Lycopodium annotinum L. - Licopodio annotino

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Lycopodium annotinum L. - Licopodio annotino

Messaggioda Silvano Radivo » 07 gen 2009, 23:20

Lycopodium annotinum L.
Sp. Pl.: 1103 (1753)

Sinonimi: Lycopodium dubium Zoëga
Riferimento in "Flora d'Italia", S.Pignatti, 1982:
Lycopodium annotinum L. - Vol. 1 pg. 38
Lycopodium annotinum var. pungens La Pylaie - Vol. 1 pg. 38
Riferimento in "Flora Alpina", D.Aeschimann & al., 2004
Lycopodium annotinum L. - Vol. 1 pg. 48

Lycopodiaceae

Licopodio annotino, Licopodio gineprino, Licopodio dei boschi.

Forma Biologica: Ch rept - Camefite reptanti. Piante con gemme perennanti poste a non più di 20 cm dal suolo e con portamento strisciante.

Descrizione: Pianta perenne, con fusti radicanti prostrato-ascendenti, lassamente fogliosi, lunghi 10-150 cm, irregolarmente ramificati, con molti rami dicotomi eretti di 10-25 cm.
Foglie normali (trofofille), 1-1,5 x 5-9 mm, in genere più numerose sui rami che sul fusto principale, verdi opache, lanceolato-lineari, patenti-rigidette, intere o, a volte, denticolate ai margini, acute e talora un po' pungenti, senza appendice pilifera terminale.
Spighe sessili solitarie strobiliformi (4 x 15-40 mm) all'apice di rami eretti, formate da brattee embricate (sporofille) a base arrotondata, attenuato-acuminate e senza punta piliforme, portanti all'ascella gli sporangi.

Tipo corologico: Circumbor. - Zone fredde e temperato-fredde dell'Europa, Asia e Nordamerica.

Antesi: Non vi sono fiori. La sporificazione avviene da giugno ad agosto.

Habitat: Boscaglie e boschi subalpini (soprattutto di conifere), brughiere, pascoli; specie acidofila frequente nei vaccinieti in sottobosco di peccete, predilige suoli freschi e umidi. Da 500 a 2500 metri; rara in ambito appenninico.

Immagine


Note di Sistematica: La pianta - priva di fiori, frutti e semi - appartiene alla divisione Lycopodiophyta (precedentemente inclusa tra le Pteridophyta) e si riproduce per mezzo di spore.
La specie descritta può essere confusa con la congenere Lycopodium clavatum L., che ha foglie appressate e molli, con lamina di 3-4 mm prolungata in un pelo bianco, spighe in genere appaiate, su singolo lungo peduncolo, con brattee ugualmente provviste di pelo apicale.
Simile è anche Selaginella selaginoides (L.) P. Beauv. ex Schrank & Mart. (= S. spinulosa A. Br.; = Lycopodium selaginoides L.), che ha fusti gracili non articolati, foglie disposte a spirale tutte uguali, dentate-spinulose al margine, lunghe 1,5-3 mm, spighe solitarie erette poco diverse dai fusti sterili, con sporofille divergenti, simili alle trofofille, ma più grandi.
Affine è anche Huperzia selago (L.) Bernh. ex Schrank & Mart.(= Lycopodium selago L.), che ha fusti ramificati dicotomicamente, sporangi sparsi reniformi (spesso sostituiti da bulbilli) all'ascella di foglie normali lesiniformi e non su spighe ben differenziate.

Tassonomia filogenetica

Pteridophyta
Lycopodiidae
OrdineLycopodiales
FamigliaLycopodiaceae
TribùLycopodieae
GenereLycopodium L.


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Etimologia: Il nome del genere, dal greco, significa "piccolo piede di lupo", per le ramificazioni del fusto che richiamerebbero la zampa pelosa di un lupo; l'epiteto specifico si riferisce allo sviluppo dei rametti terminali, che è annuale.

Proprietà ed utilizzi: Immagine Specie officinale tossica

Pianta contenente alcaloidi, tossici se usati in sovradosaggio. Si utilizzano le spighe contenenti le spore, che possiedono proprietà rinfrescanti, detersive, antidermatosiche, antinfiammatorie, diuretiche, antidiarroiche, regolatrici cardiache.

Curiosità: In passato veniva usato in zone di montagna, come altre piante simili della stessa famiglia, per filtrare il latte. Intrecciato sapientemente, era adoperato dalle donne per reggere in testa cesti e altri contenitori; con sue fronde si imbottivano anche cuscini per gli anziani. Le spighe contengono un olio essenziale che, bruciato, emette una vivissima luce gialla e pertanto si impiegava per fabbricare i bengala.
In tempi recenti questa pianta ha assunto una crescente importanza officinale ed è oggetto di maggior attenzione da parte degli erboristi, tanto da indurre alcune regioni a considerarla specie a rischio, da proteggere introducendo limitazioni alla sua raccolta.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Entità protetta a livello nazionale.

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Principali Fonti
Pignatti S. - Flora d'Italia - 1982 Edagricole
Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di) - An annotated checklist of the Italian vascular flora - 2005 Palombi Editori
Zenari S. - Flora escursionistica - 1956 Zannoni Editore


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Messaggioda Silvano Radivo » 08 gen 2009, 15:22

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Messaggioda Silvano Radivo » 08 gen 2009, 15:23

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Messaggioda Silvano Radivo » 08 gen 2009, 15:24

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Messaggioda Silvano Radivo » 08 gen 2009, 15:26

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Messaggioda Silvano Radivo » 08 gen 2009, 15:27

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Messaggioda Silvano Radivo » 08 gen 2009, 15:28

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Re: Lycopodium annotinum L. - Licopodio annotino

Messaggioda Anja » 28 mag 2014, 22:46

Lycopodium annotinum L.

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Re: Lycopodium annotinum L. - Licopodio annotino

Messaggioda Anja » 28 mag 2014, 22:48

Lycopodium annotinum L.

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