoni | |
| Rosidi | |
| Ordine | Fabales Bromhead |
| Famiglia | Fabaceae Lindl. |
| Tribù | Astragaleae |
| Genere | Astragalus L. |
______________________________________________________________________________
Etimologia: Il nome del genere deriva dal greco “astrágalos” indica probabilmente, la forma spigolosa dei semi simile a quella dell'astragalo, un osso del tarso:; Teofrasto invece, fa derivare il nome da "tragos"= capra e "akantha"= spine, pare per la somiglianza di queste piante, alla barba delle capre, ma è anche il nome che i greci davano ad una pianta simile al cicer. Il nome specifico ha origine greca "alopes"= volpe, "ura" =coda per la forma globosa allungata della sua infiorescenza, onde anche il nome coda di volpe.
Curiosità: Specie rarissima e di grande bellezza. Ha sempre destato molto interesse tra i botanici, che hanno operato nella regione valdostana. Il Vaccari nella sua flora valdostana cita che De Saussure nel 1792 fu il primo a trovare questa pianta in Val d'Ayas, dove poi non fu più ritrovata. Nel 1810 fu rinvenuta da Emmanuel Thomas in Val di Cogne, al quale si deve anche il ritrovamento dell' Aethionema thomasianum. Il canonico valdostano Carrel la denominò " le roi des Astragales" , il re degli astragali, estasiato per la sua eccezionale bellezza posta in uno scenario alpino davvero maestoso.
Attenzione: Pianta protetta dalla I.R. 31 marzo 1977, n. 17
______________________________________________________________________________
Principali Fonti
PIGNATTI S., 1982. Flora d'Italia, Edagricole, Bologna
CONTI F., ABBATE G., ALESSANDRINI A., BLASI C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore
POGGIO L:, BOVIO M., 1996 Cento Fiori in Valle d'Aosta
Index Plantarum Flora Italicae - Indice dei nomi delle specie botaniche presenti in Italia
The International Plant Names Index (IPNI)
Scheda realizzata da Mirna Medri