Leontopodium alpinum Cass. - Stella alpina

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Leontopodium alpinum Cass. - Stella alpina

Messaggioda Marinella Zepigi » 18 nov 2008, 20:17

Leontopodium alpinum Cass.
in Cuvier, Dict. Sci. Nat. 25: 474 (1822)

Sinonimi: Filago leontopodium L.
Riferimento in "Flora d'Italia", S.Pignatti, 1982:
Leontopodium alpinum Cass. - Vol. 3 pg. 36
Riferimento in "Flora Alpina", D.Aeschimann & al., 2004
Leontopodium alpinum Cass. - Vol. 2 pg. 452

Asteraceae

Stella alpina, Edelweiss, .

Forma Biologica: H scap - Emicriptofite scapose. Piante perennanti per mezzo di gemme poste a livello del terreno e con asse fiorale allungato, spesso privo di foglie.

Descrizione: Pianta perenne, cespitosa, erbacea, interamente ricoperta di pelosità bianco-tomentosa, fusti eretti o ascendenti, fogliosi, legnosi alla base. Altezza 10÷30 cm.
Le foglie basali sublanceolate 2÷4 cm, più allargate verso l'apice, alterne, intere verdastre o grigio-tomentose; le cauline simili ma più strette, quasi lineari.
Infiorescenze ad ombrella contratta formate da numerosi capolini all'apice dei fusti, il centrale più sviluppato, presenti 9÷15 foglie bratteali, lanceolate, bianco nivee, scariose al margine e lanose, raggianti. Capolini ovoidi con squame lanose scure all'apice, fiori solo tubulosi, bianco-giallastri i centrali ermafroditi, ma sterili, i periferici filiformi e femminili.
I frutti sono acheni di 1,3 mm sormontati da un breve pappo di setole paglierine di 4-6 mm.

Tipo corologico: Orof. S-Europ. - Orofita sud-europea (catene dell'Europa meridionale, dalla Penisola Iberica, Alpi, ai Balcani ed eventualmente Caucaso o Anatolia).
Orof. Eurasiat. - Orofita dei rilievi montani dell'Europa e dell'Asia

Antesi: luglio÷agosto

Habitat: Pascoli alpini, ghiaioni, rupi, preferibilmente su substrato calcareo; 1.500÷3.000 m s.l.m. con l'eccezione dell'area della Riserva Naturale dell Valle del Freddo (Solto Collina-BG) dove cresce a circa 400 m s.l.m.
Specie rara.

Immagine


Note di Sistematica: Specie simile è Leontopodium nivale (Ten.) É. Huet ex Hand.-Mazz.
- Stella alpina dell'Appennino, che si distingue per dimensioni minori 1÷2 (5) cm, pelosità maggiore, foglie basali spatolate. Pianta molto rara e localizzata nell'Appennino Centrale.

Tassonomia filogenetica

Magnoliophyta
Eudicotiledoni
Asteridi
OrdineAsterales Link
FamigliaAsteraceae Bercht. & J.Presl
Tribù
GenereLeontopodium R. Br. ex Cass.


______________________________________________________________________________

Etimologia: Il nome generico dal greco "lèon"= leone e "poùs" = piede "piede di leone", poiché la forma delle infiorescenze assomiglia nell'insieme, all'impronta di una zampa di leone; l'epiteto specifico indica l'habitat.

Curiosità: In tutti i tempi questa pianta è stata considerata il simbolo degli alpinisti e della motagna e per estensione di ogni tipo di associazione montana. È sempre stata oggetto di raccolta indiscriminata, in Svizzera divenuta rara già nel 1878, ne fu proibita la raccolta
Gli esemplari a grande stella sono sempre stati i più ricercati. Pare che nel 1891 gli abitanti di Sacratal sud Tirolo, abbiano offerto al duca Carlo Luigi un esemplare di Stella alpina dal Ø di 12 cm provvisto di 29 brattee.
Edelweiss, come la chiamano i tedeschi, ha ispirato una delle leggende delle valli ladine. Si narra che ai piedi di una montagna in un villaggio viveva un borgomastro, la cui figlia, Berta era bellissima, ma perfida come una strega. Nello stesso villaggio viveva Hans un giovane che possedeva un gatto parlante ed era padrone di un mulino, il quale si struggeva d'amore per la bella Berta. Un giorno il gatto uscito a caccia di topi si accorse che Berta spiava il suo padrone e quando gli si accostò, lei accarezzandolo gli disse" sei il gatto di Hans! Salutalo a mio nome!" certo ignara che la bestiola potesse comunicare con il suo padrone. E invece il gatto ripetè tutto al suo padrone, che incoraggiato da quelle parole, indossò il vestito migliore e si recò da Berta. La ragazza lo cacciò con male parole e gli disse " se proprio mi ami, devi portarmi l'acqua della Fonte dei Nani, l'Acqua della Vita, quella che sgorga lassù in cima alle rocce"
Hans era spaventatissimo perchè al villaggio si diceva che chiunque avesse tentato di prendere anche un solo goccio di quell'acqua sarebbe stato ucciso dal re dei Nani. Quel re era il padrone assoluto della montagna. L'amore vinse la paura e Hans si avviò su per la via della montagna, dopo mille peripezie, raggiunse il luogo dove si diceva sgorgasse la fonte miracolosa, ma non era una sorgente, bensì una pozza d'acqua bianca. Quando Hans cercò di prendere l'acqua, si accorse che la superficie era di cristallo, allora prese un sasso e scagliandolo disse " non è per la vita, ma per la morte che prendo l'acqua, perchè l'amore che porto sarà la mia morte". Appena pronunciate queste parole il laghetto scomparve e apparvero mille piccole Stelle alpine bianche e vellutate. Hans ne raccolse alcune, ma proprio in quel momento gli apparvero i Nani gridando "hai rubato il nostro tesoro e morirai!" Lo sollevarono e lo gettarono in un precipizio. La mattina seguente Hans si risvegliò accanto a lui il fedele gatto Peter, guardava incredulo il fiore che il suo padrone stringeva fra le mani e che lo aveva salvato: "il fiore della vita e della morte" Edelwaiss".

Alcuni di coloro che leggono sono a conoscenza del fatto che, chi scrive, abita in Val Cavallina in provincia di Bergamo. A poca distanza si trova la Riserva Naturale della Valle del Freddo una valletta lunga 600 m, compresa fra 330 e 707 m s.l.m. La particolarità ecologica che caratterizza questa valle, consiste nella fuoriuscita di aria fredda da alcune buche costituite da detriti di roccia calcarea poste nel fondovalle. L'aria fuoriesce dalle buche del freddo ad una temperatura che varia da 1.5 C° a 4.0 C° , in tutte le stagioni. Questo fenomeno ha favorito lo sviluppo di specie vegetali caratteristiche della fascia montana, subalpina e alpina. Alcune delle specie presenti, raggiunguno il livello minimo assoluto noto nelle Alpi. Perchè questa lunga premessa? Perchè fu proprio una Stella alpina che permise nel 1939, a Guido Isnenghi, appassionato di botanica e di escursionismo, di scoprire questo lembo di territorio bergamasco . L’area, per l'importanza ambientale dei suoi habitat, dal 2004 fa parte della rete ecologica di zone protette denominata Natura 2000 istituita dall'Unione Europea a difesa della biodiversità ed ha ottenenuto la denominazione di Sito di importanza comunitaria (SIC).
Di passaggio a Piangaiano Isnenghi, osservò sul cappello di un cacciatore del luogo una Stella alpina appena colta. La meraviglia fu grande quando, conversando col cacciatore, scoprì che il prezioso fiore non proveniva da un'alta montagna ma dai magri pascoli di una valletta posta ai margini del lago di Gaiano. Il resto è storia, sino alla presentazione nel 1962, all' VIII Convegno del Gruppo Italiano di Biogeografia, di uno studio sistematico sulla flora della Valle del Freddo: L.FENAROLI Una stazione di piante microtermiche in Val Cavallina (Prealpi bergamasche) - Bergamo 1962.

In passato si riteneva che la pianta fosse un rimedio contro la rabbia e la dissenteria, nonchè contro il malocchio.
È una specie anche coltivata.

Attenzione: Specie inserita nella Lista Rossa delle specie in pericolo d'Italia, classificata con Status VU: Vulnerabile.
Nella lista per la tutela della flora spontanea della Regione Lombardia Legge Regionale 31 marzo 2008, N. n. 10
Quindi non raccogliete le Stelle alpine!

______________________________________________________________________________

Principali Fonti
PIGNATTI S., Flora d'Italia.Edagricole, Bologna. 1982
CONTI F., ABBATE G., ALESSANDRINI A., BLASI C., Checklist of the Italian Vascular Flora. Palombi, Roma. 2005
AESCHIMANN D., LAUBER K., MOSER D., THEURILLAT J.P., Flora alpina. Ediz. italiana: Bologna, Zanichelli. 2004
FERRANTI R. Flora alpina di Valtellina e Valchiavenna- Lyasis Edizioni. Sondrio 2005
AESCHIMANN D. & BURDET H.M. Flore de la Suisse Et des territoires limitrophes - Le nouveau Binz. Haupt Berne. 2005
TRISKA J. La flora d'Europa. Melita, La Spezia 1990
CATTABIANI A. Florario. Arnoldo Mondadori Editore, Milano. 1996.


Scheda realizzata da Marinella Zepigi

Per altre immagini e informazioni vedi anche la scheda IPFI

Leontopodium alpinum Cass.
Riserva Naturale della Valle del Freddo Solto Collina (BG), 400 m s.l.m. Giugno 2008
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Re: Leontopodium alpinum Cass. - Stella alpina

Messaggioda attilio e mirna » 19 nov 2008, 11:55

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Re: Leontopodium alpinum Cass. - Stella alpina

Messaggioda attilio e mirna » 19 nov 2008, 11:56

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Re: Leontopodium alpinum Cass. - Stella alpina

Messaggioda attilio e mirna » 19 nov 2008, 11:57

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Re: Leontopodium alpinum Cass. - Stella alpina

Messaggioda attilio e mirna » 19 nov 2008, 11:58

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Re: Leontopodium alpinum Cass. - Stella alpina

Messaggioda Marinella Zepigi » 19 nov 2008, 12:40

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Messaggioda Marinella Zepigi » 19 nov 2008, 12:41

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Messaggioda Marinella Zepigi » 19 nov 2008, 12:42

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Re: Leontopodium alpinum Cass. - Stella alpina

Messaggioda Marinella Zepigi » 19 nov 2008, 12:43

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Messaggioda Marinella Zepigi » 19 nov 2008, 12:43

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Re: Leontopodium alpinum Cass. - Stella alpina*

Messaggioda Anja » 13 gen 2011, 22:40

Leontopodium alpinum Cass.

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Re: Leontopodium alpinum Cass. - Stella alpina*

Messaggioda Anja » 13 gen 2011, 22:42

Leontopodium alpinum Cass.

Alpe del Nevegal, 1300 m, lug 2010
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Re: Leontopodium alpinum Cass. - Stella alpina

Messaggioda Anja » 30 ago 2012, 14:41

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Zona Rifugio Roda di Vael (TN), 2283 m, ago 2012
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Re: Leontopodium alpinum Cass. - Stella alpina

Messaggioda Marinella Zepigi » 16 dic 2012, 19:54

Leontopodium alpinum Cass.

Asteraceae: Stella alpina
Val Cadino (BS), 1950 m, lug 2010
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Re: Leontopodium alpinum Cass. - Stella alpina

Messaggioda Anja » 02 giu 2014, 18:12

Leontopodium alpinum Cass.

Monte Coro (BL), 1950 m, ott 2011
Foto di Aldo De Bastiani

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Re: Leontopodium alpinum Cass. - Stella alpina

Messaggioda Anja » 02 giu 2014, 18:14

Leontopodium alpinum Cass.

Alpi Orobiche Occidentali (SO), anni-70
Foto di Cristiano Magni

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Re: Leontopodium alpinum Cass. - Stella alpina

Messaggioda Anja » 24 mar 2015, 00:53

Leontopodium alpinum Cass.

Limone Piemonte (CN), 2200 m, nov 2014
Foto di Giacomo Bellone

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