Chamaemelum nobile (L.) All. - Camomilla nobile

Moderatori: Anja, Marinella Zepigi, Moderatori Botanici

Chamaemelum nobile (L.) All. - Camomilla nobile

Messaggioda gio_bucco » 24 mar 2014, 21:04

Chamaemelum nobile (L.) All.
Fl. Pedem. 1: 185 (1785)

Basionimo: Anthemis nobilis L. - Sp. Pl.: 894 (1753)
Riferimento in "Flora d'Italia", S.Pignatti, 1982:
Anthemis nobilis L. - Vol. 3 pg. 74

Asteraceae

Camomilla romana, Camomilla nobile, Nomi locali: Erba mei (Lig.), Erba pomaria (Lom.), Appiolina, Antemide, Erba cotognina (Tos.), Erba di S. Giovanni (Laz.), Camumidda nobili, Erva appiulina (Sic.); Camomille romaine (Francia), Roman camomille (Regno Unito)

Forma Biologica: H scap - Emicriptofite scapose. Piante perennanti per mezzo di gemme poste a livello del terreno e con asse fiorale allungato, spesso privo di foglie.

Descrizione: Pianta erbacea perenne, pubescente, con odore fortemente aromatico.
Fusto prima strisciante poi eretto e ramificato, alto da 15 a 40 cm con molti capolini.
Foglie alterne, le inferiori picciolate le superiori sessili, di colore chiaro, bipennatosette con lacinie brevi e sottili simili a quelle di Achillea millefolium L. mucronate all’apice.
Fiori raggruppati in capolini di 2-3 cm di diametro portati da un peduncolo allungato, ricettacolo con squame arrotondate largamente membranose e +/- ialine sul margine e con pagliette obovate, arrotondate e +/- dentellate all’apice; nelle varietà coltivate solo fiori esterni ligulati bianchi in più serie (pianta sterile), mentre in quelle spontanee anche fiori centrali tubulosi gialli.
Frutto è un piccolo achenio ovale-oblungo a sezione +/- rotondo, glabro senza pappo, lucido e di colore verdastro, munito nel lato interno di tre costole poco salienti.

Tipo corologico: W-Europ. - Europa occidentale dalla scandinavia alla Penisola Iberica.

Antesi: Luglio – Settembre.

Distribuzione in Italia: originaria del Nord Africa (Algeria. Marocco ed Azzorre) e dell’Europa occidentale, in Italia è considerata neofita casuale (Lombardia, Lazio e Puglia).

Habitat: coltivata come pianta medicinale e per ornamento nei giardini, talora subspontanea.

Immagine


Note di Sistematica: indicata in Pignatti (1982) come Anthemis nobilis L., si può confondere con alcune specie di Achillea caratterizzate da un solo capolino terminale sul fusto con fiori tubulosi bianco-verdastri. Si può scambiare per Anthemis cotula L. che è annuale e con pagliette lineari persistenti solo nella metà superiore del ricettacolo di forma conico-allungato e, con foglie a lacinie capillari quasi come Matricaria chamomilla L. (quest’ultima è caratterizzata dalla presenza di un vacuolo all’interno del ricettacolo). In genere l’odore può trarre in inganno.

Tassonomia filogenetica

Magnoliophyta
Eudicotiledoni
Asteridi
OrdineAsterales Link
FamigliaAsteraceae Bercht. & J.Presl
Tribù
GenereChamaemelum Mill.


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Etimologia: il nome del genere deriva dal greco “khamài” = pianta bassa e strisciante e “melon” = pomo, odore di mela. L’epiteto della specie fa riferimento a famoso, rinomato, eccellente per le sue proprietà medicamentose.

Proprietà ed utilizzi: Immagine Specie officinale

Usi popolari: i nostri nonni erano soliti preparare dei pacchettini di stoffa molto leggera contenenti per metà fiori di camomilla, per l’altra metà foglie di menta piperita e una dose dimezzata di asperula da mettere sotto il cuscino per conciliare il sonno. In passato i fiori di camomilla romana erano utilizzati essiccati come tabacco da pipa.
Parte utilizzata: la droga è costituita dai capolini raccolti in luglio ed agosto, recidendo quelli ancora non completamente fioriti e che hanno maggior profumo. Vanno essiccati al più presto in luogo asciutto, ventilato e all’ombra sotto i 35°C, per evitare l’imbrunimento della pianta e la formazione di muffe, si conservano in recipienti di vetro o ceramica al fresco e al riparo dalla luce per non più di un anno. Per la distillazione di oli essenziali si utilizza il prodotto fresco a appena appassito.
Costituenti principali: olio etereo contenente camazulene con odore gradevole composto da acido angelico e valerianico sotto forma di esteri butilico e isoamilico; antemolo, flavonoidi (apigenina, luteolina), principi amari, colina, resine, fitosterina, cumarina.
Attività principali: esercita una azione amaro-tonica (stimola l’appetito e migliora la digestione), sedativa del sistema nervoso centrale di relazione, spasmolitica gastro-intestinale, antiflogistica e cicatrizzante, emmenagoga (più spiccata di quella di Matricaria chamomilla L.), analgesico-antinevralgica, carminativa, antibatterica.
Per uso interno: in infuso per difficoltà di digestione, dolori addominali e mestruali, insonnia ed eccitazione nervosa (rimane di sapore più amarognolo rispetto a Matricaria chamomilla L.).
Per uso esterno: l’oleolito di camomilla romana è da sempre utilizzato per calmare i rossori e le infiammazioni della pelle. Per attenuare dolori nevralgici e reumatici frizionare leggermente con tintura oleosa la parte interessata e applicare per almeno un’ora compresse imbevute.
L’infuso viene usato per le infiammazioni della pelle (lavaggi o applicazione di compresse imbevute sulle parti interessate) e delle mucose della bocca e della gola (gargarismi). Gli impacchi caldi aiutano in caso di coliche epatiche. I suffumigi di camomilla e rosmarino detergono, leniscono e ammorbidiscono la pelle; l’acqua distillata dalla pianta è indicata per bagni oculari. Il decotto aggiunto all’acqua del bagno fa rilassare oltre che decongestionare la pelle; se usato per risciacquare i capelli dopo il lavaggio, li fa schiarire.

Tossicità ed effetti secondari: la letteratura non segnala effetti secondari e tossici alle dosi terapeutiche, a meno che non vi sia una particolare sensibilità individuale; solo in soggetti predisposti, per somministrazioni prolungate e posologia elevate, la pianta può determinare disturbi gastrici da iperacidità (principi amari).

Curiosità: Il nome “camomilla romana” risale al 1588, quando il monaco Joachim Camerarius individuò nella campagna romana questa varietà di camomilla, sfuggita sicuramente a qualche coltivazione. Verso i primi del ‘700 le fu attribuito il genere a se stante di Anthemis (piccolo fiore) dal botanico Michaux e l’appellativo di nobilis per le sue proprietà medicamentose.
La camomilla romana è usata nelle confetture, nelle caramelle, nei gelati, nelle gomme da masticare e nell’industria dolciaria in genere, per aromatizzare i liquori come il vermuth e in profumeria.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.
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Principali Fonti
Boni U., Prati G., 2011 - Scoprire riconoscere usare le erbe. Fabbri Editore.
Campanini E., 2008 - Dizionario di fitoterapia e piante medicinali. Tecniche Nuove.
Celesti-Grapow L., Pretto F., Carli E., Blasi C., a cura di, 2010 - Flora vascolare alloctona e invasiva delle regioni d’Italia. Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
Conti F., Abbate G, Alessandrini A., Blasi C., (Eds.), 2005 - An annotated checklist of the Italian vascular flora. Palombi Editore, Roma.
Pedretti M., 2009 - L'erborista moderno. Benelli Editore.
Pignatti S., 1982 - Flora d'Italia. Edagricole, Bologna.
Riva E., 2011- L’universo delle piante medicinali. Tassotti Editore, Bassano
Viola S., 1966 - Piante medicinali e velenose della flora italiana. Ed. Artistiche Maestretti, Istituto Geografico De Agostini, Novara.
Elicrisio Camomilla romana/
Index Plantarum Flora Italicae - Indice dei nomi delle specie botaniche presenti in Italia


Scheda realizzata da Marina Marrocchi & Giovanni Buccomino (2014)

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Re: Chamaemelum nobile (L.) All. - Camomilla nobile

Messaggioda Marinella Zepigi » 09 mag 2014, 17:31

Chamaemelum nobile (L.) All.

Jacob Sturm, Johann Georg Sturm - Deutschlands Flora in Abbildungen (1796). - This image is in the public domain because its copyright has expired.
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