Nymphaea alba L. - Ninfea bianca

Moderatori: Anja, Marinella Zepigi, Moderatori Botanici

Nymphaea alba L. - Ninfea bianca

Messaggioda Marinella Zepigi » 26 ago 2008, 21:14

Nymphaea alba L.
Sp. Pl.: 510 (1753)

Sinonimi: Nymphaea alba subsp. minoriiflora (Borbás) Stucchi
Riferimento in "Flora d'Italia", S.Pignatti, 1982:
Nymphaea alba L. - Vol. 1 pg. 274
Nymphaea alba L. subsp. alba - Vol. 1 pg. 274
Nymphaea alba subsp. minoriflora (Simonk.) Asch. et Gr. - Vol. 1 pg. 274
Riferimento in "Flora Alpina", D.Aeschimann & al., 2004
Nymphaea alba L. - Vol. 1 pg. 118

Nymphaeaceae

Carfano, Ninfea comune, Ninfea bianca

Forma Biologica: I rad - Idrofite radicanti. Piante acquatiche radicate sul fondo, quindi con organi perennanti sommersi

Descrizione: Pianta perenne, il cui lungo rizoma carnoso, affondato nel fango, può raggiungere 7 cm di spessore e 1 m di lunghezza, è coperto dalle cicatrici dei piccioli delle foglie e munito di radicole lungo tutta la sua superficie.
Le foglie natanti, glabre, con picciolo cilindrico più o meno lungo, secondo l'altezza dell'acqua sono di forma ovale, la pagina superiore, liscia, come cerata, ciò allo scopo di facilitare lo scorrimento dell'acqua, ed evitare l'occlusione degli stomi. Le giovani foglie, ancora immerse, sono avvolte su se stesse.
I piccioli, di sezione circolare, sono flessibili e al loro interno un gran numero di sacche e tubi aeriferi, assicurano loro il galleggiamento.
I fiori, natanti, bianchi, raramente rosei, solitari, sono delicatamente profumati, si aprono la mattina per richiudersi al tramonto, superano spesso i 10 cm di diametro.
Sono costituiti da 4 sepali coriacei, persistenti, verdi all'esterno e bianchi all'interno sempre più brevi dei petali. Petali bianchi sfumati di giallo alla base, numerosi oblungo-lanceolati in più serie che, verso il centro del fiore si riducono sino a trasformarsi in stami gialli.
Sepali e petali sono inseriti a spirale sull' ovario, pluriloculare e ricoperto dagli stami fino allo stimma piano.
I frutti sono capsule emisferiche che dopo la fioritura si staccano cadendo in acqua dove si lacerano le pareti. I semi, tenuti insieme da un involucro mucillaginoso che ingloba bolle d'aria, risalgono in superficie, dove l'involucro si dissolve lasciando i semi liberi nell'acqua: gli uccelli acquatici compiranno la disseminazione.

Tipo corologico: Eurasiat. - Eurasiatiche in senso stretto, dall'Europa al Giappone.
Europ. - Areale europeo.

Antesi: aprile÷settembre.

Habitat: Acqua stagnante, ferma o a debolmente corrente, non troppo ricca di sostanze nutritive: stagni, lame canali a corso lento; 0÷1.500 m s.l.m.

Immagine


Note di Sistematica: Le subspecie che un tempo erano indicate come Nymphaea alba L. subsp. alba e Nymphaea alba subsp. minoriiflora (Borbás) Stucchi sono state ricondotte a Nymphea alba L. come sinonimi.

Tassonomia filogenetica

Magnoliophyta
OrdineNymphaeales Salisb. ex Bercht. & J.Presl
FamigliaNymphaeaceae Salisb.
TribùNymphaeeae
GenereNymphaea Adanson


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Etimologia: Il nome del genere sembra derivare dall'arabo "ninufar", nome di una pianta acquatica di non certa identificazione. Secondo Teofrasto e Dioscoride deriva dal greco "nymphaia" = pianta delle ninfe, perchè tipica dei boschi e delle zone acquatiche e paludose dove dimoravano le ninfe; Plinio il Vecchio invece, tramandò che quello era il nome di una sola Ninfa, cioè di una bellezza acquatica pazzamente innamorata e gelosa di Ercole, il quale aveva una vasta attività amatoria. Gelosa del geloso Ercole, fu tramutata in fiore.
Il nome specifico, dal latino "albus" = bianco, indica il colore dei fiori.

Proprietà ed utilizzi: Immagine Specie officinale tossica

Ninfeina, nufarina, glicosidi, resine, tannini e amido sono i principi attivi contenuti nella pianta.
La ninfeina a dosi molto basse ha proprietà sedative e anafrodisiache, altrimenti è altamente tossica e può provocare paralisi dei nervi sensitivi e motori fino alla morte per arresto cardiaco e respiratorio.
I fiori contengono un glucoside, la ninfalina, con azione simile alla Digitale.
Il rizoma fresco ha azione rubefacente sulla pelle.
Nel medioevo si ricorreva all'infuso di Ninfea per calmare isterici e ninfomani. Sino a pochi anni fa il decotto si usava come astringente nelle affezioni diarroiche.
Il rizoma contiene una quantità elevata di amido, fu usato nel passato nei periodi di carestia, sia come verdura che ridotto a farina.
Della Nymphaea alba si cuocevano i rizomi almeno due volte in abbondante acqua per disperdere gli alcaloidi, i glicosidi, le resine e i tannini, poi si mangiavano lessati o si facevano essiccare, macinandoli per ricavarne una farina molto povera, perché, oltre all'amido e alla cellulosa, non conteneva vitamine e sali minerali passati nell'acqua di cottura. Con questa farina si panificava. I boccioli dei fiori venivano messi sottaceto o sotto sale, ma spesso provocavano seri disturbi.
Coltivata a scopo decorativo, utilizzata come ornamentale nelle vasche dei parchi e giardini.

Curiosità: La Ninfea, forse per la bellezza del fiore, ha sempre attirato l'attenzione degli uomini, dando luogo a molte leggende, favole e superstizioni.
La Nymphe, come si legge nei testi mitologici, erano divinità del mare, dei fiumi, dei laghi e anche dei boschi e dei monti; creature bellissime e disponibili, non tutte divine, quindi non tutte immortali, create apposta affinchè compiacessero gli Dèi dell'Olimpo.
Nella Grecia antica simboleggiava la bellezza e l'arte oratoria; era il fiore delle ninfe, delle Naiadi e degli spiriti delle acque.
Per i frisoni l'emblema ornato con questo fiore portava gloria e rendeva invincibili in guerra.
Plinio narra che il nome Ninfea deriva da una Ninfa che, gelosa del Dio Ercole, venne tramutata in questo fiore.
Scrisse il grande scienziato: "Nymphaea nata traditur nympha zelotypia erga Herculem mortua" ( si tramanda che Ninfea sia nata da una ninfa gelosa di Ercole e morta per questo sentimento). Secondo la leggenda la Ninfa era pazzamente innamorata del Dio Ercole, che peraltro la snobbava preferendole altre bellezze, lei, molto romaticamente, morì di dolore. Gli altri dèi impietositi la trasformarono in un bellissimo fiore che prese nome da lei.
Alcuni popoli slavi ritenendola arma valida contro gli spiriti cattivi, ne facevano talismani da portare nei lunghi viaggi.
Altri spargevano i rizomi spezzati attorno alle aree dei pascoli, nell'intento di proteggere il bestiame dagli animali nocivi.
Gli innamorati raccoglievano i boccioli annodavano un fiocco rosso al gambo e lo donavano alla propria ragazza come pegno di amore e di passione.
Nel linguaggio dei fiori è simbolo di innocenza, purezza, riservatezza; gli antichi artisti cristiani la scolpivano di sovente nelle vasche battesimali.
La scienza che si occupa dell’ alimentazione tramite le piante spontanee, viene indicata con la voce fitoalimurgia. Termine coniato nel 1767 dal naturalista toscano Ottavio Targioni Tozzetti , che fuse le parole" alimenta" e "urgentia" in "alimurgi" per significare appunto ciò che si usa come alimento durante la carestia: alimenti poveri di origine vegetale, commestibili, o resi commestibili dopo trattamento preventivo.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.le applicazioni farmaceutiche sono indicate a mero scopo informativo e devono essere prescritte e consigliate dal medico.

Legge Regionale 31 marzo 2008, N. n. 10 Disposizioni per la tutela e la conservazione della piccola fauna, della flora e della vegetazione spontanea (BURL n. 14, 1° suppl. ord. del 04 Aprile 2008 )

Sconsiglio sempre la raccolta di qualsiasi specie, se non per ragioni di studio e ricordo che il comma 5 dell'art. 6 della Legge Regionale prevede che le Province e gli enti gestori, possono prevedere limiti maggiormente restrittivi di quelli indicati nell'articolo 7 e interdire la raccolta di determinate specie protette in tutto o in parte del territorio di rispettiva competenza, in relazione allo stato di conservazione e di diffusione delle specie stesse.


Fattori di grave minaccia sono: la distruzione delle zone umide, l'eutrofizzazione delle acque, nonchè la pulizia drastica dei canali.

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Principali Fonti
PIGNATTI S., Flora d'Italia.Edagricole, Bologna. 1982
CONTI F., ABBATE G., ALESSANDRINI A., BLASI C., Checklist of the Italian Vascular Flora. Palombi, Roma. 2005
TRISKA J. La flora d'Europa. Melita, La Spezia 1990.


Scheda realizzata da Marinella Zepigi

Per altre immagini e informazioni vedi anche la scheda IPFI
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Messaggioda Marinella Zepigi » 26 ago 2008, 21:45

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Re: Nymphaea alba L. - Ninfea bianca

Messaggioda Marinella Zepigi » 26 ago 2008, 21:48

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Messaggioda Marinella Zepigi » 26 ago 2008, 21:51

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Messaggioda Marinella Zepigi » 26 ago 2008, 21:55

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Messaggioda Marinella Zepigi » 26 ago 2008, 22:02

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Messaggioda Marinella Zepigi » 26 ago 2008, 22:04

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Re: Nymphaea alba L. - Ninfea bianca

Messaggioda Marinella Zepigi » 26 ago 2008, 22:06

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Messaggioda Marinella Zepigi » 26 ago 2008, 22:08

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Re: Nymphaea alba L. - Ninfea bianca *

Messaggioda Marinella Zepigi » 05 apr 2009, 23:47

Nymphaea alba L.
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