Lavandula stoechas L. - Lavanda selvatica

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Lavandula stoechas L. - Lavanda selvatica

Messaggioda Marinella Zepigi » 18 mag 2008, 17:05

Lavandula stoechas L.
Sp. Pl.: 573 (1753)


Lamiaceae

Steca, Stecade, Stigadosso, Lavanda selvatica

Forma Biologica: NP - Nano-Fanerofite. Piante legnose con gemme perennanti poste tra 20 cm e 2 m dal suolo.
P caesp - Fanerofite cespugliose. Piante legnose con portamento cespuglioso.

Descrizione: Denso arbusto legnoso sempreverde, dal forte odore aromatico, cespuglioso, dal colore grigiastro dovuto a fitta tomentosità. La radice legnosa, serpeggiante e fibrosa, i fusti eretti, i rami dell'anno hanno sezione quadrangolare con fitta peluria, mentre quelli adulti hanno la corteccia screpolata grigio-rossiccia. Altezza 30÷120 cm.
Le foglie opposte, intere, persistenti, molto aromatiche, di colore verde chiaro, strettamente lanceolate a margine crespato rivolto verso il basso sono tomentose in entrambe le pagine.
I fiori di colore porpora scuro, sono riuniti in spighe terminali ovoidi, superate da brattee petaloidi bianco-porporine; calice gamosepalo terminante in 4 denti triangolari più uno che forma un'appendice pelosa, corolla gamopetala leggermente bilabiata, con tubo terminante in 5 lobi uguali arrotondati.
I frutti sono 4 mericarpi (nucule) brunastri leggermente iridescenti, cosparsi di punteggiature.

Tipo corologico: Steno-Medit. - Entità mediterranea in senso stretto (con areale limitato alle coste mediterranee: area dell'Olivo).

Antesi: La fioritura ha inizio secondo la ripresa vegetativa, gennaio÷maggio e si protrae per alcuni mesi

Habitat: Specie eliofila termofila e xerofila, vegeta nella zona fitoclimatica del Lauretum. È componente tipico della gariga, si trova nei pascoli cespugliati, nelle macchie degradate, spesso in associazione con i Cisti; soprattutto nei terreni silicei, nelle aree percorse dal fuoco, mentre scompare dove la vegetazione diventa evoluta. Da 0÷600 m s.l.m.

Immagine


Note di Sistematica: Presenti nel nostro territorio:

Lavandula angustifolia Mill. - Lavanda vera, che si distingue per brattee membranose, rombico-acuminate, con 5-7 nervi.

Lavandula dentata L.- Lavanda dentata, con foglie dentate e pennatosette, lanose nella pagina inferiore. Esotica naturalizzata.

Lavandula latifolia Medik. - Lavanda latifolia, che si distingue per brattee lineari-lanceolate, più lunghe che larghe e foglie spatolate.

Lavandula multifida L.- Lavandula dell'Egitto, che si distingue per foglie pennattosette.

Tassonomia filogenetica

Magnoliophyta
Eudicotiledoni
Asteridi
OrdineLamiales Bromhead
FamigliaLamiaceae Martinov
TribùLavanduleae
GenereLavandula L.


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Etimologia: ll nome del genere, dal gerundio latino “lavare”= che deve essere lavato. Nella regione mediterranea la consuetudine di profumare le acque delle abluzioni e del bucato con l'essenza di lavanda è infatti molto antica. L'epiteto specifico dal greco “stoichas” in fila, riferito probabilmente alla disposizione verticalmente ordinata dei fiori sull'asse.

Proprietà ed utilizzi: Immagine Specie commestibile officinale

Erba antisettica, aromatica dal profumo balsamico.
Digestiva, antispastica, antisettica, insettifuga, leggermente sedativa del sitema nervoso, stimola la circolazione periferica.
Viene impiegata per mitigare la nausea; per uso esterno pestata fresca in olio d'oliva viene utilizzata come cicatrizzante e anche contro il morso degli insetti.
Pianta mellifera, che si presta ad essere inserita nei giardini assieme ad altre essenze della macchia e delle garighe.
Il miele di Lavandula stoechas, è l'unico miele di lavanda che si possa ottenere in Italia in quantità cospicue, viene prodotto soprattutto in Sardegna.
Normalmente è poco usata a scopo alimentare. Può però essere impiegata per aromatizzare il vino bianco, l'aceto, per preparare gelatine e per aromatizzare i dolci
I fiori essiccati si aggiungono ai pot-pourri ,ottenendo in questo modo un profumato antitarme; è inoltre pianta tintoria .
L'infuso viene indicato per risciacquare i capelli grassi e l'olio, applicato al cuoio capelluto, facilita la crescita dei capelli.
Con la Lavanda si preparano anche dei tonici astringenti per i pori dilatati della pelle. È utilizzata a livello industriale per la profumazione di saponi e di altri prodotti cosmetici.

Curiosità: Da oltre 2500 anni, la Lavanda è conosciuta e utilizzata in maniera pressoché immutata nel corso dei secoli.
I popoli del bacino del Mediterraneo la impiegavano per il profumo e nella mummificazione.
L'uso erboristico di questa specie è conosciuto fin dall'antichità, essendo citata nel "De Materia Medica" di Dioscoride (65 d.C.).
Le numerose proprietà di questa pianta sono state sfruttate dai romani in cucina e medicina nonché per il benessere delle persone. Nel Medioevo è considerata pianta medicinale dalle qualità inestimabili e annoverata tra i metodi di lotta contro la peste.
“L'aceto dei 4 ladri” un composto di olii essenziali (fra cui quello di lavanda), alcool e acido acetico, pare fosse usato dai tombaroli, come antisettico.
Nelle principali corti europee, e soprattutto nella Francia del “Re Sole”, l'uso della Lavanda ebbe grande diffusione sia fra le dame che fra i cavalieri. Il suo successo era da ricercarsi, oltre che nel gradevole profumo, nelle sue virtù antisettiche e antiparassitarie, particolarmente apprezzate, vista l'igiene “scarsa” dei secoli passati.
Le specie di questo genere hanno avuto un importante ruolo in ambito orticolo, medicinale e profumiero.
Con la coltivazione e la distillazione dell'essenza di profumo, alcune specie entrarono nella vita economica europea nel XVI secolo.
"Buréddha" è il nome in vernacolo, usato in Gallura, deriva dal latino e significa bruciare, la pianta veniva infatti utilizzata per bruciare le setole del maiale alla sua uccisione.
Le Lavande sono sempre state erbe popolari, che vantano una lunga storia di coltivazione, sono tra le piante più utilizzate per i giardini erbacei per le tinte dei fiori e per il buon profumo.
Nel linguaggio diei fiori la Lavanda significa: "il tuo ricordo mi dona serenità e felicità".

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.
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Principali Fonti
PIGNATTI S., 1982. Flora d'Italia, Edagricole, Bologna
CONTI F., ABBATE G., ALESSANDRINI A., BLASI C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore
BURNIE D., 2005. Fiori spontanei del Mediterraneo. R.C.S. Libri, Milano
BOWN D., 1995. Encyclopaedia of Herbs and their Uses, Dorling Kindersley, London
Galleria della Flora delle Regioni Italiane
Index Plantarum Flora Italicae - Indice dei nomi delle specie botaniche presenti in Italia
Acta Plantarum - Semi ed altre unità primarie di dispersione


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Re: Lavandula stoechas L. - Lavanda selvatica

Messaggioda Marinella Zepigi » 18 mag 2008, 22:12

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Messaggioda Marinella Zepigi » 18 mag 2008, 22:15

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Messaggioda Marinella Zepigi » 18 mag 2008, 22:21

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Messaggioda Daniela Longo » 18 mag 2008, 23:29

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Messaggioda Daniela Longo » 18 mag 2008, 23:30

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Re: Lavandula stoechas L. - Lavanda selvatica

Messaggioda patty » 19 mag 2008, 00:00

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Messaggioda patty » 19 mag 2008, 00:01

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Messaggioda patty » 19 mag 2008, 00:02

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Re: Lavandula stoechas L. - Lavanda selvatica

Messaggioda Giuliano » 19 mag 2008, 00:13

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Messaggioda Giuliano » 19 mag 2008, 00:16

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Messaggioda Marinella Zepigi » 05 feb 2011, 20:37

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Re: Lavandula stoechas L. - Lavanda selvatica

Messaggioda Anja » 02 giu 2014, 23:55

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