Linum usitatissimum L. - Lino coltivato

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Linum usitatissimum L. - Lino coltivato

Messaggioda nino » 13 ott 2010, 14:38

Linum usitatissimum L.
Sp. Pl.: 277 (1753)

Sinonimi: Linum catanense Strobl
Riferimento in "Flora d'Italia", S.Pignatti, 1982:
Linum usitatissimum L. - Vol. 2 pg. 23
Linum usitatissimum L. var. usitatissimum - Vol. 2 pg. 23
Linum usitatissimum var. humile (Miller) Pers. - Vol. 2 pg. 23
Riferimento in "Flora Alpina", D.Aeschimann & al., 2004
Linum usitatissimum L. - Vol. 1 pg. 1028

Linaceae

Lino coltivato

Forma Biologica: T scap - Terofite scapose. Piante annue con asse fiorale allungato, spesso privo di foglie.

Descrizione: Pianta erbacea annua con radice fittonante, alta 30 - 100 mm.
Fusti eretti, glauchi, tenaci, quasi sempre semplici ma talvolta ramosi.
Foglie inferiori lanceolato-ottuse ( 3 - 4 x 20 - 30 mm) di colore verde glauco quasi sempre sessili o brevemente picciolate, alterne e raramente opposte, trinervie, le superiori più piccole e di forma lineare-acuminata.
Fiori posti su un racemo terminale corimbiforme, lasso e su peduncoli terminali o ascellari.
Sepali 5 (6-9 mm) cigliati, glandulosi, di forma ovato-acuta e con margine membranoso
Petali pentameri di colore azzurro e venati con linee più scure, caduchi, subcrenati, obovati e lunghi 3 volte il calice (12 -15 mm).
Stami fertili 5 più 5 abortivi senza antera.
Stili 5 liberi e con stimma stretto ed allungato a forma di clava.
Il frutto è una capsula subsferica di 6-9 mm avvolta dal calice persistente; 5 - 10 logge che contengono semi bruni di forma ovale-compressa.

Tipo corologico: Europ.-Caucas. - Europa e Caucaso.
Subcosmop. - In quasi tutte le zone del mondo, ma con lacune importanti: un continente, una zona climatica,...

Antesi: Maggio - Luglio

Habitat: Coltivato o subspontaneo in terreni incolti da 0 a 1800 m.

Immagine


Note di Sistematica: A questo genere è stata attribuita anche la specie L. catanense Strobl.

Note, possibili confusioni: Pur avendo un portamento più grande può essere confuso con Linum bienne Mill. che però ha foglie e frutti più piccoli.

Tassonomia filogenetica

Magnoliophyta
Eudicotiledoni
Rosidi
OrdineMalpighiales Juss. ex Bercht. & J.Presl
FamigliaLinaceae DC. ex Perleb
TribùLineae
GenereLinum L.


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Etimologia: Il nome del genere deriva dal latino "linon" = "filo" così chiamato per l'antichissimo uso fatto dall'uomo per estrarne fibra (nelle tombe dei faraoni d'Egitto sono state ritrovate alcune mummie fasciate di tela di lino e risalenti a circa 8000 a.c.). Fu ripreso da Linneo per indicarne il genere.
L'epiteto della specie indica che la pianta è di uso molto comune.

Proprietà ed utilizzi: Immagine Specie officinale

Per le costituenti in mucillagini, pectina, lipidi, enzimi, glugositi e viamina F gli vengono attrbuite proprietà diuretche, emollienti, lassative, vermifughe, espettoranti e lenitive della tosse. Nel sec. XVIII° era comune l'acqua di lino che veniva regolarmente usata per mantenersi in buona salute. Sottoforma di cataplasma i semi vengono ancora usati per spurgare il pus dai foruncoli.

Curiosità: Pianta molto antica, coltivata già da tempo immemorabile dai popoli del bacino Mediterraneo.
L’uso più antico, documentato, fu l’uso delle bende per fasciare le mummie egizie, circa 80 secoli fa, e anche il suo utilizzo come vela nelle imbarcazioni.
Considerato da sempre un simbolo solare, è stato utilizzato dai sacerdoti, sia in Egitto che India e in tutta l’Asia Minore.
Per la mitologia greca, il lino è stato inventato da Aracne, mitica tessitrice, celebre per i suoi arazzi ricamati. Mitica fu la sua sfida con la dea Pallade nella tessitura di una tela di lino con rappresentazioni pittoriche; furono entrambe brave ma la dea non sopportò la rappresentazione fatta da Aracne che nei suoi ricami ,descriveva gli dei come stupratori di ninfe. Pallade incollerita, prima la bastonò e al momento che la povera ninfa aveva deciso di suicidarsi, la trasformò in ragno(da questa leggenda fu preso spunto per chiamare aracnoidi i ragni).
A Roma venne maggiormente usato dai cristiani e dalle vestali come simbolo di purezza, come vestiario e come tele per riparare dal sole i cortili interni di palazzi, del foro (famose quelle che ricoprivano il Colosseo essendo mobili). I fenici lo importarono e lo diffusero in tutta l’Europa settentrionale. Nel periodo rinascimentale, si rafforza la presenza del lino, per un gusto più raffinato nell’uso quotidiano, per produrre lenzuola, camice e vestiti: usati specialmente dai grandi viaggiatori che lanciarono la moda cosiddetta “coloniale”. Fino a qualche tempo fa in Italia, specialmente nel sud, era tradizione preparare un corredo di biancheria in lino da portare in dote per le figlie che si sposavano.
Il lino è il tessuto che compone la Sacra Sindone gelosamente custodita dai cristiani nella cattedrale di S. Giovanni a Torino.
Era considerata una erba stregona in grado di allontanare i mali oscuri. In Sicilia era usata per curare l'insolazione "togliere il sole" tramite un bicchiere posto su un piatto bianco in cui veniva versata dell'acqua e contemporaneamente si bruciavano delle stoppie di lino profferendo imprecazioni. In tal modo il male andava via insieme ai fumi di lino.
Nel medioevo l'olio di lino cotto fu usato dai pittori al posto dell'uovo, perchè rendeva le tempere più brillanti e stabili.
Per ricavare la fibra tessile venne utilizzata la coltivazione del Linum usitatissimum L. per la presenza delle sue lunghe fibre.
Per ottenere la fibra (tiglio o filaccia) la pianta dopo lo sfalcio viene messa a macerare per 48 ore, utilizzando agenti chimici specifici, alla temperatura di 37°. Da qui gli steli vanno in essiccazione e passano nelle macchine dette “Gramolatrici”, successivamente alle “strigliatrici” che danno la “[i]filaccia[/i]”. Per separazione della parte legnosa, si ottiene il lino grezzo, che poi pettinato (per separare le fibre corte dalle lunghe) servirà all’industria tessile per la filatura.
In Italia questa specie venne coltivata, specialmente in Val Padana fino al 1972, mentre oggi viene quasi totalmente importato dalla Russia, Olanda, Polonia, Turchia, Liberia e Giappone.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.
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Principali Fonti
S. Pignatti - Flora d'Italia - Ediagricole -1982 vol. II
A. Catabiani- Florario- Oscar Mondadori-1998
Selezione dal Reader's Digest - Segreti e virtù delle piante medicinali -1979
A. Poletti - Fiori e Piante Medicinali - Il Mandarino - Vol. IV
Enc.- Il Mondo delle Piante- Motta


Scheda realizzata da: Nino Messina

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Re: Linum usitatissimum L.

Messaggioda nino » 13 ott 2010, 14:43

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Re: Linum usitatissimum L.

Messaggioda nino » 13 ott 2010, 14:45

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Messaggioda nino » 13 ott 2010, 14:46

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Messaggioda nino » 13 ott 2010, 14:47

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Messaggioda nino » 13 ott 2010, 14:48

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Messaggioda nino » 13 ott 2010, 14:49

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Re: Linum usitatissimum L. - Lino coltivato

Messaggioda Anja » 31 mag 2014, 18:22

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