Ulmus minor Mill. - Olmo campestre

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Ulmus minor Mill. - Olmo campestre

Messaggioda Graziano Propetto » 21 apr 2008, 20:51

Ulmus minor Mill.
Gard. Dict., ed. 8. n. 6 (1768)

Sinonimi: Ulmus campestris Auct. non L., Ulmus carpinifolia Suckow
Riferimento in "Flora d'Italia", S.Pignatti, 1982:
Ulmus minor Miller - Vol. 1 pg. 121
Riferimento in "Flora Alpina", D.Aeschimann & al., 2004
Ulmus minor Mill. - Vol. 1 pg. 214

Ulmaceae

Olmo comune, Olmo campestre

Forma Biologica: P caesp - Fanerofite cespugliose. Piante legnose con portamento cespuglioso.
P scap - Fanerofite arboree. Piante legnose con portamento arboreo.

Descrizione: Latifoglia nobile dei nostri boschi, che viene comunemente inteso come Olmo campestre.
L'epiteto specifico “minor”, fa riferimento al fatto di avere sempre foglie minori del Olmo montano.
E' un albero di prima grandezza che in condizioni ottimali può raggiungere i 30-(40) m di altezza e un diametro del tronco di 1,5-2 m., in casi eccezionali i 45m di altezza e 3 m di diametro; molto spesso, in condizioni difficili, nei cedui e a causa di malattie, mostra un portamento arbustivo o come piccolo albero, nell'ambito di macchie formate da numerosi polloni radicali dato la grande capacità pollonifera della specie.
Albero molto vigoroso e longevo, (400-500 anni) da giovane gli accrescimenti annuali possono essere veramente eccezionali, ma si mantengono buoni fino ad età avanzata.
Il fusto è normalmente dritto o leggermente sinuoso ha una corteccia inizialmente liscia e grigia con lenticelle orizzontali, che diviene man mano più spessa e si forma un ritidoma regolare con stretti solchi longitudinali più o meno suberosa di colore bruno scuro.
Il Fiori, distingueva una varietà “suberosa”(Moench), che evidenzia, già da giovane pianta, sia sul tronco sia sui rametti una corteccia spessa e suberosa. Questa entità non è stata più riconosciuta come valida, ma come una variabilità intraspecifica.
Ha crescita simpodiale di tipo monocasio, i rami principali sono ascendenti e slanciati e con l'età i rametti terminali diventano penduli; i macroblasti dell'anno sono sottili e normalmente glabri con lenticelle, le foglie sono portate in maniera distica (in modo alterno-opposto su uno stesso piano), anche i rametti laterali sono distici e acrotoni, (cioè i più lunghi sono quelli distali). I brachiblasti hanno di norma una pubescenza ghiandolare di colore bruno.
Le gemme a legno sono piccole, ovoidi e brune nerastre, pluriperulate, cigliate e divergenti dal rametto; le gemme a fiore sono di forma globosa.
Le gemme vegetative hanno dormienza accentuata, mentre le gemme a fiore sono molto precoci (marzo) e perciò soggette ai danni da gelate tardive.
Foglie semplici alterne decidue, a lamina ovata, obovata o anche subellittica, con margine doppiamente dentato; alla fogliazione si presentano con due lunghe stipole presto caduche, la forma e le dimensioni sono molto variabili, sia tra pianta e pianta, ma anche sulla stessa pianta e sugli stessi rami; le foglie apicali sono sempre di dimensioni maggiori.
Il picciolo è lungo 05-1,5 cm, mentre la lamina molto asimmetrica è variamente cuneata alla base e ad apice acuto di lunghezza da 3 a 11 cm con 7-12 paia di nervature secondarie.
La pagina superiore è verde scuro e può essere liscia e più o meno lucida o scabra e opaca e con radi peli, mentre la pagina inferiore è opaca più chiara ed anche pelosa lungo le nervature.
I fiori, sono ermafroditi, numerosi monoclamidati, disposti a glomeruli ascellari, di colore rosso porpora, particolarmente le antere, compaiono prima della fogliazione da fine febbraio a tutto marzo, l'impollinazione è anemofila.
Il frutto è una samara alata con corto peduncolo, compressa di 1,5-2 cm subrotonda a base cuneata con una marginatura che quasi raggiunge il seme che è più in alto del centro della samara.
La maturazione avviene in maggio ed è quasi sempre abbondante, ma la percentuale di semi vani è molto elevata; i semi sono di tipo recalcitrante, perciò germinano subito; le modalità di conservazione sono simili a O. montano.
il legno è di tipo a porosità anulare con grossi vasi visibili ad occhio nudo; è discolore con alburno chiaro, bianco-giallastro e duramen rosso bruno e venato a tessitura media fine e raggi parenchimatici visibili.
E' un legno pregiato, il più ricercato tra gli olmi, facile da lavorare e tenace, è impiegato spesso in marineria per la sua durabilità se sommerso. Veniva però, usato principalmente in ebanisteria fine, per mobili e pavimenti, per la sua bellezza, specialmente se marezzato; purtroppo la grafiosi ha reso di difficile reperimento, tronchi di diametro utili per le lavorazioni. E' un buon combustibile.
L'apparato radicale è inizialmente di tipo fittonante e rimane tale per una decina di anni, poi robuste radici laterali da superficiali a mediamente profonde, sostituiscono il fittone e hanno tendenza ad anastomizzarsi (innestarsi) con radici di olmi adiacenti, questo fatto è una delle cause più importanti della diffusione della grafiosi nei consorzi forestali, ma soprattutto nelle siepi e filari.
L'Olmo del gruppo del campestre, emette numerosi polloni radicali e se ceduato ricaccia vigorosamente dalla ceppaia e numerosi rami epicormici.

Tipo corologico: Europ.-Caucas. - Europa e Caucaso.

Antesi: febbraio÷marzo

Distribuzione in Italia: Ulmus minor è specie con areale centroeuropeo e meridionale e perciò in Europa si trova dalla penisola Iberica alla Gran Bretagna alle coste del Mar Baltico, in Russia arriva al Volga e a sud al Caucaso, compreso la Turchia e parte del Nord Africa.
Si ritiene, che in Nord Africa e forse anche in Gran Bretagna sia stato introdotto per la sua importanza economica.
In Italia si trova in tutte le regioni comprese le isole, dal piano basale fino a 1000 m slm.

Habitat: Specie molto plastica, allo stato spontaneo lo possiamo trovare nei boschi xerofili a Roverella e in tutto l'orizzonte delle latifoglie eliofile, dal Lauretum sottozona fredda, fino a tutto il Castanetum.
Negli Orno-ostrieti, con Leccio e Cerro, si trova sempre in modo sporadico, forse, potrebbe essere dovuto anche ad una azione antropica selettiva-negativa per il pregio del suo legname.
Al Nord-Italia la sua naturale diffusione è nei boschi planiziali (Querco-carpineti planiziali) su suoli compatti, argillosi; si ritiene che questa specie sia addirittura pioniera su questo tipo di suoli.
L'O. campestre si propaga bene sia per seme sia per polloni radicali e le varietà ornamentali invece, normalmente per talea o innesto; è stato molto usato anche per alberature stradali e come tutore della vite e perciò si trova facilmente nelle siepi ai bordi dei campi coltivati che se abbandonati colonizza velocemente.

Immagine


Note di Sistematica: La sistematica di U. minor è molto controversa e fino ad una accurata sistemazione su basi chemiotassonomiche e genetiche, non si potrà distinguere con certezza e univocità le varie specie.
L'aggregato di Ulmus minor è presente in Italia con due sottospecie: Ulmus minor Mill. subsp. minor e Ulmus minor subsp. canescens (Melville) Browicz & Ziel.

Note, possibili confusioni: Si può confondere con:
Ulmus minor subsp. canescens (Melville) Browicz & Ziel., chiamato anche Olmo a foglie grigie, si distingue dalla sottospecie nominale per avere foglie e rametti dell'anno densamente pubescenti in modo da sembrare grigi, il portamento è simile a ma le foglie hanno un 12-16 paia di nervature secondarie; è presente nel Mediterraneo centro- orientale, in Italia sembra trovarsi principalmente in boschi aridi del Tarantino e in Sicilia, ma sempre Gambi, lo ritiene presente anche in Toscana e Lazio.

Ulmus procera Salisb., detto anche Olmo inglese, ha portamento elegante e perciò molto usato in parchi e grandi giardini, ma anche in alberature stradali; purtroppo è l'Olmo che ha subito per primo l'attacco della Grafiosi, una gravissima malattia fungina (Trachemicosi) che ha ucciso e sta uccidendo milioni di piante di Olmo in tutta Europa ogni anno; si distingue da U. minor, per avere foglie frequentemente suborbicolari, con 10-12 paia di nervature secondarie, oppure ovate, scabre, asimmetriche come in minor, ma con la base arrotondata; ha rametti robusti con una pubescenza brunastra come in U. glabra, ma spesso con creste suberose. Specie non spontanea in Italia.

Un discorso va fatto per un ibrido che può essere sia di origine antropogenica o anche naturale: Ulmus x hollandica Miller che ha caratteristiche intermedie tra l'olmo campestre e l'olmo montano, ha foglie di dimensioni intermedie tra i due taxa genitori ma le foglie sono spesso lisce e con apice acuminato, la pagine inferiore può essere più chiara e pubescente, la samara ha il seme spostato verso la smarginatura ma senza essere raggiunto come nell'olmo campestre.
E' un ibrido che è stato molto usato per il suo bel portamento nelle alberature stradali ed in parchi.
Olmi con queste caratteristiche, si possono incontrare anche in ambienti naturali ma sono di difficile attribuzione.

Ulmus glabra Huds., si distingue da U. minor, per le foglie molto grandi e con un cortissimo picciolo e coperto da un'orecchia formata dal lembo fogliare, dai rametti mai distici e più robusti con una fitta pubescenza prima verde e poi più scura, dalle samare più grandi e allungate con il seme al centro e la smarginatura che non raggiunge mai il seme, una corteccia con ritidoma di minor spessore, non vive mai in suoli argilloso compatti.

Ulmus pumila L. si distingue per il portamento e chioma più ricadente per i rametti lunghi e fini; generalmente è più piccolo, con rametti grigi, che portano piccole gemme grigio-scure, le foglie sono ellittiche più piccole che negli altri olmi nostrani, chiamato anche U. parvifolia Jacquin che indica questo aspetto; a base arrotondata-allungata non o poco asimmetriche, la pagina superiore è lucida verde scuro, la pagina inferiore più chiara inizialmente pubescente ma presto glabra, il margine è dentato-crenato con alcuni denti secondari, le foglie sono molto persistenti, spogliandosi tardi in autunno. Le infiorescenze ermafrodite sono nell'insieme verdastre e non rossastre, come negli gli altri olmi, anche gli stami sono molto corti e poco evidenti. Specie neofita naturalizzata.

Nell'Età del bronzo si è accertato, che questo Olmo era coltivato per la sua notevole importanza economica.
Le sue foglie molto proteiche, sono un ottimo foraggio molto digeribile e decomposte migliorano notevolmente la fertilità dei terreni.
Per questi motivi l'uomo ha compiuto nei secoli un notevole lavoro di selezione, finalizzato ad ottenere piante meno soggette alle malattie, più produttive e più decorative.

Il genere Ulmus è soggetto ad una grave malattia che dagli anni /50 del secolo scorso ha colpito gran parte degli olmi italiani, la "Grafiosi dell'olmo" Ophiòstoma ulmi Buisman Nannf. (dopo una seconda ondata negli anni /70 proveniente dal oriente viene chiamata O.nova ulmi )viene trasmessa da insetti scolitidi del genere Scolytus che sono i vettori del fungo che trasportano dalle piante ammalate ai rametti apicali delle piante sane dove scavano delle brevi gallerie di maturazione e nutrimento.
In breve il patogeno colonizza l'olmo con la forma conidica immessa direttamente nel flusso linfatico che determina una Tracheomicosi che, se i vasi sono sufficientemente grandi, vengono colonizzati dalle ife del fungo fino ad ostruirli provocandone il disseccamento.
Se la resistenza della pianta non è sufficiente, il fungo raggiunge le radici e tramite le anastomosi radicali, si trasmette ad altri individui.
Nell'olmo campestre la trasmissione avviene molto spesso dalle radici anastomizzate (innestate per approssimazione) e dai vasi radicali penetra fino al fusto, cioè in senso acropeto, creando un crollo nel trasporto della linfa e la morte sopraggiunge, normalmente nel mese di giugno-luglio, nell'arco di pochi giorni e così in piena estate si vedono nelle nostre siepi di pianura questi improvvisi disseccamenti.
Caratteristico della malattia, è il disseccamento in piena stagione vegetativa con le foglie secche persistenti e i rametti che si ripiegano ad uncino.

L'efficienza e la velocità di diffusione di O. ulmi all'interno della pianta è correlata al diametro dei vasi e perciò le piante di grosso diametro e in attiva fase di crescita sono più soggette alla malattia di piante giovani, in quanto le ife del fungo non riescono a penetrare facilmente vasi di piccolo diametro.
Ultimamente pare però che anche il fungo si stia adattando e colpisce piante sempre più giovani con vasi più piccoli.
Il risultato, dopo molti anni di attacco di questa patologia sugli olmi, ha prodotto la probabile estinzione o quasi scomparsa dei grandi scolitidi che normalmente vivono a spese degli olmi lo Scolytus sulcifrons Rey e Scolytus laevis Champuis che abbisognano di piante di grosse dimensioni, mentre sono diffusi lo S.multistriatus Marsham, S. pygmaeus Fabricius, Pteleobius vittatus, che attaccano piante di piccole dimensioni e polloni giovani.

Ora si punta principalmente all'individuazione di cloni resistenti alla grafiosi tramite il miglioramento di taxa esistenti (Ulmus pumila, U.parvifolia), altri olmi orientali e di loro ibridi.

Tassonomia filogenetica

Magnoliophyta
Eudicotiledoni
Rosidi
OrdineRosales Bercht. & J.Presl
FamigliaUlmaceae Mirb.
TribùUlmeae
GenereUlmus L.


______________________________________________________________________________

Etimologia: ll nome di genere "Ulmus" è lo stesso con il quale veniva chiamata la pianta in lingua latina; l'epiteto specifico "minor" = minore è riferito alle dimensioni delle foglie, che in questa specie sono sempre più piccole di quelle dell'Olmo montano.

Proprietà ed utilizzi: Immagine Specie officinale

Si usa la corteccia mediana le foglie, galle delle foglie, tagliare la corteccia a striscie arrotolate ed essicare all'ombra.
Contiene mucillagine, tannino, silice, potassio, con proprietà astringenti, cicatrizzanti, depurative, toniche e sudorifere.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare..
______________________________________________________________________________

Principali Fonti
GELLINI R. e GROSSONI P. 1997"Botanica forestale” I e II, Cedam
PIGNATTI S. 1982"Flora d'Italia" Edagricole 1982
FERRARI M. e MEDICI D. 2003"Alberi e arbusti in Italia" Edagricole 2003
AUTORI VARI "Monti e boschi" Edagricole
UBALDI D. 2003 "Flora, fitocenosi e ambiente" Clueb
ABRAMO E. e MICHELUTTI G. 1998"Guida ai suoli forestali" Regione F.V.G. D.R.F.
PIROLA A. 1999 "Elementi di fitosociologia" Clueb
Del FAVERO R. e POLDINI L. 1998 "La vegetazione forestale e la selvicoltura nella regione Friuli.V.G." Regione F.V.G., D.R.F.
STERGULC F. e FRIGIMELICA G."Insetti e funghi dannosi ai nostri boschi nel Friuli.V.G.” Regione F.V.G.,D.R.F.e P.
BLASI C., BOITANI L., La POSTA L., MANES F., MARCHETTI M. 2005"Stato della biodiversità in Italia" Ministero dell' Ambiente della Tutela del Territorio, D.P.N. e S.B.I, Palombi
SCOPPOLA A.e BLASI C.,2005,"Stato delle conoscenze sulla Flora Vascolare d'Italia" Ministero dell' Ambiente della Tutela del Territorio, DPN e Dip. Agrobiologia e Agrochimica Università degli Studi della Tuscia, Palombi
CONTI F., ABBATE Giovanna, ALLESSANDRINI A., BLASI C. 2005"An Annotated Checklist of the Italian Vascular Flora" Ministero dell' Ambiente della Tutela del Territorio, D.P.N. e Dip. di Biologia Vegetale, Università degli Studi di Roma “La Sapienza” Palombi
UBALDI D. 2003 "la vegetazione boschiva d'Italia" Clueb
BERNETTI G.e PADULA M. 1984 “Le latifoglie nobili nei nostri boschi” Quaderni di Monti e Boschi, Edagricole


Scheda realizzata da Graziano Propetto

Per altre immagini e informazioni vedi anche la scheda IPFI
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Re: Ulmus minor Mill.

Messaggioda Graziano Propetto » 21 apr 2008, 21:08

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Re: Ulmus minor Mill.

Messaggioda Graziano Propetto » 21 apr 2008, 21:09

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Messaggioda Graziano Propetto » 21 apr 2008, 21:13

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Messaggioda Graziano Propetto » 21 apr 2008, 21:18

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Messaggioda Graziano Propetto » 21 apr 2008, 21:19

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Messaggioda Graziano Propetto » 21 apr 2008, 21:28

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Attacco di Grafiosi dell'Olmo su un rametto apicale nel mese di Giugno, l'attacco è di tipo basipeto in quanto prosegue verso la base della pianta.
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Re: Ulmus minor Mill. - Olmo campestre

Messaggioda Marinella Zepigi » 17 mar 2010, 15:20

Ulmus minor Mill.
Bagnoli del Trigno (IS), feb 2008
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Re: Ulmus minor Mill. - Olmo campestre

Messaggioda Marinella Zepigi » 17 mar 2010, 15:26

Ulmus minor Mill.
Crema (CR), mar 2009
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prima maturano le antere


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Ulmus minor Mill.
Crema (CR), mar 2010
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Re: Ulmus minor Mill. - Olmo campestre

Messaggioda Marinella Zepigi » 17 mar 2010, 15:28

Ulmus minor Mill.
Crema (CR), mar 2009
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fiori femminili


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Crema (CR), mar 2010
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Re: Ulmus minor Mill. - Olmo campestre

Messaggioda Marinella Zepigi » 24 feb 2011, 16:30

Ulmus minor Mill.
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Re: Ulmus minor Mill. - Olmo campestre

Messaggioda Marinella Zepigi » 24 feb 2011, 16:32

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Ulmaceae: Olmo campestre
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Messaggioda Marinella Zepigi » 24 feb 2011, 16:35

Ulmus minor Mill.
Ulmaceae: Olmo campestre
Modena (MO), feb 2011
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Antere rossicce, immature a sinistra, dopo apertura ed emissione del polline a destra
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Re: Ulmus minor Mill. - Olmo campestre

Messaggioda Marinella Zepigi » 24 feb 2011, 16:35

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Re: Ulmus minor Mill. - Olmo campestre

Messaggioda Marinella Zepigi » 24 feb 2011, 16:38

Ulmus minor Mill.
Ulmaceae: Olmo campestre
Bagnoli del Trigno (IS), mar 2008
Foto di Franco ROSSI
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Re: Ulmus minor Mill. - Olmo campestre

Messaggioda Marinella Zepigi » 24 feb 2011, 16:50

Ulmus minor Mill.
Ulmaceae: Olmo campestre
Modena (MO), feb 2011
Foto di Patrizia Ferrari


Granuli di polline osservati in acqua, diametro circa 25-30µ
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Re: Ulmus minor Mill. - Olmo campestre

Messaggioda Anja » 10 apr 2014, 21:44

Ulmus minor Mill.

Vernole (LE), 1 m, apr 2013
Foto di Pancrazio Campagna

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Re: Ulmus minor Mill. - Olmo campestre

Messaggioda Anja » 10 apr 2014, 21:45

Ulmus minor Mill.

Montevecchia (LC), apr 2009
Foto di Giuseppe Sardi

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Re: Ulmus minor Mill. - Olmo campestre

Messaggioda Anja » 10 apr 2014, 21:46

Ulmus minor Mill.

Crema (CR), 70 m, mag 2012
Foto di Franco Giordana

Plantule
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