Quercus pubescens Willd. - Roverella

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Quercus pubescens Willd. - Roverella

Messaggioda Graziano Propetto » 19 gen 2008, 01:47

Quercus pubescens Willd.
Berlin. Baumz. 279 (1796)

Sinonimi: Quercus amplifolia Guss., Quercus apennina Auct. Fl. Ital., Quercus cuneata Ten., Quercus cupaniana Guss. p.p., Quercus lanuginosa Thuill., Quercus nicotrae Lojac., Quercus sicula Borzì, Quercus tenoreana Borzì, Quercus tommasinii Kotschy ex Vis., Quercus virgiliana (Ten.) Ten.
Riferimento in "Flora d'Italia", S.Pignatti, 1982:
Quercus virgiliana (Ten.) Ten. - Vol. 1 pg. 119
Quercus pubescens Willd. - Vol. 1 pg. 119
Quercus sicula Borzi - Vol. 1 pg. 119
Riferimento in "Flora Alpina", D.Aeschimann & al., 2004
Quercus pubescens Willd. - Vol. 1 pg. 226

Fagaceae

Quercia pubescente, Quercia virgiliana, Quercia sicula, Roverella

Forma Biologica: P caesp - Fanerofite cespugliose. Piante legnose con portamento cespuglioso.
P scap - Fanerofite arboree. Piante legnose con portamento arboreo.

Descrizione: Forse la specie più polimorfa tra le querce del gruppo di Q.robur e del subg. Quercus; perciò l'inquadramento tassonomico è ancora più problematico.
Albero di taglia media, inferiore alle altre querce del gruppo; mediamente 12-15 m ma può arrivare anche a 25 m di altezza in buone condizioni edafiche; specie abbastanza longeva può avere diametri del tronco notevoli, anche 2-2.5 m a petto d'uomo.
Ha fusto normalmente corto ed anche sinuoso che si diparte presto in grosse branche anch'esse sinuose che formano una chioma ampia e globosa negli esemplari isolati.
La corteccia è formata da un ritidoma con solchi profondi e divisi in placche rugose molto dure; si forma in giovane età e difende abbastanza bene la pianta da incendi radenti.
I rametti dell'anno sono sempre molto pubescenti, grigiastri e la pubescenza impedisce la vista delle sottostanti lenticelle, anche i rametti del secondo anno, sono grigiastri per la persistenza di una leggera pubescenza.
Le gemme sono pluriperulate, ovato appuntite e pubescenti almeno ai margini delle perule, sono a disposizione spiralata, appressate al rametto.
Le foglie alterne e semplici, normalmente a profilo ovato-allungato, ma si possono trovare foglie anche sulla stessa pianta, più allargate nella parte centrale di dimensione molto variabile da (3) 5-10 cm, sono ottuse all'apice e da brevemente cuneate o arrotondate alla base.
A volte la lamina è leggermente asimmetrica con al massimo 8 paia di nervature secondarie e divergenti, può avere 5-6 lobi a seni più o meno profondi, quando i seni sono molto profondi, i lobi possono essere sublobati ed anche acutamente dentati.
Alla fogliazione le foglie sono fittamente pubescenti di colore verde grigiastro, presto la pagina superiore perde la pubescenza e la lamina diviene coriacea di colore verde scuro; anche la pagina inferiore, con l'avanzare della stagione vegetativa, perde gran parte della pubescenza, rimanendo però di colore più chiaro, per la presenza di cere epicuticolari organizzate in scaglie che coprono in parte la rima stomatica.
Il picciolo è breve, da 0,5 a 1,5-2,0 cm, è pubescente e inizialmente alla base sono presenti stipole cuneate e cigliate, caduche.
La filloptosi è tardiva e nelle giovani piante e nei polloni rimangono per tutto l'inverno secche sulla pianta; nei semenzali invece rimangono verdi per tutto l'anno.
La specie, entra presto in fruttificazione, in particolare, negli esemplari isolati, è questa una caratteristica di specie colonizzatrici.
I fiori maschili con 6-10 stami sono presenti su amenti pendenti e pubescenti, che si formano all'inizio della fogliazione e alla base del rametto in crescita; mentre i fiori femminili si trovano brevemente peduncolati all'ascella delle foglie distali con stimmi verdastri.
L'antesi avviene più tardiva che in Q.robur e Q. petrea, in aprile -maggio.
I frutti (ghiande) maturano tardivamente nell'anno, in ottobre, germinano prontamente; sono affusolate, piccole (2-3 cm), portate su breve peduncolo pubescente anche a gruppi di 3-4; hanno cupola avvolgente la ghianda anche fino alla metà ed è formata da squame pubescenti, grigiastre, appressate di forma triangolare, regolari e sporgenti dal bordo; sono molto appetite dai suini.
Il semenzale , ha le prime foglioline fortemente pelose, sub ellittiche con lobi appena accennati di colore inizialmente rosato poi biancastre; l'epicoltile e il fusticino sono pubescenti.
La roverella ha un apparato radicale molto sviluppato e particolarmente robusto, con il fittone centrale, sempre attivo che penetra in profondità anche nelle fessure delle rocce ed anche con robuste radici laterali, fanno sì che la pianta possa resistere a lunghi periodi di siccità.
Il legno è simile alle altre querce del gruppo, è a porosità anulare, con alburno giallastro e duramen più scuro e bruno e molto più pesante e duro che nelle altre querce del gruppo, non è lavorabile come in Farnia e Rovere anche per le fibre che non sono mai dritte e ha un maggior ritiro perciò si spacca facilmente.
Viene ugualmente adoperato, per il suo contenuto di tannino che lo rende durevole anche a contatto permanente con acqua, per alcune parti nelle costruzioni navali e attrezzi agricoli, anche traverse ferroviarie.
Viene anche utilizzato come ottimo combustibile e produce un ottimo carbone.

Tipo corologico: Pontica - Areale con centro attorno al Mar Nero (clima continentale steppico con inverni freddi, estati calde e precipitazioni sempre molto scarse).
S-Europ. - Europa meridionale.
SE-Europ. - Soprattutto nella regione Carpatico-Danubiana.

Antesi: aprile÷maggio

Distribuzione in Italia: Specie ad areale molto vasto, ma la zona centrale del suo areale si trova nella parte meridionale del continente europeo e la zona sub-pontica; a nord raggiunge la catena alpina e la Francia centrale, è particolarmente diffusa in Provenza, raggiunge il Belgio meridionale, ad ovest raggiunge le coste atlantiche nella Spagna nord orientale, ad est è presente in Boemia, Slovacchia, Austria e penisola balcanica, fino ai Carpazi occidentali e alle coste occidentali del Mar nero, segnalata anche in Crimea.
Al sud è diffusa in tutta l'Anatolia, è comune in tutte le grandi isole del Mediterraneo.
In Italia è diffusa in tutte le regioni, principalmente si trova nella sottozona calda del Castanetum e nella sottozona fredda del Lauretum in terreni a matrice calcarea.
Specie molto frugale, eliofila, termofila e xerofila ma resiste molto bene anche alle basse temperature, ma le sue formazioni si trovano in Italia fra i 200 e gli 800 (1200) m slm, prevalentemente nei versanti esposti a sud; è specie di grande plasticità ecologica trovandosi in numerosissime associazioni e gruppi sociologici.
Al nord si trova specialmente su terreni calcarei e rocciosi molto drenati formando associazioni nella parte orientale con Orniello e Ostrya, anche con Pino nero (ordine Erico-Pinetalia), ma anche su marne e arenarie nelle zone collinari avanalpiche submontane, principalmente nel Quercetalia humili-petraeae Klika 1933; e Vincetoxico-Quercenalia humilis, subord.nov..
Al centro e al sud si comporta come specie submediterranea, limitata nella parte bassa dalle leccete e nella parte alta dalle cerrete e rovereti; partecipando con loro però in varie combinazioni dai Cytisophyllo sessilifolii-Qurcenion humilis; Festuco exaltatae-Quercion humilis all. nova, fino ai suoli acidi della Sardegna in Oenantho pinpinelloidis-Quercenion humilis.
Nel Appennino settentrionale e centrale forma l'alleanza Quercion humili-petraeae.
Nelle zone più elevate, colonizza esclusivamente suoli di origine calcarea, più caldi di quelli silicei, (specie calcicola termica) ma le sue esigenze di temperature alte riguardano solo quelle estive, superando agevolmente le gelate tardive i quanto entra tardivamente in vegetazione.
Specie a crescita lenta ma ha buona capacità pollonifera infatti perlopiù viene governata a ceduo composto
La roverella è l'elemento che caratterizza i boschi supramediterranei di boschi eliofili, è accompagnata da un corteggio floristico molto numeroso, per la bassa densità delle sue formazioni, si associa ad Orniello, Carpino nero, Ciavardello, Sorbo domestico, Ginepro, Bosso, nel Prunetalia, ma anche Acero campestre e Ciliegio nelle facies più fresche; spesso si trova in formazioni di transizione verso formazioni a Leccio e presentano caratteri tipici della classe Quercetea ilicis.
Verso l'alto si ha transizione verso i potenziali, più che reali, rovereti con Cerro.
In condizioni particolarmente aride e soggette ad incendi, queste formazioni possono regredire verso facies secondarie dette Garighe.

Habitat: boschi e arbusteti aridi.

Immagine


Note, possibili confusioni: in The Euro+Med PlantBase la specie viene distinto in 3 sottospecie:
subsp. pubescens, diffusa in tutto l'areale tranne che sui Pirenei e nella Spagna nord-orientale;
subsp. subpyrenaica (Villar) Rivas Mart. & C. Saenz, vicariante della specie precedente, sui Pirenei e Spagna nord-orientale;
subsp. crispata (Steven) Greuter & Burdet della parte orientale della penisola balcanica e della Crimea.
Si può confondere facilmente con:
Quercus petraea (Matt.) Liebl. i caratteri morfologici che vengono normalmente utilizzati, hanno campi di variabilità che si sovrappongono tra le due specie. Abbastanza discriminante è la pubescenza del ramo dell'anno e a livello microscopico è il grado di libertà della rima stomatica, che è più o meno coperta in Roverella (Gellini et al. 1992; Bussotti e Grossoni 1997).
Quercus congesta C. Presl che si trova solo in Calabria, Basilicata, Sicilia e Sardegna su suoli silicei, si differenzia per la cupola ciaziforme a bordo regolare che ricopre il frutto per ¼, formata da squame pubescenti alla base e sparsamente pubescenti all’apice che è ottuso e bruno, hanno forma triangolare allungata; asse fruttifero molto corto e frutti aggregati ravvicinati sessili.(vedi Note di sistematica)
Quercus dalechampii Ten. che ha tronco con corteccia formata da un ritidoma brunastro con profonde incisioni longitudinali interrotte da brevi trasversali, formando creste fortemente rugose e rilevate, foglie più grandi fino a 15 cm di lunghezza, cupola con squame prossimali ampulliformi.
Quercus ichnusae Mossa, Bacch. & Brullo, si differenzia per avere una corteccia divisa in placche poco rilevate, la pagina superiore delle foglie lucida e verde-scuro, hanno profilo obovato-oblungo, cupola con squame prossimali marcatamente gibbose sul dorso e quelle distali lineari ellittiche; vegeta solo su suoli a matrice silicea. Chiamata anche Quercia di Sardegna in quanto presente solo su quest'isola, endemica.

Tassonomia filogenetica

Magnoliophyta
Eudicotiledoni
Rosidi
OrdineFagales Engl.
FamigliaFagaceae Dumort.
TribùQuerceae
GenereQuercus L.


______________________________________________________________________________

Etimologia: Il nome del genere secondo alcuni è formato da 2 parole celtiche," Kaer" "quer" = bell'albero, cioè l'albero per eccellenza; secondo altri deriva dal greco Ruvido e indicherebbe la corteccia ruvida degli alberi appartenenti a questo genere. L'epiteto specifico indica la pubescernza delle foglie.

Principali Fonti
GELLINI R. e GROSSONI P. 1997"Botanica forestale” I e II, Cedam
PIGNATTI S. 1982"Flora d'Italia" Edagricole 1982
FERRARI M. e MEDICI D. 2003"Alberi e arbusti in Italia" Edagricole 2003
AUTORI VARI "Monti e boschi" Edagricole
UBALDI D. 2003 "Flora, fitocenosi e ambiente" Clueb
ABRAMO E. e MICHELUTTI G. 1998"Guida ai suoli forestali" Regione F.V.G. D.R.F.
PIROLA A. 1999 "Elementi di fitosociologia" Clueb
Del FAVERO R. e POLDINI L. 1998 "La vegetazione forestale e la selvicoltura nella regione Friuli.V.G." Regione F.V.G., D.R.F.
STERGULC F. e FRIGIMELICA G."Insetti e funghi dannosi ai nostri boschi nel Friuli.V.G.” Regione F.V.G.,D.R.F.e P.
BLASI C., BOITANI L., La POSTA L., MANES F., MARCHETTI M. 2005"Stato della biodiversità in Italia" Ministero dell’ Ambiente della Tutela del Territorio, D.P.N. e S.B.I, Palombi
SCOPPOLA A.e BLASI C.,2005,"Stato delle conoscenze sulla Flora Vascolare d'Italia" Ministero dell’ Ambiente della Tutela del Territorio, DPN e Dip. Agrobiologia e Agrochimica Università degli Studi della Tuscia, Palombi
CONTI F., ABBATE Giovanna, ALLESSANDRINI A., BLASI C. 2005"An Annotated Checklist of the Italian Vascular Flora" Ministero dell’ Ambiente della Tutela del Territorio, D.P.N. e Dip. di Biologia Vegetale, Università degli Studi di Roma “La Sapienza” Palombi
UBALDI D. 2003 "la vegetazione boschiva d'Italia" Clueb
BERNETTI G.e PADULA M. 1984 “Le latifoglie nobili nei nostri boschi” Quaderni di Monti e Boschi, Edagricole
Index Plantarum Flora Italicae - Indice dei nomi delle specie botaniche presenti in Italia


Scheda realizzata da Graziano Propetto

Per altre immagini e informazioni vedi anche la scheda IPFI
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Re: Quercus pubescens Willd. - Roverella

Messaggioda Graziano Propetto » 22 gen 2008, 01:52

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Re: Quercus pubescens Willd. - Roverella

Messaggioda Graziano Propetto » 22 gen 2008, 01:52

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Re: Quercus pubescens Willd. - Roverella

Messaggioda Graziano Propetto » 22 gen 2008, 01:53

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Messaggioda Graziano Propetto » 22 gen 2008, 01:54

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Messaggioda Graziano Propetto » 22 gen 2008, 01:55

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Messaggioda Graziano Propetto » 22 gen 2008, 01:57

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Messaggioda Graziano Propetto » 22 gen 2008, 01:58

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Re: Quercus pubescens Willd. - Roverella

Messaggioda Anja » 06 feb 2011, 18:40

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Messaggioda Anja » 06 feb 2011, 18:41

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Messaggioda Anja » 06 feb 2011, 18:43

Quercus pubescens Willd.
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Messaggioda Anja » 02 nov 2013, 17:26

Quercus pubescens Willd.

Alta Murgia - Ruvo (BA), 370 m, ott 2013
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Messaggioda Anja » 02 nov 2013, 17:28

Quercus pubescens Willd.

Alta Murgia - Ruvo (BA), 370 m, ott 2013
Foto di Vito Buono

Gemme pluriperulate
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Messaggioda Anja » 07 mag 2014, 16:00

Quercus pubescens Willd.

Celle (SV), 100 m, apr 2012
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Messaggioda Anja » 07 mag 2014, 16:01

Quercus pubescens Willd.

Alta Murgia - Ruvo (BA), 370 m, ott 2013
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