Salvinia molesta D.S. Mitch. - Erba pesce molesta

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Salvinia molesta D.S. Mitch. - Erba pesce molesta

Messaggioda Marinella Zepigi » 23 apr 2012, 19:35

Salvinia molesta D.S. Mitch.
Brit. Fern Gaz. 10: 251 (1972)

Sinonimi: Salvinia auriculata Aubl., Salvinia rotundifolia Willd.

Salviniaceae

Erba pesce molesta, Salvinia molesta

Forma Biologica: I nat - Idrofite natanti. Piante acquatiche galleggianti, non ancorate al fondo e prive di vere radici.

Descrizione: Salvinia molesta D.S. Mitch. è una pteridofita acquatica perenne. La grandezza è variabile a seconda delle condizioni di spazio e/o di nutrimento; all’inizio con fronde ovato ellittiche di circa 15 mm di larghezza, che in successive forme di sviluppo possono arrivare a superare i 60 mm. Il fusto con peli è orizzontale (Ø 1-2 mm) poco ramificato e con fronde verticillate di colore prima verde e poi marrone.
Fronde: dimorfe, verticillate a tre per ogni nodo, due aeree frontali galleggiano sulla superficie dell’acqua che mantengono l’aspetto di vere e proprie foglie assimilatrici, mentre una terza “acquatica” si porta verso il basso e si divide in lacinie filiformi.
Fronde aeree: galleggianti lunghe fino a 25 mm, ovate composte da due parti piò o meno ripiegate, sessili, sulla pagina superiore c’è un denso strato di papille unicellulari composte da un filamento con quattro tricomi fusi all’apice a formare una gabbia oviforme. Questa superficie è idrorepellente rispetto alla pagina inferiore a contatto con l’acqua che è caratterizzata da radi peli bruni, forse in grado di assorbire direttamente liquidi e sostanze nutritive.
Fronde immerse: rizomorfe, leggermente picciolate, lunghe da 4 a 15 cm, divise in lacinie cilindriche filiformi e pendenti, funzionando più da stabilizzatore che da radice.
Sporificazione: è un ibrido pentaploide (2n=45), deriva da due specie non sicuramente individuate (Marchetti, 2004), mostra irregolarità durante la meiosi che impedisce la formazione di spore fertili. Gli sporocarpi si accrescono all’inserzione della fronda “acquatica” inferiore, con il risultato di piante sterili che si diffondono esclusivamente per via vegetativa attraverso la dispersione di frammenti di fusto con gemme apicali e laterali, operata da correnti superficiali e dal vento. In alcuni casi gli animali selvatici possono contribuire alla loro delocalizzazione, ma la principale causa di dispersione accidentale è imputabile alle attività antropiche in quanto alcune parti possono aderire all’equipaggiamento da pesca e da immersione, sul fondo delle barche e alle ruote dei rimorchi e di altri veicoli.

Tipo corologico: Cosmop. - In tutte le zone del mondo, senza lacune importanti.

Antesi: risultati di laboratorio hanno dimostrato che il massimo sviluppo vegetativo avviene con una intensità luminosa di circa 4.500 Kcal/m2/giorno e con una temperatura prossima ai 30°C, mentre esposizioni < -3°C o > 43°C risultano letali per le gemme; in natura può mantenere la sua vitalità in un intervallo compreso tra i 5°C e i 40°C.
Altri studi hanno evidenziato come l’aumento di biomassa di Salvinia molesta sia influenzata più dagli apporti di sostanze azotate che non dai valori di acidità dell’acqua; valori di pH=6,5 risultano ottimali nella prima fase di sviluppo.
Questa felce non tollera ambienti marini e salmastri: in prove sperimentali con salinità > 7ppt si ritarda la crescita delle piante con danni ai tessuti, con risultati letali in concentrazioni di 11ppt per 20 ore o 34ppt in soli 30 minuti.

Distribuzione in Italia: Originaria nel Sud-Est del Brasile, Paraguay e Argentina settentrionale. Rinvenuta per la prima volta fuori del suo areale originario in Sri Lanka (1939), è stata successivamente osservata in tutti i continenti: Asia, Australia (1952) e Africa (1959). Negli Stati Uniti coltivata per ornamento dal 1995 ad oggi è stata rinvenuta in oltre 50 siti negli Stati del Sud, lungo la costa orientale ed occidentale e Hawaii, ed è stata vietata la commercializzazione e il rilascio in ambienti naturali. L’invasione in Europa è più contenuta, Marchetti (2004), riporta l’indicazione di Jérôme sulla momentanea comparsa in uno stagno dell’Alsazia, mentre in Spagna viene indicata come S. auriculata Aublet e S. rotundifolia Willd. da Lawalrée in Tutin et al. (1993).
Distribuzione in Italia: La presenza in Italia di Salvinia molesta è stata documentata per oltre 40 anni nel Fosso di San Giuliano Terme (PI) da Garbari et al. (2000), dove la temperatura dell’acqua termale non scende mai sotto i 16°C, con apparizioni stagionali nei vicini fossi ad esso collegati.
Giardini (2003, 2004) segnala, per la prima volta nel Lazio, il rinvenimento di S. molesta nel Pozzo del Merro (RM) e riferisce di un campione d’erbario del prof. B. Anzalone, conservato presso l’Herbarium Romano (RO), raccolto nel 1986 in una vasca del Giardino Botanico adiacente al Dipartimento di Biologia Vegetale dell’Università di Roma “La Sapienza”.
Alle due precedenti segnalazioni, riportate nella Checklist della Flora italiana (Conti et al., 2005), si aggiunge la presenza di S. molesta in Sardegna, presso la località Poggio dei Pini nel comune di Capoterra (CA), accertata da Bacchetta et al., (2009).

Habitat: nell’areale originario preferisce ambienti tropicali, sub-tropicali o temperato caldo.
Acque stagnanti, fossi a lento deflusso, laghi. In condizioni favorevoli forma fitte estesioni che possono coprire quasi completamente la superficie dell'acqua.
La crescita di S. molesta avviene attraverso tre diversi stadi (primaria, secondaria e terziaria), in condizioni naturali favorevoli è in grado di raddoppiare la biomassa in soli 7/10 giorni fino a raggiungere uno spessore di circa un metro. Mitchell (1974) riferisce che nel lago artificiale Kariba, formatosi al confine tra lo Zambia e lo Zimbabwe dopo la costruzione della diga sul fiume Zambesi nel 1958, il primo ritrovamento di S. molesta risale a maggio del 1959, in soli cinque mesi c’è stato un incremento di superficie da 286 Kmq. a 421 Kmq., nel 1962 ricopriva una superficie di oltre 1.000 Kmq.

Immagine


Note di Sistematica: Pignatti (1982) indica per buona parte delle regioni italiane solo Salvinia natans (L.) All., dalla quale si distingue morfologicamente per la presenza di una fitta peluria, sulla pagina superiore delle fronde galleggianti, caratterizzata da filamenti con quattro tricomi fusi all’apice. Le Salviniaceae comprendono due generi, Azolla e Salvinia, con specie cosmopolite tutte acquatico flottanti con sporocarpi appiattiti.

Note, possibili confusioni: A questo taxon sono attribuite anche S. herzogii de la Sota e S. biloba Raddi in quanto è impossibile distinguerle per la forma e la grandezza dello sporocarpo e dalla lunghezza del picciolo della fronda acquatica, che sembrano dipendere dallo stadio di crescita (Mitchell & Thomas, 1972).

Tassonomia filogenetica

Pteridophyta
Polypodiopsida
Polypodiidae
OrdineSalviniales Bartling
FamigliaSalviniaceae
TribùSalvinieae
GenereSalvinia Séguier


______________________________________________________________________________

Etimologia: in Nova plantarum genera (1729) il prof. Pier Antonio Micheli, illustre botanico e micologo fiorentino, dedicò l’intera famiglia all’abate Antonio Maria Salvini (1653-1729), grecista e letterato della medesima città. L'epiteto specifico dal lat. “molèstus” (importuno, incomodo), in riferimento alla capacità di invadere e dominare gli ecosistemi acquatici.

Principali Fonti
Bacchetta G., Mayoral O., Podda L., 2009 – Catálogo de la flora exótica de la isla de Cerdeña (Italia). Flora Montiberica 41:35-61.
Buccomino G., Buonfiglio V., Vinci M., 2010 - Salvinia molesta D.S. Mitch. : considerazioni sulle misure di controllo e gestione della specie aliena invasiva nel Pozzo del Merro (Sant’Angelo Romano – Roma). Annali del Museo Civico di Rovereto 26. (in stampa)
Index Plantarum Flora Italicae - Indice dei nomi delle specie botaniche presenti in Italia
Garbari F., Giovannini A., Marchetti D., 2000 – Salvinia molesta D.S. Mitchell (Salviniaceae) nuova per la flora d’Italia. Arch. Geobot., 6(1): 73-78.
Giardini M., 2003 – Note sulla biologia, l’ecologia e le modalità di controllo di Salvinia molesta D.S. Mhttp://www.museocivico.rovereto.tn.it/annali[/url]
Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C., 2005 - An Annotated Checklist of the Italian Vascular Flora, Palombi Editori, Roma.
Garbari F., Giovannini A., Marchetti D., 2000 – Salvinia molesta D.S. Mitchell (Salviniaceae) nuova per la flora d’Italia. Arch. Geobot., 6(1): 73-78.
Giardini M., 2003 – Note sulla biologia, l’ecologia e le modalità di controllo di Salvinia molesta D.S. Mitchell (Salviniaceae), specie infestante nuova per il Lazio. Riv. Idrobiol., 42(1-3): 263-282.
Giardini M. 2004 - Salvinia molesta D.S. Mitchell (Salviniaceae): seconda segnalazione per l’Italia (Lazio) e considerazioni sul controllo di questa specie infestante. Webbia 59(2): 457-467.
Marchetti D., 2004 - Le Pteridofite d'Italia - Annali Museo Civico di Rovereto Vol. 19 (2003): 71-231.


Scheda realizzata da Giovanni Buccomino

Per altre immagini e informazioni vedi anche la scheda IPFI
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Re: Salvinia molesta D.S. Mitch. - Erba pesce molesta

Messaggioda Marinella Zepigi » 23 apr 2012, 19:43

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Messaggioda Marinella Zepigi » 23 apr 2012, 19:44

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