Picea abies (L.) H. Karst. - Abete rosso, Peccio

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Picea abies (L.) H. Karst. - Abete rosso, Peccio

Messaggioda Graziano Propetto » 25 dic 2008, 00:55

Picea abies (L.) H. Karst.
Deut. Fl. Lief. 2/3: 324 (-325) (1881)

Basionimo: Pinus abies L. - Sp. Pl.: 1002 (1753)
Altri sinonimi: Picea excelsa (Lam.) Link, Picea vulgaris Link, Picea abies subsp. alpestris (Brügger) Domin
Riferimento in "Flora d'Italia", S.Pignatti, 1982:
Picea excelsa (Lam.) Link - Vol. 1 pg. 74
Riferimento in "Flora Alpina", D.Aeschimann & al., 2004
Picea abies (L.) H. Karst. - Vol. 1 pg. 100

Pinaceae

Peccio, Abete rosso, Abete di Germania

Forma Biologica: P scap - Fanerofite arboree. Piante legnose con portamento arboreo.

Descrizione: albero sempreverde di prima grandezza, raggiunge nelle migliori condizioni stazionali, 50 metri ed occasionalmente anche 60 metri di altezza e circonferenze del tronco di 2 metri; è molto longevo potendo vivere anche oltre 500 anni.
Ha fusto dritto e slanciato che nelle migliori condizioni è quasi cilindrico per oltre 20 m, la chioma è di colore verde scuro, può avere profilo ogivale e da triangolare a quasi cilindrica, il cimale ha sempre la dominanza ed anche in vecchiaia la cima ha forma di freccia.
La corteccia è sottile e rossastra nelle piante giovani, formata da squame membranacee; nelle piante adulte si forma un ritidoma di poco spessore, di colore grigio-brunastro formato da placche irregolari o rotonde.
Il peccio ha rami di primo ordine corti mai molto grossi, quelli del terzo apicale sono ascendenti, quelli del terzo medio sono orizzontali tipicamente arcuati e quelli del terzo inferiore più o meno discendenti.
I rami di secondo ordine e i rametti giovani sono sottili sub glabri o fittamente pelosi di colore brunastro o anche giallastri-aranciati e possono essere penduli, orizzontali, ma a volte anche eretti, portano gemme coniche di circa 6 mm generalmente non resinose formate da perule bruno-rossastre riflesse.

Le foglie sono chiamate aghi, persistono anche fino a 10 anni, sono lunghi da 15 a 25 mm, sono a sezione tetragonale, romboidale di colore verde scuro, lucidi o opachi, le linee stomatifere, 2 o 3 su ogni lato, più chiare, non sono molto evidenti.
Gli aghi sono caratteristicamente inseriti su “cuscinetti” rilevati che avvolgono il rametto; gli aghi sono dritti o incurvati verso l'alto, hanno la punta mucronata e leggermente pungenti ma anche arrotondata non pungenti, sono disposti generalmente tutto attorno al rametto ma anche rari o assenti nella parte inferiore.
I conetti maschili inizialmente rossastri, diventano gialli-rosati all'antesi, si trovano generalmente all'apice dei rametti dell'anno precedente e nel terzo superiore della chioma, sono disposti orizzontalmente o ascendenti su un corto peduncolo che si piegano verso il basso a fine antesi.
II conetti femminili si trovano all'apice dei rametti laterali nella parte più alta della chioma, sono sessili, cilindrici e di colore rosso cupo, eretti fino alla fecondazione, poi penduli. L'antesi avviene, a seconda del clima locale, da aprile a giugno.
Gli strobili sono generalmente cilindrici ma rastremati all'apice, possono essere dritti o incurvati da (5,5) 10 a 18 (20) cm.,larghi 3-4 cm, quando immaturi sono verdi e a maturazione, in autunno, diventano marroni; hanno squame sottili e coriacee, sono persistenti di forma varia ma più spesso rombiche con apice arrotondato o dentato, le brattee non sono visibili, sono lanceolate e dentate all'apice; ogni squama porta due semi bruni lunghi 3-5 mm con una faccia molto più convessa dell'altra, circondati da un'ala sottile e lucida.
Durante l'inverno avviene la disseminazione e gli strobili cadono interi, il seme non è dormiente ma la capacità germinativa si mantiene anche per due anni.
Il propagulo ha un ipocotile sottile e verde e porta da 6 a 11 cotiledoni lunghi 12-17 mm a sezione triangolare con linee stomatifere bluastre, le prime foglie vere sono a sezione tetragona sono inserite su cuscinetti biancastri e a differenza delle foglie definitive hanno i margini denticolati.
Come spesso avviene, anche nel peccio, la produzione del seme è tardiva nelle piante in bosco dopo i 40-50 anni di età, mentre è più precoce nelle piante isolate già a 20-30 anni.
La grande produzione di seme (pasciona), avviene generalmente ogni 3-5 anni a clima più temperato ma, ogni 8-10 anni nelle zone più fredde.
Un'altra possibilità di propagazione naturale dell'abete rosso è la propaggine ed avviene allorquando i rami bassi vengono costantemente a contatto con il terreno dove radicano; questo avviene abbastanza spesso alle quote più elevate e nelle zone più fredde dove la neve piega i rami sul terreno per gran parte dell'anno e visto che a quelle condizioni la produzione di semi è scarsa e rara, questo è uno dei suoi principali metodi di propagazione, formando così nuclei densi di rinnovazione con al centro la pianta madre.
il legno della picea è omomorfo e ad occhio nudo non è distinguibile in alburno e duramen ma si distingue bene da quello dell'abete bianco per la costante presenza di canali resiniferi che si trovano nel legno tardivo dell'evidente anello, che passa gradualmente da legno primaticcio a quello tardivo. Il legno è di colore giallognolo, è poco pesante ed è tenero, formato da fibre lunghe.
L'apparato radicale è superficiale, raramente va oltre il mezzo metro di profondità anche in terreni profondi, è di tipo tabulare può perciò svilupparsi anche in terreni molto superficiali e rocciosi dove può entrare negli interstizi della roccia migliorando la stabilità della pianta, ma anche e soprattutto è un adattamento a suoli permanentemente ghiacciati in profondità (permafrost) approfittando così del poco suolo che si sgela nella corta stagione vegetativa.
Questa caratteristica lo rende particolarmente vulnerabile agli eccessi atmosferici in molte zone soggette a forti venti stagionali o a temporali di forte intensità, è altamente sconsigliato piantare questa specie in zone urbanizzate.

Tipo corologico: Eurosiber. - Zone fredde e temperato-fredde dell'Eurasia.

Antesi: aprile÷giugno

Distribuzione in Italia: l'areale del peccio in tutte le sue varietà e forme, è vastissimo, nella sua zona più meridionale ha una notevole capacità di adattamento a quote molto diverse, è anche molto ubiquitario rispetto alla stazione di crescita diversificandosi così in numerose forme locali.
Il suo vastissimo areale va dai 5° di longitudine est delle coste atlantiche della Scandinavia, fino a 160°di longitudine est, attraverso tutta la Siberia fino al Mare di Okhotsk; dai 70° di latitudine nord nella Siberia e Fennoscandia, ai 45° sud, dell'Italia e della penisola balcanica.
Il limite nord e altitudinale è dato dalla isoterma di 10°C del mese di luglio.
Nella riconosciuta sottospecie siberiana è la specie edificatrice della “Taiga” e il suo nucleo principale comprende la Russia settentrionale, la Fennoscandia e tutta la Siberia dagli Urali al Oceano Pacifico, anche Cina in Manciuria.
L'abete rosso è specie marcatamente continentale in particolare nelle sottospecie obovata e fennica, mentre è meno esigente nelle forme e varietà alpine dove sopporta anche climi suboceanici.
In Europa si possono distinguere tre settori corologici:
· Il settore sarmantico-baltico: il più vasto e comprende la Fennoscandia, la Russia settentrionale fino agli Urali e forma prevalentemente foreste di pianura.
· Il settore ercinico-carpatico:dai Sudeti e la Selva Boema poi a nord nella Polonia meridionale fino alla cosidetta “disgiunzione polacca” dove inizia il settore sarmatico-baltico, a ovest nella Turingia e Selva Bavarese, a sud nei Carpazi fino alle selve Transilvaniche
· Il settore alpino-balcanico: che comprende tutte le Alpi tranne le Alpi Marittime anche le due piccole stazioni relitte dell'Appennino settentrionale alla Foce di Campolino nella Foresta dell'Abetone e al Passo del Cerreto.
In quest'ultimo settore la diffusione del peccio dopo l'ultima glaciazione, pare sia proprio iniziata dalle zone di rifugio dell'Appennino quale la Foresta dell'Abetone (Giannini et al. 1991).
Questa supposizione è rafforzata dal fatto che le provenienze della Foce di Campolino sono caratterizzate da un elevato grado di polimorfismo che comprende certamente tutti i fenotipi presenti in Italia con forme comprese fra il morfotipo a pettine e quello a rami orizzontali; anche le squame degli strobili sono variabili ed anche ramuli e gemme presentano affinità con obovata-alpestris, costante pubescenza ghiandolare e gemme spesso resinose.

Habitat: L'abete rosso caratterizza la fascia fitoclimatica del Picetum da cui prende il nome, però non è infrequente trovarlo anche, a diffusione naturale, nel Fagetum e nelle vallate fresche nella fascia propria del Castanetum anche a 300-400 m di quota nelle Alpi Orientali, nel Canton Ticino e Alpi Lombarde, dove l'alta nebulosità estiva, smorza la calura; analogamente avviene per la quota massima, che viene raggiunta nelle Alpi Occidentali a circa 2200 metri, mentre scende in quelle Orientali dove raggiunge, nelle migliori condizioni, al massimo i 1800 m.
L'abete rosso è specie molto resistente alle basse temperature, tanto da essere considerata specie microterma, ha una certa sensibilità alle gelate molto tardive che si possono avere nel mese di giugno allorché emette i primi germogli, ma molto meno del Abete bianco ed ancor meno del Faggio.
Nei climi suboceanici del centro Europa e nei versanti sud delle Alpi meridionali, a quote basse, viene limitata la sua diffusione dalle temperature estive alte, che invecchiano precocemente la specie, la formazione di larghi anelli di accrescimento deprezzano notevolmente la qualità tecnologica del legno e lo rendono più soggetto ad attacchi parassitari e stroncamenti, queste sofferenze vengono evidenziate anche dalla formazione, nel legno, di tasche resinifere ed anche la fuoriuscita dalla corteccia di tronco e rami, di colate di resina; oltre a questo viene anche a mancare l'autopotatura dei rami bassi, producendo tronchi con diffusi nodi passanti.
Esige una certa umidità atmosferica nel periodo vegetativo e buona piovosità ben distribuita; specie eliofila alle alte quote, diventa intermedia nel piano montano e montano inferiore, ma mai sciafila come in Abete bianco o Faggio.
Ha accrescimento lento da giovane, poi diviene più rapido e si mantiene costante fino alla senescenza.
L'arresto della crescita e l'entrata in dormienza sono regolati dal fotoperiodo; le prove (Heide 1974) su semenzali di diverse provenienze hanno evidenziato notevoli variazioni del fotoperiodo critico, i semenzali più meridionali entrano in dormienza con 15 ore di luce mentre quelli più settentrionali con 21 ore di luce.
Riguardo al terreno le sue preferenze, nelle Alpi meridionali, sono i terreni freschi (Rendzine=Leptosols) provenienti da arenarie e scisti, ma non ha particolari impedimenti su terreni a matrice calcarea o fortemente acida e torbosa purché non sommersi per lungo periodo.
Le sue caratteristiche ecofisiologiche climatiche peculiari, con la differenziazione in molte forme ma soprattutto in ecotipi, suggerisce l'assoluto uso nelle piantagioni di provenienze naturali locali.
Specie molto socievole, e in Italia l'abete rosso forma estese foreste pure, nelle classi Vaccinio-Pceetea nell'ordine Vaccinio-Piceetalia anche con larice, cembro, pino uncinato e mugo, arbusti silicicoli subalpini a ginepro nano ed ericacee; specie caratteristiche sono Homogyne alpina, Larix decidua, Orthilia secunda, Picea abies, Pyrola minor, Vaccinium vitis-idaea.
In condizioni ecologiche adatte, si associa ad Abete bianco con o senza Faggio nelle alleanze Piceion abietis formazioni mesofile montane, le specie caratteristiche sono: Calamagrostis villosa, Luzula luzulina, Melampyrum sylvaticum, Moneses uniflora, Viola biflora.
In questa alleanza si possono distinguere due suballeanze: la Rhododendro - Vaccinenion che include le foreste subalpine e la Abieti - Picenion, che sono le peccete montane.
Numerose poi, sono le associazioni che si differenziano per diversità fisioecologiche e altitudinali sull'Arco Alpino.

Immagine


Note di Sistematica: Il polimorfismo dell'abete rosso ha creato non pochi problemi ai tassonomi, sembra per ora che siano accettati 3 morfotipi fondamentali:

  • Picea a pettine o Kammfichte, con chioma più o meno piramidale e con rami secondari penduli.
  • Picea a spazzola o Bürstenfichte, chioma più o meno ogivale con rami secondari ben suddivisi e circondanti i rami di ordine inferiore.
  • Picea a rami orizzontali o Plattenfichte, con chioma più o meno ogivale con rami secondari orizzontali.
    Questi fenotipi caratterizzati, sfumano in numerose forme intermedie che possono arrivare a cento forme.

    La specie Picea abies viene suddivisa in due sottospecie:
  • Picea abies (L.) H. Karst. subsp. abies, (include anche la forma alpestris) che si caratterizza per avere:
    rametti glabri o appena pubescenti, scarsa pelosità ghiandolare, rossicci o bruni, lucenti a cuscinetti molto rilevati;
    aghi lucenti lunghi 10-25 mm e disposti generalmente tutto attorno al rametto;
    gemme non resinose con perule inferiori non provviste di cuspide, strobili, lunghi 10-18 cm con squame rombico-ovate con apice tronco e eroso,
    chioma triangolare o ogivale.
  • Picea abies subsp. obovata Hultèn, che si differenzia dalla subsp. nominale per avere:
    rametti fittamente tomentosi nei solchi con peli ghiandolari di colore rossiccio o chiari, poco lucenti e con cuscinetti poco rilevati.
    aghi opachi, lunghi 10-18 mm, rari o assenti nella parte inferiore del rametto.
    gemme a volte resinose, con perule inferiori evidentemente cuspidate.
    strobili corti, lunghi 5,5-8 cm con aquame largamente obovate, arrotondate all'apice.
    chioma a profilo ogivale, molto appressata.

    Le forme di transizione sono frequenti e diviene fondamentale il fattore corologico; questa subspecie è stata messa presente con dubbio anche in alcune zone delle Alpi orientali.

    Dagli ultimi aggiornamenti (2005) quest'ultima subspecie è diventata buona specie:
  • Picea obovata Ledeb

Note, possibili confusioni: la propagazione per via vegetativa in particolare l'innesto, viene usata per produrre piante da giardino e per evitare il plagiotropismo (crescita della marza con le caratteristiche che aveva nella posizione originale sulla pianta madre) si devono usare marze di piante giovani.
Le varietà da giardino si differenziano morfologicamente per:
· il portamento; Columnaris, Cupressina, Inversa, Pendula
· il fusto; "Tubercolata", "Virgata".
· i rami; "Viminalis".
· gli aghi; "Aurea", "Argentea spica", "Mutabilis".
· gli strobili; "Chlorocarpa", "Erythrocarpa".
· il portamento e altezza; "Humilis", "Pygmaea".
Ma certamente la sua coltivazione vivaistica più diffusa e famosa è quella per la produzione di “Alberi di Natale”

Il legno di abete rosso viene anche chiamato “Abete di Moscovia”.
Un particolare e pregiatissimo legno prodotto dall'abete rosso in determinate condizioni stazionali con crescite molto lente e regolari, viene chiamato “abete di risonanza” o “legno di risonanza” perché particolarmente adatto alla costruzione dei migliori strumenti musicali a corda.
I caratteri macroscopici di riconoscimento del legno di risonanza sono dei tipici solchi longitudinali dette “unghiature” dopo la scortecciatura, introflessioni dette “indentature” visibili al taglio trasversale vicino agli anelli di crescita; qualcuno può riconoscere l'abete di risonanza anche dalla corteccia che ha placche molto regolari.
Poche stazioni sono in grado di fornire questo pregiatissimo legno, le più conosciute sono la
Foresta di Paneveggio in Trentino e la Foresta di Tarvisio in Friuli.


Tassonomia filogenetica

Pinophyta
Pinidae
OrdinePinales Dumortier
FamigliaPinaceae
Tribù
GenerePicea A. Dietr.


______________________________________________________________________________

Proprietà ed utilizzi: Immagine Specie officinale

Dalla corteccia dell'abete rosso si può ricavare tannino e dalla resina si ricava la “Resina di Borgogna” e la “Trementina di Strasburgo”.
Il legno è di colore giallognolo, è poco pesante ed è tenero, formato da fibre lunghe, è facilmente lavorabile perciò largamente impiegato in falegnameria, nella costruzione di mobilio non di pregio e varie parti leggere e resistenti, non ha una grande durabilità agli agenti atmosferici, se non trattato.
Il legno del peccio ha un forte potere calorifico, dato dalla resina che contiene, ed è superiore anche al faggio, alle querce ed al carpino.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.
______________________________________________________________________________

Principali Fonti
GELLINI R. e GROSSONI P. 1997 "Botanica forestale” I Gimnosperme, Cedam
PIGNATTI S. 1982"Flora d'Italia" Edagricole 1982
AUTORI VARI "Monti e boschi" Edagricole
CONTI F., ABBATE Giovanna, ALLESSANDRINI A., BLASI C. 2005 "An Annotated Checklist of the Italian Vascular Flora" Ministero dell' Ambiente della Tutela del Territorio, D.P.N. e Dip. di Biologia Vegetale, Università degli Studi di Roma “La Sapienza” Palombi
UBALDI D. 2003 "la vegetazione boschiva d'Italia" Clueb


Scheda realizzata da Graziano Propetto

Per altre immagini e informazioni vedi anche la scheda IPFI
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Re: Picea abies (L.) H. Karstens - Abete rosso, Peccio

Messaggioda Graziano Propetto » 25 dic 2008, 01:47

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Pianta in pasciona a portamento conico-piramidale
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Re: Picea abies (L.) H. Karstens - Abete rosso, Peccio

Messaggioda Graziano Propetto » 25 dic 2008, 01:49

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Pianta a portamento intermedio
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Re: Picea abies (L.) H. Karstens - Abete rosso, Peccio

Messaggioda Graziano Propetto » 25 dic 2008, 01:55

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Differenze nel portamento, a sinistra Abies alba a destra Picea abies
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Messaggioda Graziano Propetto » 25 dic 2008, 01:56

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Portamento invernale di pianta isolata a forma ogivale
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Messaggioda Graziano Propetto » 25 dic 2008, 01:57

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Pianta in piena antesi
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Messaggioda Graziano Propetto » 25 dic 2008, 01:58

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infiorescenze maschili con polline (conetti), aghi sia arrotondati all'apice non pungenti che mucronati e pungenti
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Messaggioda Graziano Propetto » 25 dic 2008, 01:59

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Getti primaverili, giugno
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Re: Picea abies (L.) H. Karstens - Abete rosso, Peccio

Messaggioda Graziano Propetto » 25 dic 2008, 02:00

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rametto con l'attacco dello strobilo (Pigna)
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Messaggioda Graziano Propetto » 25 dic 2008, 02:01

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rametto invernale con aghi mucronati e pungenti, in evidenza, più chiare le linee stomatiche
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Messaggioda Graziano Propetto » 25 dic 2008, 02:02

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Posizione e forma degli strobili maturi
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Messaggioda Graziano Propetto » 25 dic 2008, 02:03

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Posizione delle infiorescenze sui rametti
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Re: Picea abies (L.) H. Karstens - Abete rosso, Peccio

Messaggioda Graziano Propetto » 25 dic 2008, 02:04

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Strobilo
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Re: Picea abies (L.) H. Karstens - Abete rosso, Peccio

Messaggioda Graziano Propetto » 25 dic 2008, 02:04

Picea abies (L.) H. Karstens
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Rametto con i cuscinetti in evidenza, gemme invernali con perule estroflesse
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Re: Picea abies (L.) H. Karst. - Abete rosso, Peccio

Messaggioda Anja » 28 dic 2013, 01:30

Picea abies (L.) H. Karst.

Passo Falzarego (BL), 1850 m, ott 2013
Foto di Aldo De Bastiani

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Re: Picea abies (L.) H. Karst. - Abete rosso, Peccio

Messaggioda Anja » 22 dic 2015, 22:54

Picea abies (L.) H. Karst.

Cimoncino (MO), mag 2013
Foto di Patrizia Ferrari

Granuli di polline di Picea abies al microscopio, con il corpo centrale ovale e le due sacche laterali aerifere.
Dimensioni: 130 x 45 µ
Picea%20abies%2002.jpg
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Re: Picea abies (L.) H. Karst. - Abete rosso, Peccio

Messaggioda Anja » 22 dic 2015, 22:56

Picea abies (L.) H. Karst.

Valle di Blenio Canton Ticino (EE), 1700 m, feb 2008
Foto di Michele Jurietti

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