Veratrum lobelianum Bernh. - Veratro comune

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Veratrum lobelianum Bernh. - Veratro comune

Messaggioda nino » 29 giu 2011, 17:12

Veratrum lobelianum Bernh.
Neues J. Bot. 2(3): 356 (1808)

Sinonimi: Veratrum album subsp. lobelianum (Bernh.) Arcang.
Riferimento in "Flora d'Italia", S.Pignatti, 1982:
Veratrum album subsp. lobelianum (Bernh.) Arcang. - Vol. 3 pg. 344
Riferimento in "Flora Alpina", D.Aeschimann & al., 2004
Veratrum album subsp. lobelianum (Bernh.) Arcang. - Vol. 2 pg. 1026

Melanthiaceae

Veratro comune, Veratro di Lobelius

Forma Biologica: G rhiz - Geofite rizomatose. Piante con un particolare fusto sotterraneo, detto rizoma, che ogni anno emette radici e fusti avventizi.

Descrizione: Pianta erbacea perenne alta 60 - 150 cm con rizoma nerastro all'esterno e bianco all'interno, rugoso e ricoperto di squame (2 - 3,5 cm).
Fusto eretto, cilindrico, striato, pubescente nella parte superiore e ispessito in quella inferiore.
Foglie disposte a spirale, quelle basali alterne e di forma ellittico-ovata con punta al vertice, di 10-26 x (4)6-15 cm, solcate da nervature ben evidenti, pubescenti nella pagina inferiore e con margine ciliato. Le foglie caulinari progressivamente più piccole e lanceolate.
Infiorescenza formata da grappoli densi, ramosa e allungata; brattee dell'infiorescenza simili alle foglie ma molto più piccole, quelle fiorifere 3-7(14) mm di forma lanceolata - ovata e semimembranacei con peli nella parte abassiale.
Pedicelli 1-4(6) mm.
Tepali 6, di 7-15 x (2)3-5(6) mm, gli interni sempre più lunghi di circa 1 mm di quelli esterni, con forma ellittico-spatolata, di colore giallo-verdastro o raramente bianco, solcati da 5-10(16) nervature marcate e di colore verde intenso, con 2 pliche nettarifere verdi con macchie a forma di una V.
Ovario ovoidale con 3 carpelli.
6 stami corti formati da filamenti inseriti alla base del perigonio (4-8 mm); antere giallo ghiaro o verde chiaro 0,5-1 x 0,51 mm.
3 stili di 2-3 mm, divergenti e ricurvi.
Il frutto è una capsula setticida di 12-25 x 8-13 mm, glabra o pubescente contenente 20-26 semi di forma ovoidea con ala membranacea di (4)6-8 x 2-4 mm.

Tipo corologico: Eurasiat. - Eurasiatiche in senso stretto, dall'Europa al Giappone.
Eurosiber. - Zone fredde e temperato-fredde dell'Eurasia.

Antesi: Giugno - Agosto

Habitat: Radure e pascoli umidi particolarmente ricchi di nitrati ma anche in suoli basici o acidi o in torbiere alcaline da 800 a 2100 (raramente da 300 a 2700).

Immagine


Note di Sistematica: Per tanto tempo questo genere è appartenuto alla famiglia delle Liliaceae, poi spostato secondo APG, alla fam. delle Melanthiaceae.
In questo genere, oltre alla specie descritta, nella flora italiana sono presenti anche:

- Veratrum album L.

- Veratrum nigrum L.

Note, possibili confusioni: Prima della fioritura potrebbe essere confuso con Gentiana lutea L. o con Gentiana burseri subsp. villarsii (Griseb.) Rouy o Gentiana burseri subsp. actinocalyx Polidori che però hanno le foglie opposte e non pubescenti.
Inoltre con il congenere Veratrum album L. che si distingue per avere i petali bianchi all'interno e verdi all'esterno; non è decisiva la macchia verde a forma di V alla base dei petali ( come recita il Pignatti) perchè presente anche in questa specie.
Le foglie sono simili anche a quelle di Epipactis helleborine (L.) Crantz subsp. helleborine che però si presentano più piccole e molli.

Tassonomia filogenetica

Magnoliophyta
Monocotiledoni
OrdineLiliales Perleb
FamigliaMelanthiaceae Batsch ex Borkh.
TribùVeratreae
GenereVeratrum L.


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Etimologia: Il nome del genere fu assegnato da Linneo (prima si chiamavano hellebori) che lo riprese dalla denominazione usata dai romani infatti deriva dal latino "vere" = "veramente" e "atrum" = " nero" cioè "veramente nero"in riferimento al colore del suo rizoma.
L'epiteto della specie è dedicato a Matthias De l'Obel (1538 - 1616), noto botanico e medico fiammingo, autore di "Plantarum seu stirpium historia".

Proprietà ed utilizzi: Immagine Specie tossica

Le grandi foglie lo fanno preferire per abbellire angoli di giardini, specialmente se su prati rasati, dove riunito in più piante ottiene una bella funzione decorativa.
Tuttavia la pianta è da sempre conosciuta per le sue virtù medicinali esplicate dalla presenza nelle sue radici di alcaloidi come: protoveratrina, germerina, jervina, rubijervine, pseudojervine, veratroidine, veratralbine lipidi e resine, in grado di agire sul muscolo cardiaco rallentandone i battiti e la contrattilità fino alla morte. In modo particolare la protoveratrina agisce direttamente sul muscolo cardiaco che prima eccita e poi deprime, abbassando anche la temperatura corporea,rallentandone i battiti e la contrattilità fino alla morte.
In dosi ridotte e sottoforma di polvere o di tintura veniva utilizzato per curare reumatismi, gotta, malattie nervose o nelle dermatiti pruriginose.

Oggi il suo uso è sconsigliato per la sua alta tossicità, anche se viene ancora usato come rimedio omeopatico in diluizioni ifinintesimali.

I sintomi di avvelenamento sono riconoscibili : vomito, diuresi, eccitabilità, paralisi da decubito e convulsioni.

Curiosità: Dopo un decennio di vegetazione sotterranea la pianta emette gli steli fiorali. Citata da Plinio come elleboro tra le piante curative. Usata, per la sua tossicità, per avvelenare la punta delle frecce.Gli antichi greci usavano parti della pianta per curare malattie mentali, spami dei muscoli facciali, per la cura del pancreas o come purgante. Non viene pascolato forse pechè riconosciuto dagli animali dall'odore particolarmente intenso.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.
Per la pericolosità dei principi attivi presenti nella pianta, deve essere usata, solo su controllo strettamente medico.

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Principali Fonti
PIGNATTI S., 1982. Flora d'Italia, Edagricole, Bologna
http://www.rjb.csic.es/floraiberica/
LAUBER K. e WAGNER G., 2001. Flora Helvetica, Berna
Enc. Nel Mondo delle Piante - Motta editore
A. Poletti - Fiori & Piante Medicinali - 1° vol. - il Mandarino - 1985
P. Lanzara - Piante Medicinali - Ed. Orsa Maggiore -1994


Scheda realizzata da: Nino Messina

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Re: Veratrum lobelianum Bernh. - Veratro comune

Messaggioda nino » 29 giu 2011, 17:23

Veratrum lobelianum Bernh.
Melanthiaceae: Veratro comune
Ballabio (LC), 1350 m, lug 2010
Foto di Pierfranco Arrigoni
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Re: Veratrum lobelianum Bernh. - Veratro comune

Messaggioda nino » 29 giu 2011, 17:26

Veratrum lobelianum Bernh.
Melanthiaceae: Veratro comune
Altopiano Asiago (VI), 1250 m, mag 2008
Foto di Remigio Sudiro
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Macchia a V alla base del petalo
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Messaggioda nino » 29 giu 2011, 17:27

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Valle d'Aosta (AO), 1700 m, lug 2006
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Messaggioda nino » 29 giu 2011, 17:29

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Prealpi trevigiane (TV), 1100 m, giu 2008
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Messaggioda nino » 29 giu 2011, 17:38

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Messaggioda nino » 29 giu 2011, 17:39

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Messaggioda nino » 29 giu 2011, 17:40

Veratrum lobelianum Bernh.
Melanthiaceae: Veratro comune
Fonte Vaccaia Abetone(PT), 1300 m, giu 2011
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Messaggioda nino » 29 giu 2011, 17:52

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Re: Veratrum lobelianum Bernh. - Veratro comune

Messaggioda nino » 29 giu 2011, 17:54

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Passo Fedaja (BL), 2000 m, ago 2009
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