Flora (Regensb.) 38: 348 (1855)
Aspleniaceae
Asplenio delle Dolomiti
Forma Biologica: H ros - Emicriptofite rosulate. Piante perennanti per mezzo di gemme poste a livello del terreno e con foglie disposte in rosetta basale.
Descrizione: Pianta erbacea con rizoma corto coperto di palee lineari di colore bruno scuro.
Fronde raccolte in cespi , inclinate e lunghe fino a 10 cm .
Picciolo verde è più lungo 3 - 5 vlte la lamina.
Lamina (2 x 5-8 mm) ridotta, coriacea, tripartita e raramente pentapartita con lacinie lanceolate e glandulose, con margine denticolato-inciso e con apice ottuso.
Sori allungati in 2 serie posti ai lati della nervatura centrale e confluenti a maturità.
Indusio con bordo libero e denticolato.
Spore reniformi con spinule.
Tipo corologico: W-Medit. - Zone occidentali del Mediterraneo.
Antesi: Giugno - Settembre
Distribuzione in Italia: Presente solo nelle regioni alpine : PIE - LOM - TAA - VEN - FVG.
Habitat: Rupi e pareti dolomitiche e calcaree riparati e in ombra. Da 200 a 2350 m
Note di Sistematica: In Italia è presente solo la sottospecie descritta. In Francia, Spagna e Morocco esiste un'altra subsp. diploide : A. seelosii Leybold subsp. glabrum (Litard.& Maire)Rothm.
Nel 1965 era stato segnalato in Italia (e mai più ritrovato) anche un ibrido di A. valgannense Attinger con A. trichomanes subsp. quadrivalens.
Note, possibili confusioni: Da non confondere con A. ruta - muraria L. subsp. dolomiticum Lovis & Reichst. che però presenta picciolo bruno alla base, lamina non completamente divisa e composta da segmenti rombici o cuneati.
Tassonomia filogenetica
| Pteridophyta | |
|---|---|
| Polypodiopsida | |
| Polypodiidae | |
| Ordine | Polypodiales Link |
| Famiglia | Aspleniaceae |
| Tribù | Asplenieae |
| Genere | Asplenium L. |
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Etimologia: Il nome del genere deriva da "splèin" = "milza" in riferimento all'antico uso di questa pianta nella cura delle "splenopatie" (infezioni della milza).
L'epiteto della specie è stato dedicato al naturalista di Bressanone Seels G. (1831 - 1911).
Proprietà ed utilizzi:
In letteratura non sono menzionati usi popolari di questa subspecie.
Curiosità: Questa subsp. è stata riconosciuta nei primi anni '60 e prima era classificata come specie ma con la nomenclatura di " A. eberlei D.E. Meyer".
Specie alquanto rara endemica delle Alpi orientali, protetta segnalata nelle liste rosse della Lombardia.
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Principali Fonti
Soster M., identikit delle FELCI d'ITALIA, 2001,Valsesia Edizioni
[url=http://www.museocivico.rovereto.tn.it/[/url]PIGNATTI S., 1982. Flora d'Italia, Edagricole, Bologna]http://www.museocivico.rovereto.tn.it/[/url]
PIGNATTI S., 1982. Flora d'Italia, Edagricole, Bologna
Scheda realizzata da: Nino Messina