Petasites albus (L.) Gaertn. - Farfaraccio bianco

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Petasites albus (L.) Gaertn. - Farfaraccio bianco

Messaggioda Marinella Zepigi » 19 apr 2010, 13:47

Petasites albus (L.) Gaertn.
Fruct. Sem. Pl. 2: 406 (1791)

Basionimo: Tussilago alba L. - Sp. Pl.: 866 (1753)
Riferimento in "Flora d'Italia", S.Pignatti, 1982:
Petasites albus (L.) Gaertn. - Vol. 3 pg. 111
Riferimento in "Flora Alpina", D.Aeschimann & al., 2004
Petasites albus (L.) Gaertn. - Vol. 2 pg. 524

Asteraceae

Farfaraccio bianco, White Butterbur, Weiße Pestwurz, Pétasite blanc, Kvitpestrot, Hvid Hestehov.

Forma Biologica: G rhiz - Geofite rizomatose. Piante con un particolare fusto sotterraneo, detto rizoma, che ogni anno emette radici e fusti avventizi.

Descrizione: Pianta perenne, erbacea, con sottile rizoma biancastro, strisciante; fusti eretti a sezione rotanda, cavi, semplici, di colore bianco verdastro. Queste piante hanno un'altezza normalmente compresa fra 10÷40 cm all'epoca della fioritura, che alla fruttificazione arriva a 80 cm.
Le foglie basali, che compaiono verso la fine della fioritura hanno Ø generalmente compreso fra 10÷20 cm, ma possono arrivare anche a 45 cm; sono lungamente picciolate, arrotondate cordate, pubescenti ragnatelose e con evidenti nervature sulla pagina inferiore, il margine è doppiamente dentato. Il picciolo che è lievemente scanalato, dapprima è tomentoso poi diviene glabro. Le foglie cauline sono sessili e abbraccianti il caule, lanceolate, di dimensioni minori, verso l'infiorescenza divengono pallide brattee verdi-giallastre.
I capolini di colore bianco giallastro, sono peduncolati; nelle piante femminili sono riuniti in larghe infiorescenze a pannocchia, mentre nelle piante maschili, che presentano capolini meno numerosi, sono riuniti in infiorescenze racemose; tutte le infiorescenze sono terminali. I capolini hanno involucro verde-giallognolo, campanulato, composto da 12÷15 squame lineari, disuguali, la superficie è solcata con 1÷5 nervi, il bordo è scarioso. La corolla di tutti i fiori è tubulare a 5 denti, i fiori ligulati sono assenti; solo quelli femminili in posizione radiale hanno la corolla lievemente ligulata. Gli stami sono 5 con filamenti liberi; le antere sono saldate fra loro e circondano lo stilo; gli stimmi sono filiformi, pubescenti, allungati e ben sporgenti dal tubo corollino.
I frutti sono acheni subcilindrici di 2-3 mm, scabri, con pappo a setole biancastre.

Tipo corologico: Eurasiat. - Eurasiatiche in senso stretto, dall'Europa al Giappone.
Orof. Eurasiat. - Orofita dei rilievi montani dell'Europa e dell'Asia

Antesi: Marzo÷Maggio

Habitat: Specie nitrofila, comune nei boschi umidi, radure boschive, scarpate, vellecole umide e fresche; 400÷2000 m s.l.m.

Immagine


Note di Sistematica: Specie congeneri presenti nel nostro territorio:

Petasites hybridus (L.) G. Gaertn., B. Mey. & Scherb. subsp. hybridus. - Farfaraccio maggiore, che si distingue per dimensioni maggiori della pianta; fusto rosso-bruno; fiori rosati; foglie ovato-cordate con una insenatura all'inserto del picciolo; fiori tubulosi rossastri; la pianta emana un odore fetido che ricorda quello delle cimici.

Petasites paradoxus (Retz.) Baumg. - Farfaraccio niveo, che si distingue per fusto rosso-bruno;squame dello scapo arrossate; fiori rosati riuniti in l'infiorescenza lassa; foglie di forma triangolare.

Petasites fragrans (Vill.) C. Presl - Farfaraccio vaniglione, che si distingue per fusto rosso-bruno;capolini formati da pochi fiori rosati riuniti in infiorescenza contratta, fiori periferici ligulati; foglie di forma rotondeggiante.

Tassonomia filogenetica

Magnoliophyta
Eudicotiledoni
Asteridi
OrdineAsterales Link
FamigliaAsteraceae Bercht. & J.Presl
Tribù
GenerePetasites Mill.


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Etimologia: Il nome generico deriva dal greco "petàsos" = cappello a grandi falde, undica la forma delle foglie; il nome specifico deriva dal latino "albus" = bianco per il colore dei fiori.

Proprietà ed utilizzi: Immagine Specie commestibile officinale

Costituenti principali:
petasina, olio essenziale, mucillagini, tannini.
Ha proprietà emenagoghe, vulnerarie, sedative, bechiche.
Le foglie vengono usate in infuso per calmare la tosse. Le foglie fresche, contuse si possono applicare fra 2 garze sulle ulcere o sugli ascessi per risolverli rapidamente
Il rizoma triturato e applicato sviluppa azione detergente e cicatrizzante.
I piccioli carnosi sono utilizzati in cucina come una specie di asparagi.
Un tempo il burro veniva conservato avvolto nelle sue foglie.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.
______________________________________________________________________________

Principali Fonti
PIGNATTI S., 1982. Flora d'Italia.Edagricole, Bologna.
CONTI F., ABBATE G., ALESSANDRINI A., BLASI C., 2005. An Annotated Checklist of the Italian Vascular Flora. Palombi, Roma.
TRISKA J. La flora d'Europa. Melita, La Spezia 1990
PROSSER F., BERTOLLI A. & FESTI F. 2009. Flora illustrata del Monte Baldo . Museo Civico di Rovereto.
AESCHIMANN D., LAUBER K., MOSER D., THEURILLAT J.P., 2004. Flora alpina. Ediz. italiana: Bologna, Zanichellihttp://www.actaplantarum.org/ ... /flora.php


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Re: Petasites albus (L.) Gaertn. - Farfaraccio bianco

Messaggioda Marinella Zepigi » 19 apr 2010, 14:12

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Messaggioda Marinella Zepigi » 19 apr 2010, 14:13

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Messaggioda Marinella Zepigi » 19 apr 2010, 14:15

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Messaggioda Marinella Zepigi » 19 apr 2010, 14:16

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Messaggioda Marinella Zepigi » 19 apr 2010, 14:18

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Messaggioda Marinella Zepigi » 19 apr 2010, 14:23

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Messaggioda Marinella Zepigi » 19 apr 2010, 14:23

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Messaggioda Anja » 17 mag 2014, 21:44

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