Tilia cordata Mill. - Tiglio selvatico

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Tilia cordata Mill. - Tiglio selvatico

Messaggioda Graziano Propetto » 06 mar 2008, 23:17

Tilia cordata Mill.
Gard. Dict., ed. 8. n. 1 (1768)

Sinonimi: Tilia parvifolia Ehrh., Tilia sylvestris Desf.
Riferimento in "Flora d'Italia", S.Pignatti, 1982:
Tilia cordata Miller - Vol. 2 pg. 84
Riferimento in "Flora Alpina", D.Aeschimann & al., 2004
Tilia cordata Mill. - Vol. 1 pg. 410

Malvaceae

Tiglio selvatico, Tiglio maremmano

Forma Biologica: P caesp - Fanerofite cespugliose. Piante legnose con portamento cespuglioso.
P scap - Fanerofite arboree. Piante legnose con portamento arboreo.

Descrizione: Latifoglia nobile dei nostri boschi; albero di media o grande dimensione, può raggiungere in condizioni ottimali i 25-30 m di altezza ma di solito inferiore al T. platyphyllos, si possono trovare però esemplari di oltre 1,5 m di diametro del tronco, pianta molto longeva, è pollonante alla base anche se non stimolato da tagli o riduzioni di chioma.
Tronco molto robusto a volte policormico negli individui isolati, chioma ampia, subglobosa ma meno ovale che in T. platyphyllos.
Ha crescita non molto rapida, ma rimane sostenuta per moltissimi anni.
La corteccia liscia macchiettata, grigio-bruna da giovane, diviene con l'età solcata longitudinalmente in solchi poco profondi di colore grigio.
I giovani rami sono glabri e lucidi di colore dapprima verdi olivastri e poi bruni o rossicci, meno robusti che in T. platyphyllos, portano gemme ovoidi-globose con 2 perule evidenti, glabre, rossastre.
Le foglie sono relativamente più piccole che in T.nostrale tra 3 a 9 cm, ovate sub-orbicolari a base nettamente cordata a volte anche asimmetriche, da cui l'epiteto specifico “cordata”, brevemente appuntite all'apice; la pagina superiore è verde scuro, liscia con nervature terziarie non evidenti; quella inferiore da verde chiaro all'inizio stagione vegetativa, a glauca con ciuffi di peli bruno- rugginosi all'ascella delle nervature, hanno il margine serrato e il picciolo glabro, lungo 2-4 cm.
Le foglie dei polloni sono molto più grandi di quelle dei rami adulti.
Le infiorescenze sorrette da una lunga brattea, portano più fiori che in T. nostrale, da 5 a 15 fiori poco odorosi, sepali lunghi 3 mm mentre i petali variano da 3 a 8 mm.
I fiori sono bianco giallognoli, hanno ovario tomentoso e al massimo 30 stami e senza staminoidi.
L'antesi è più tardiva che in T. nostrale, circa due settimane di differenza, dalla metà di giugno alla metà di luglio; l'impollinazione è entomofila e molto mellifera.
I frutti sono nucule subglobose di circa 5-6 mm a pericarpo membranoso, fragile, tomentoso e grigiastro a maturità (ottobre) con 5 costolature appena accennate.
La disseminazione è, come in tutti i Tigli, anemocora e si protrae per tutto l'inverno, il trattamento dei semi per la semina è identico che in T.nostrale.
La plantula è subglabra con cotiledoni a 7 lobi.
il legno del Tiglio selvatico è simile a quello di tutti gli altri Tigli, è meno leggero che in T. nostrale, con alburno e duramen indistinti (omoxilo), da bianco-giallastro a leggermente rosato, sericeo a porosità diffusa, con raggi midollari appena visibili ad occhio nudo, è tenero e all'aperto è di poca durata però è di facile lavorazione e di bel aspetto, viene usato in falegnameria fine, ebanisteria e in modellistica per la sua leggerezza e resistenza.
Non è un buon combustibile ma viene usato per la produzione di carboncini da disegno.
L'apparato radicale in gioventù è fittonante, poi ampio e robusto con grosse radici che si approfondiscono nel terreno ma alcune si sviluppano in superficie, tende a formare facilmente polloni al colletto naturalmente e, se la chioma viene ridotta da eventi meteorici o drastiche potature, emette anche polloni dalle radici laterali.

Tipo corologico: Europ.-Caucas. - Europa e Caucaso.
Pontica - Areale con centro attorno al Mar Nero (clima continentale steppico con inverni freddi, estati calde e precipitazioni sempre molto scarse).

Antesi: giugno÷luglio

Distribuzione in Italia: in Europa il Tiglio selvatico ha un areale più vasto che negli altri Tigli per le sue caratteristiche di maggior esigenza in continentalità e perciò si spinge maggiormente ad est superando gli Urali e a nord raggiungendo il sud della Fennoscandia; a sud raggiunge il Caucaso, il Mar Caspio, il Mar nero e il nord della Grecia, a ovest i Pirenei e la Francia tranne la Normandia e la Gran Bretagna meridionale.
In Italia ha una minore espansione nelle regioni meridionali per le sue esigenze di maggior continentalità ed il suo areale in Italia meridionale è frammentario, perché dall'Italia centrale a quella meridionale si stempera nella sua forma ibrida (T.x vulgaris Hayne = T. intermedia D.C.).

Habitat: Cresce nelle zone fitoclimatiche del Castanetum e del Fagetum, dove risale a quote maggiori del T.nostrale fino a 1700 m negli Appennini centrali.
Preferisce terreni profondi, freschi e ricchi di humus dolce proveniente da rocce carbonatiche ma anche flycsh sub-acido, purché non argilloso-compatti, né francamente sabbiosi, in queste ultime condizioni edafiche, sostituisce completamente il Tiglio nostrale che non sopporta terreni acidi.
E' specie più sciafila e resiste meglio ad eventuale aridità estiva rispetto all'altro Tiglio.
Di temperamento mesofilo, esige buona umidità dell'aria e del suolo, tollera forti escursioni termiche quindi vegeta in climi tendenzialmente più continentali negli orizzonti delle latifoglie eliofile e nella porzione inferiore delle latifoglie sciafile.
I Tigli sono piante poco socievoli, non formano mai boschi puri, si trovano in modo sporadico a piccoli gruppi in mescolanza con Rovere, Aceri, Frassini, Carpini e Cerro, ma anche con Faggio e Abete bianco.
Spesso però li troviamo in parchi e grandi giardini e come alberature stradali assieme ad altri Tigli non autoctoni, per la loro chioma, bellezza, profumo, maestosità e longevità, anche in località fuori dalla fascia di vegetazione che gli è propria.
In particolare partecipa al piede delle Alpi, Prealpi, zone collinari all'ordine fitosociologico Querco-Fagetalia Vanden Berghen 1957 si tratta di un ordine molto articolato che presenta specie del gruppo di Carpinus betulus (Cb)e del gruppo di Acer campestre (Ac) comprende tre buone specie caratteristiche: Arum maculatum, Asarum europaeum e Polygonatum multiflorum.
L'ordine si divide in due subordini, Fraxino excelsioris-Tilienalia cordatae, con caratteristiche centroeuropee e Aceri obtusati-Fagenalia in condizioni submediterranee nel centro e meridione d'Italia.

Immagine


Note di Sistematica: A.P.G. ha incluso il Genere nella famiglia delle Malvaceae

Note, possibili confusioni: Fra i numerosi ibridi naturali o antropogenici, tra i due nostri Tigli, il più importante è senza dubbio Tilia x vulgaris Hayne, ma è importante anche T. x euchlora K. Koch, l'ibrido tra T. cordata e T. dasystyla, un Tiglio diffuso dalla Crimea al Caucaso e Iran, conosciuto dal 1860 dotato di un bel portamento ma soprattutto poco appetito dagli Afidi, per cui non crea problemi di imbrattamento di marciapiedi e auto nelle città e nei viali.

Si può confondere con:
T. platyphyllos Scop., che ha foglie più grandi verde medio con nervature terziarie ben evidenti, generalmente pelose da giovani su tutte due le pagine, anche il picciolo e il giovane rametto, a fine stagione vegetativa rimane una peluria biancastra nella pagina inferiore delle foglie tra le nervature; frutti pochi, più grossi e molto duri, più allungati con 5 costolature prominenti.

T. x vulgaris Hayne che ha caratteristiche intermedie e nell'insieme non riferibili all'una o l'altra specie.

T. americana L., originaria del nord America, è la più usata nelle alberature stradali, ha foglie molto grandi e glabre, fino a 20 cm, anche i rametti sono glabri e i fiori molto profumati hanno evidenti staminoidi petaloidi, infiorescenze dense e ordinatamente pendenti, fioritura tardiva (luglio), corteccia grigio-nerastra, vivacemente pollonifero alla base e infestato dagli afidi.

T. heterophylla Vent. del nord America usata anch'essa nelle alberature stradali e come il precedente ha foglie molto grandi con peli nella pagina inferiore lungo le nervature secondarie e terziarie ma con rametti completamente glabri, fiori con staminoidi-petaloidi.

T. tomentosa Moench, detto tiglio argentato, (SE-Europeo ovest-asiatico) proprio per l'aspetto argenteo della chioma mossa dal vento; foglie argentee di sotto per fitta tomentosità, fiori con staminoidi, profumatissimi, più che in qualsiasi altro Tiglio, quasi nauseante, tanto da essere tossico per le api che quando bottinano questo Tiglio cadono a terra stordite e perciò non è indicato nei giardini pubblici o luoghi frequentati da persone che durante la fioritura possono essere punti da api che cadono dalla chioma.

Tassonomia filogenetica

Magnoliophyta
Eudicotiledoni
Rosidi
OrdineMalvales Juss. ex Bercht. & J.Presl
FamigliaMalvaceae Juss.
TribùTilieae
GenereTilia L.


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Etimologia: Tiglio, deriva da una parola greca "ptilon", che vuol dire ala, in riferimento alla brattea a cui sono attaccati i frutti peduncolati e pendenti e mediante questa vengono diffusi dal vento (anemocoria).

Proprietà ed utilizzi: Immagine Specie officinale

Pianta molto mellifera, produce un miele molto ricercato e profumato, ma bisogna fare molta attenzione alla zona di provenienza in quanto i Tigli sono dei grandi accumulatori di metalli pesanti e inquinanti e se le api bottinano specie piantate come alberature stradali, in città o presso zone industriali, il miele potrebbe essere carico di queste tossine.

La stessa cosa vale per l'uso in erboristeria dove vengono normalmente usate le infiorescenze con brattee, ma anche la corteccia, la linfa e il legno.
Contiene olio essenziale, mucillagine, tannini, pigmenti flavonici e manganese che gli conferiscono proprietà antispasmodiche, coleretiche, emolienti, ipnotiche, sedative, suderifere.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.
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Principali Fonti
GELLINI R. e GROSSONI P. 1997"Botanica forestale” I e II, Cedam
PIGNATTI S. 1982"Flora d'Italia" Edagricole 1982
FERRARI M. e MEDICI D. 2003"Alberi e arbusti in Italia" Edagricole 2003
AUTORI VARI "Monti e boschi" Edagricole
UBALDI D. 2003 "Flora, fitocenosi e ambiente" Clueb
ABRAMO E. e MICHELUTTI G. 1998"Guida ai suoli forestali" Regione F.V.G. D.R.F.
PIROLA A. 1999 "Elementi di fitosociologia" Clueb
Del FAVERO R. e POLDINI L. 1998 "La vegetazione forestale e la selvicoltura nella regione Friuli.V.G." Regione F.V.G., D.R.F.
STERGULC F. e FRIGIMELICA G."Insetti e funghi dannosi ai nostri boschi nel Friuli.V.G.” Regione F.V.G.,D.R.F.e P.
BLASI C., BOITANI L., La POSTA L., MANES F., MARCHETTI M. 2005"Stato della biodiversità in Italia" Ministero dell' Ambiente della Tutela del Territorio, D.P.N. e S.B.I, Palombi
SCOPPOLA A.e BLASI C.,2005,"Stato delle conoscenze sulla Flora Vascolare d'Italia" Ministero dell' Ambiente della Tutela del Territorio, DPN e Dip. Agrobiologia e Agrochimica Università degli Studi della Tuscia, Palombi
CONTI F., ABBATE Giovanna, ALLESSANDRINI A., BLASI C. 2005"An Annotated Checklist of the Italian Vascular Flora" Ministero dell' Ambiente della Tutela del Territorio, D.P.N. e Dip. di Biologia Vegetale, Università degli Studi di Roma “La Sapienza” Palombi
UBALDI D. 2003 "la vegetazione boschiva d'Italia" Clueb
BERNETTI G.e PADULA M. 1984 “Le latifoglie nobili nei nostri boschi” Quaderni di Monti e Boschi, Edagricole


Scheda realizzata da Graziano Propetto

Per altre immagini e informazioni vedi anche la scheda IPFI
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Re: Tilia cordata Miller; Tiglio selvatico

Messaggioda Graziano Propetto » 06 mar 2008, 23:30

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Re: Tilia cordata Miller; Tiglio selvatico

Messaggioda Graziano Propetto » 06 mar 2008, 23:31

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Messaggioda Graziano Propetto » 06 mar 2008, 23:32

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Messaggioda Graziano Propetto » 06 mar 2008, 23:33

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Messaggioda Graziano Propetto » 06 mar 2008, 23:34

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Messaggioda Graziano Propetto » 06 mar 2008, 23:48

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