Juniperus communis L. - Ginepro comune

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Juniperus communis L. - Ginepro comune

Messaggioda Marinella Zepigi » 05 nov 2008, 16:00

Juniperus communis L.
Sp. Pl.: 1040 (1753)

Sinonimi: Juniperus hemisphaerica J. Presl & C. Presl, Juniperus nana Willd., Juniperus alpina Gray, Juniperus communis subsp. hemisphaerica (J. Presl & C. Presl) Nyman, Juniperus communis subsp. nana Syme, Juniperus communis var. saxatilis Pall., Juniperus communis var. intermedia (Schur) Sanio
Riferimento in "Flora d'Italia", S.Pignatti, 1982:
Juniperus communis L. - Vol. 1 pg. 84
Juniperus nana Willd. - Vol. 1 pg. 84
Juniperus hemisphaerica Presl - Vol. 1 pg. 84
Riferimento in "Flora Alpina", D.Aeschimann & al., 2004
Juniperus communis L. subsp. communis - Vol. 1 pg. 108
Juniperus communis subsp. hemisphaerica (C. Presl) Nyman - Vol. 1 pg. 108
Juniperus communis subsp. alpina Čelak. - Vol. 1 pg. 108

Cupressaceae

Ginepro comune

Forma Biologica: P caesp - Fanerofite cespugliose. Piante legnose con portamento cespuglioso.
P scap - Fanerofite arboree. Piante legnose con portamento arboreo.

Descrizione: Arbusto perenne o piccolo albero sempreverde, a crescita molto lenta, resinoso, di aspetto molto variabile: eretto espanso o prostrato. In pianura si presenta come un alberello sino a 5÷6 m di altezza, in montagna assume forma cespugliosa, ad alta quota e in zone particolarmente ventose, si riduce ad un arbusto prostrato. Questo poliformismo si esprime anche fra i sessi, infatti molti degli esemplari con chioma fastigata, sono maschi, frequentemente quelli femminili sono a chioma larga.
La corteccia è inzialmente liscia e lucente, poi diviene cartacea e rugosa, grigio-rossastra e si sfalda in fibre longitudinali ondulate ai bordi.
I fusti sono tortuosi e ramificati, i ramoscelli di colore giallo o verde quando sono giovani, diventano marroni e più rigidi con il passare degli anni. Rami eretti, quelli inferiori pendenti, i giovani a sezione triangolare.
Il legno fortemente profumato, presenta alburno giallastro e durame bruno-rossastro, è di tessitura fine, ma di fibratura irregolare.
Le foglie sono aghiformi, lanceolate ad apice acuto e pungente, rigide, raggruppate a 3, sessili di colore verde glauco e biancastre, pagina inferiore con una linea sporgente, quella superiore percorsa da una larga linea biancastra che corrisponde alla carena del dorso fogliare.
Pianta dioica, con fiori maschili e femminili su piante diverse: quelli maschili sono gialli posti all’ascella delle foglie, riuniti in piccoli coni formati dalle antere protette da squame triangolari, quelli femminili sono piccoli e verdi, raccolti in piccoli amenti all'ascella delle foglie. Nei fiori femminili le 3 squame fertili che si saldano tra loro dopo la fecondazione; entrambi i fiori sono di aspetto insignificante.
I frutti, detti galbule o coccole, di 4-5 mm, in realtà sono falsi frutti che derivano dalla modificazione carnosa delle brattee apicali, di colore verde il primo anno, assumono il caratteristico colore nero-bluastro solamente nel secondo anno di vita, quando giungono a maturazione. Sono coperti da una pruina opaca cerosa, linee rilevate delimitano un triangolo un po’ infossato alla sommità delle 3 squame che li compongono, contengono 2÷3 semi duri e triangolari di colore bruno chiaro, saldati alla polpa per la metà inferiore, liberi nella parte superiore; detti impropriamente “bacche”.

Tipo corologico: Circumbor. - Zone fredde e temperato-fredde dell'Europa, Asia e Nordamerica.
Eurasiat. - Eurasiatiche in senso stretto, dall'Europa al Giappone.
Eurosiber. - Zone fredde e temperato-fredde dell'Eurasia.
Medit.-Mont. - Specie con areale simile a quello delle Steno-mediterranee oppure delle Euri-mediterranee, ma limitatamente alle zone montane.

Antesi: febbraio÷giugno

Habitat: Ampiamente diffuso dalle regioni marine alle zone montane, nei pascoli aridi, nelle brughiere o boscaglie; è specie molto longeva, presente in tutte le regioni temperate dell'emisfero settentrionale. Pianta resistente alle basse temperature, tollera aridità e vento forte, si adatta facilmente a terreni inospitali essendo indifferente al substrato. Dal piano sino 3.500 m s.l.m. (M.te Rosa).
Uno studio effettuato dall'Università di Camerino ha evidenziato come Juniperus communis e Juniperus oxycedrus, abbiano la capacità di promuovere formazione di biogruppi. Si tratta di aggregazioni costituite da alcune specie di alberi e cespugli di età diversa, in cui generalmente uno degli alberi è più vecchio e più alto degli altri e si trova al centro di questa aggregazione, assumendo un ruolo di promotore.
In particolare, i biogruppi di Ginepro constano di varie specie legnose e erbacee che permettono di promuovere la successione secondaria del territorio.

Immagine


Note di Sistematica: Il genere Juniperus comprende circa 60 specie, per lo più arbustive diffuse in tutto l'emisfero boreale, sino al limitare delle vegetazione artica; fa eccezione Juniperus procera Hochst. ex Endl., indigeno dell' Africa orientale.
La tassonomia all'interno del genere è controversa e soggetta a continue verifiche. Attualmente nella Flora italiana sono riconosciute le seguenti specie:

Juniperus oxycedrus subsp. deltoides (R.P. Adams) N.G. Passal. - Ginepro ossicedro, che si distingue per chioma più ampia di colore verde azzurrognolo, aghi lunghi (12) 15÷18 mm larghi massimo 2 mm con 2 strie glauche sulla pagina superiore; galbule non molto grandi, 7-11 mm, rosso-brune, lucide.

Juniperus oxycedrus subsp. macrocarpa (Sm.) Neilr., che si distingue per foglie larghe fino a 2,5 mm, galbula bruna e pruinosa di 8-15 mm.

Juniperus phoenicea L. subsp. phoenicea - Ginepro feniceo, che si distingue per essere arbusto eretto 1÷ 4 m, con corteccia desquamata in nastri arrotolati; rami completamente ricoperti dalla foglie squamiformi 1 mm, verdi o bluastre, convesse superiormente, apice ottuso; i frutti sono galbule rossastre, ovali, pendule.

Juniperus phoenicea subsp. turbinata (Guss.) Nyman (= Juniperus turbinata Guss.) - Ginepro turbinato, che si distingue epr essere albero alto anche 10÷12 m, con foglie squamiformi, opposte e appressate all’asse centrale, foglie delle plantule aghiformi e pungenti; coni generalmente terminali, globosi, galbula lucida e di colore rosso-bruno a maturità.

Juniperus sabina L. - Ginepro sabino, che si distingue per portamento spesso prostrato o strisciante, foglie lunghe 1÷3 mm, verdi bluastre con apice ottuso convesse sulla pagina superiore ove è evidente una ghiandola. Le foglie strofinate emanano cattivo odore; i frutti hanno un colore bluastro e sono ricoperti da una pruina cerosa glaucescente e sono portati da un peduncolo ricurvo.

Juniperus thurifera L. - Ginepro turifero, simile a Juniperus phoenica L. dal quale si distingue per il portamento arboreo, altezza 5÷ 10 m, eretto con chioma molto compatta, con foglie con breve punta ricurava, a scaglie sovrapposte a 2 in 4 file, sui giovani rami crescono foglie spinose. I frutti sono galbuli di colore blu nero e pruinosi a maturità. Presente in PIE e FVG.

Si includono In Juniperus communis L., anche le forme che un tempo erano indicate come: Juniperus alpina Gray, Juniperus communis subsp. hemisphaerica (J.Presl & C.) Nyman, Juniperus communis var. intermedia (Shur) Sanio, Juniperus communis subsp. nana Syme, Juniperus communis var. saxatilis Pall., Juniperus hemisphaerica J. Presl & C. Presl, Juniperus nana Willd.

Tassonomia filogenetica

Pinophyta
Pinidae
OrdinePinales Dumortier
FamigliaCupressaceae
TribùJunipereae
GenereJuniperus L.


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Etimologia: Il nome del genere deriva dal celtico ”juneprus” = acre, indica il sapore aspro dei frutti; l'epiteto specifico latino " communis" ="comune, non raro", indica l'ampia diffusione.

Proprietà ed utilizzi: Immagine Specie commestibile officinale

Componenti principali: olio essenziale contenente α-pinene, β-mircene, sabinene, limonene, β-cariofillene, β-pinene, terpinene-4-olo, tannini, diterpeni, flavonoidi, monosaccaridi, proantocia-nidine oligomeriche.

Il Ginepro ha proprietà diuretiche, lassative, antisettiche, balsamiche, espettoranti, aperitive e stimolanti del sistema nervoso.

Nel passato le bacche hanno avuto fama di operare guarigioni miracolose, nel XVI secolo erano considerate una panacea universale; in realtà contengono dei glucidi, degli acidi organici, della cera, della resina, un principio amaro (juniperina) e dell'olio essenziale. Per la loro azione balsamica sono usate soprattutto nelle affezioni delle vie respiratorie, negli stati uricemici e reumatici.
Il Ginepro può essere impiegato anche come stimolante della funzione gastrica e contro il meteorismo. L'olio essenziale è un potente diuretico, combatte i reumatismi ed è indicato come regolatore delle mestruazioni e per i problemi respiratori.
Nel 1540, quando l'espoloratore spagnolo Coronado giunse nell'attuale Nuovo Messico, osserò che le donne Zuni usavano bacche di Ginepro per favorire la guarigione dell'utero dopo il parto.
Nel XVII secolo il Ginepro era un popolare diuretico ed un rimedio contro l'insufficienza cardiaca congestizia.
Un bagno tonificante e rilassante può essere preparato mettendo una manciata di frutti schiacciati ed infusi, nell'acqua calda. I frutti possono essere impiegati anche per purificare e tonificare la pelle.
Per chi soffre di alitosi, un buon rimedio è quello di masticare 4÷5 bacche di Ginepro al giorno.
In cucina le coccole, sono usate per aromatizzare le carni, in particolare selvaggina, porchetta, arrosti, prosciutti; si aggiungono alle verdure sottaceto e si abbinano bene alle verdure della famiglia delle Brassicaceae, come il Cavolo.
I frutti dopo fermentazione e distillazione forniscono l'acquavite di ginepro, il famoso "Gin" inglese e anche il tirolese " Kranawitter"; messi a macerare in alcool, forniscono invece un ottimo amaro, tonico.
Il Gin fu inventato nel XVII secolo dall'olandese Franciscus Sylvius, professore di medicina interessato alla formulazione di una tintura diuretica. La parola "gin" deriva infatti da "geniver", Ginepro in olandese.
I tordi sono particolarmente ghiotti di coccole di Ginepro.
Nei paesi nordici il legno viene utilizzato per la fabbricazione di bastoni e cestini, mentre con la corteccia si realizzano corde.
L'intera pianta se viene bruciata, deodora e rinfresca gli ambienti.
In veterinaria, l'olio essenziale è un rimedio naturale e un valido antiparassitario, impiegato contro acari e pulci degli animali. Attenzione all'uso dell'olio essenziale, che può provocare ematuria, se applicato sulla pelle ha effetto vescicatorio.
Il Ginepro colonizza facilmente terreni poveri, ed è usato per il consolidamento di pendici instabili.
Dalla specie originaria sono state selezionate molte varietà a scopo ornamentale.

Curiosità: Di questa pianta, gli antichi usavano un po' tutte le parti. Ne bruciavano il legno sia a scopo terapeutico che propiziatorio. Ritenevano infatti che le fumigazioni di Ginepro combattessero i germi e fossero salutari per i malati, proprio per questo ne facero ampio uso durante le epidemie di peste e vaiolo.
Con la cenere si produceva un unguento che si riteneva fosse in grado di contrastare lebbra, scabbia, rogna e pruriti.
Si attribuiva a quaesta pianta la capacità di scacciare demoni e streghe, serpenti e animali selvatici. Ancora nei primi anni del '900 nelle campagne emiliane resisteva l'usanza di bruciare il legno Ginepro a fini propiziatori: veniva bruciato la sera di Natale e la cenere conservata per compiere vari riti scaramantici nel corso dell'anno.

Raccontano varie leggende che il succo ricavato delle foglie, fosse in grado di guarire dai morsi dei serpenti , mentre i rametti, appesi sulle porte di casa, erano in grado di tenere lontane le streghe, queste infatti non resistevano alla tentazione di contarne le foglie, perdendone spesso il conto e non riuscendo mai a finire prima della mezzanotte: si spazientivano e se ne andavano, dovevano infatti dileguarsi prima dell'alba.
Anche gli antichi egizi conoscevano il Ginepro, utilizzavano infatti l'olio e le bacche nel processo di imbalsamazione.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Entità protetta a livello regionale (UMB, MOL)

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Principali Fonti
PIGNATTI S., Flora d'Italia.Edagricole, Bologna. 1982
CONTI F., ABBATE G., ALESSANDRINI A., BLASI C., Checklist of the Italian Vascular Flora. Palombi, Roma. 2005
AESCHIMANN D., LAUBER K., MOSER D., THEURILLAT J.P., Flora alpina. Ediz. italiana: Bologna, Zanichelli. 2004
ARIETTI N., La flora economica e popolare del territorio bresciano. Geroldi. Brescia 1974.
TRISKA J. La flora d'Europa. Melita, La Spezia 1990.
PRIHODA A., Le piante della salute. Melita, La Spezia. 1993.
BOWN. D., Encyclopaedia of Herbs and their Uses. Dorling Kindersley, London. 1995
LOMAZZI G. Curarsi con le piante di (Key Book/Rusconi libri, 2000)
AGRADI A., REGONDI S., ROTTI G., Conoscere le piante medicinali. Mediservice, Cologno Monzese (MI). 2005
DALBY, A. (2002). Dangerous Tastes: The Story of Spices. University of California Press. p. 33.
Wikipedia
Index Plantarum Flora Italicae - Indice dei nomi delle specie botaniche presenti in Italia


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Per altre immagini e informazioni vedi anche la scheda IPFI

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Messaggioda Marinella Zepigi » 13 nov 2008, 01:29

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Re: Juniperus communis L. - Ginepro comune

Messaggioda Marinella Zepigi » 13 nov 2008, 01:37

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Re: Juniperus communis L. - Ginepro comune

Messaggioda Marinella Zepigi » 21 ott 2010, 16:41

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Messaggioda Marinella Zepigi » 21 ott 2010, 16:41

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Messaggioda Marinella Zepigi » 21 ott 2010, 16:41

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Messaggioda Marinella Zepigi » 21 ott 2010, 16:42

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Re: Juniperus communis L. - Ginepro comune

Messaggioda Anja » 07 giu 2014, 17:47

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Re: Juniperus communis L. - Ginepro comune

Messaggioda Anja » 07 giu 2014, 17:49

Juniperus communis L.

Monte Vaccareggio (BG), 300 m, apr 2014
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Re: Juniperus communis L. - Ginepro comune

Messaggioda Anja » 07 giu 2014, 17:50

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