Glossario dei termini botanici
(a cura di Giuliano Salvai e Giovanni Dose)

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1 Dicesi della forma di un organo (seme, spora) che ha un'estremità arrotondata e l'altra appuntita come quella di una lacrima.
- 0 Piccolo ramo che
se destinato a portare una gemma a legno, è chiamato dardo vegetativo,
se invece porta una serie gemme a fiore con quella centrale a legno è chiamato dardo fiorifero.
- 0 Nei prefissi indica fitto, denso ed anche peloso.
1 Frutto ricoperto di peli.
1 Con foglie addensate.
Con foglie pelose.
1 Fiore con 10 stami.
- 0 (Dal latino deciduus = caduco). Dicesi di una parte della pianta, foglia o frutto, che si distacca spontaneamente entro un periodo inferiore all'anno, dopo aver svolto la sua funzione.
Si dice deciduo il calice che insieme alla corolla si distacca dal ricettacolo dopo l'avvenuta fecondazione, le foglie che in un periodo dell’anno si distaccano dal ramo, la pianta che stagionalmente perde tutte le foglie.
1 Dicesi di organo che si dirige o si piega verso il basso.
E' il contrario di ascendente.
- 0 Organismi eterotrofi, quali funghi e batteri, che si nutrono di materiale organico ottenuto attraverso la decomposizione di tessuti morti di altri organismi oppure di prodotti di rifiuto.
1 Dicesi un organo che si prolunga sull'asse che lo porta, oltre il punto di inserzione.
Come avviene in alcune foglie che alla base si prolungano lungo il fusto.
1 Dicesi delle foglie opposte quando ciascuna coppia è ruotata ad angolo retto rispetto alle precedenti ed alle successive esempio (Lamiacee, Cariofillacee).
1 (o Determinata) dicesi di una ramificazione che dopo un certo periodo cessa l'accrescimento in lunghezza dell'asse principale e di quelli secondari, e di un'infiorescenza nella quale un fiore apicale blocca il suo ulteriore sviluppo.(vedi cima)
1 Ripiegato bruscamente verso il basso o all'indietro.
- 0 Dicesi di una straordinaria riduzione della quantità di fogliame dovuta a insetti o a funghi, o ad altri fattori p.es. Siccità, tempeste o danni chimici.
- 0 Dicesi di ambiente deteriorato dal punto di vista ecologico e/o vegetazionale
- 0 Dicesi di una struttura che si apre per liberare il suo contenuto (es. frutto che libera i semi, antera che libera il polline).
- 0 Nel frutto è la sua capacità di aprirsi a maturità e lasciare in libertà i semi contenuti al suo interno anche lanciandoli a distanza, favorendo in tal modo la disseminazione.
In dipendenza dal meccanismo di espulsione e dalla zona del frutto interessata può essere:
# Elastica detta anche esplosiva è l’apertura improvvisa dei carpelli che scaglia i semi a distanza. (Ecballium)
# Denticida quando si apre solo in alto attraverso un giro di denti (Silene)
# Poricida quando si formano piccoli orifizi che lasciano uscire i piccoli semi grazie al vento che poi li porta lontano (Anthirrinum)
# Trasversale o circoncisa: quando il frutto si apre per il distacco di un coperchietto apicale è il caso del Pissidio (Plantago, Anagallis)
# Longitudinale quando il frutto si apre per linee longitudinali e in questo caso può verificarsi una deiscenza:
# Loculicida quando si produce nella nervatura mediana del carpello (Viola)
# Setticida quando si realizza nella linea di saldatura del carpello (Nicotiana, Delphinium)
# Settifraga quando si verifica simultaneamente in due regioni di ciascun carpello (Fabales, Datura) o lungo i margini dei carpelli seguendo la linea placentaria (Siliqua e Siliquetta delle Brassicaceae)


Nell'antera è la capacità di aprirsi a maturazione con la conseguente liberazione dei granuli pollinici, che al loro interno conservano i gameti maschili.

Può avvenire con fenditura:
longitudinale che si verifica lungo il setto che separa i sacchi pollinici (la più comune)
trasversale per fessure orizzontali o trasversali (Berberis. Galeopsis)
poricida per pori apicali (Polygalaceae, Solanaceae),
valvare  per valve (Pinguicola, Laurus)
e secondo la direzione delle logge
introrsa se le sue logge sono rivolte verso l'interno del fiore (Mentha sp.)
estrorsa se rivolte verso l'esterno (Iris)
latrorsa se rivolte lateralmente (Saxifraga).
- 0 Dicesi di piante, frutti od altro organo vegetale che dopo la maturazione passano ad uno stato semiliquido.
2 Dicesi della forma di foglie o petali romboidali ma, con il lato inferiore molto corto, tale che appaiano avere forma triangolare o vicina alla forma del delta (quarta lettera dell'alfabeto greco).
- 0 L'operazione con cui si estrae il sughero per la prima volta da una pianta di Quercus suber.
- 0 Lo studio della disposizione degli anelli di accrescimento in sezione trasversale in vista di ricostruire l'evoluzione cronologica di un albero.
1 (o Dendroideo) Simile ad un albero. Dicesi di vegetali, radici o altri organi con portamento o ramificazioni simili a quelle di un albero.
- 0 Scienza che studia la identificazione e la classificazione sistematica degli alberi.
1 Dicesi di infiorescenza con fiori numerosi e ravvicinati.
- 0 In generale descrive il numero per unità di superficie di alberi in bosco, di piantine in vivaio, di piante foraggere in un pascolo.
1 Dicesi del margine di una foglia, sepali o brattee, con intaccature poco profonde e acute, sporgenti in fuori, simili a denti.
- 0 Piccola sporgenza triangolare del contorno di un organo laminare.
1 Dicesi della deiscenza di frutti (capsule) che si aprono solo all'apice attraverso un giro di denti. (Silene)
1 ( o dentellato). Dotato di denti sottili, piccoli e irregolari.
1 Dicesi di organo compresso perpendicolarmente all'asse cioè schiacciato al centro come le foglie di Sedum rubens.
Qualche volta il termine è utilizzato col significato di più basso, così ombrella composta depressa indica che le ombrellette centrali sono più basse delle altre, o racemo depresso che ha i rami laterali più lunghi dell'asse centrale.
1 Esfogliazione naturale dell'epidermide di un organo.
- 0 Senso di avvolgimento ad elica da sinistra verso destra delle spirali di piante volubili.
Tale avvolgimento se conderato dal punto di vista di chi si pone davanti alla pianta è proprio del convolvolo e del fagiolo.
Ma per coloro che considerano corretto il punto di vista dall'alto (asse verticale della pianta) o dall'interno della pianta, dette eliche sono sinistrorse, mentre al contrario, sono destrorse le eliche del luppolo e del caprifoglio.
- 0 dal latino determinavit = determinato da
- 0 Prefisso dal greco col significato di due, due volte
(equivale al prefisso latino bi-)
1 Frutto schizocarpico (detto anche polachenario), secco indeiscente, che a maturità si separa in due porzioni monocarpellari monosperme tipo acheni come il frutto delle Apiacee.
1 Dicesi degli stami i cui filamenti sono saldati tra loro in due gruppi, come quelli delle fabacee che hanno 9 stami saldati ed uno libero.
1 E' la capacità delle foglie di orientarsi perpendicolarmente rispetto ai raggi solari
1 Dicesi di organo sottile, traslucido, quasi trasparente.
- 0 Dicesi di droga, sostanza, farmaco o medicamento in grado di stimolare la sudorazione.
- 0 Movimento tropico di un organo vegetale in relazione alla direzione della luce. Es. Foglie che si dispongono perpendicolarmente ai raggi del sole.
- 0 Movimento tropico di alcuni organi vegetali che si dispongono orizzontalmente rispetto alla terra, per effetto della gravità (rizomi, foglie).
1 E’ la rappresentazione grafica della disposizione degli elementi fiorali e l’ordine dei diversi verticilli in sezione trasversale osservata dall’alto.
Ogni verticillo è rappresentato come una circonferenza concentrica, intorno al gineceo che è raffigurato con una sezione dell’ovario, gli stami si indicano con una sezione dell’antera, e i verticilli di protezione con la sezione dei petali e dei sepali.
- 0 Prefisso che indica separazione.
1 Dicesi della corolla, formata da petali liberi, separati completamente tra loro.
1 Dicesi del calice, con sepali sono tutti liberi, separati completamente tra loro.
1 Dicesi dell'androceo o del fiore che ha gli stami liberi (non saldati tra loro). Es. Gentianaceae.
1 Dicesi del perigonio con tepali liberi e separati.
1 Dicesi dei fiori e degli androcei con due stami. (Es: Veronica).
- 0 Qualsiasi parte di un vegetale capace di assicurarne la moltiplicazione. Costituisce l'unità di disseminazione delle piante.
Possono essere:
semi isolati, quando i frutti sono deiscenti,
frutti interi, se sono indeiscenti,
frammenti di frutti, se sono schizocarpi,
lomenti se si frammentano in articoli,
infruttescenze come nel caso dei fichi o delle more,
infiorescenze come le spighette di alcune Poaceae,
propaguli come tuberculi, bulbilli, bulbi, frammenti del fusto, dei rami, dei rizomi, a volte foglie, gemme.
1 o cima bipara. Infiorescenza definita in cui, sotto il fiore terminale, si sviluppano due rami fioriferi simmetrici, ramificazione che può essere ripetuta diverse volte.
1 ( o Eteroclamidato) Dicesi del fiore col perianzio composto da entrambi i verticilli (calice e corolla) e sarà omeoclamidato se i verticilli sono più o meno simili tra loro (Liliaceae)
Contrapposto a monoclamidato se ha un solo verticillo e a aclamidato quando non presenta alcun verticillo.
1 Diclesarium Spjut (mod.nov.)
Frutto schizocarpico derivato da gineceo pluricarpellare che a maturita' si fraziona in frutticini monospermi, indeiscenti, accresciuti nel perianzio fruttifero.
1 Diclesetum Spjut (mod.nov.)
Frutto multiplo formato da carpelli inclusi in un perianzio fruttifero accrescente e indeiscente.
Es. Coriaria myrtifolia
1 Diclesium Desvaux
Frutto semplice con pericarpo secco o carnoso ricoperto almeno in parte dal perianzio accresciuto che puo' essere aderente tipo achenio, secco, accrescente e indeiscente, o anche non aderente tipo alchechengi.
Es. Corylus sp., Atriplex sp., Mirabilis jalapa, Trifolium sp., Physalis sp.
1 Fiori unisessuati, che possono essere fiori pistilliferi o fiori staminiferi.
Mentre sono monoclini i fiori ermafroditi.
- 0 o Fecondazione incrociata tra individui ermafroditi distinti, che dipende dalla maturazione diversificata nel tempo, degli organi riproduttori femminili e maschili dei fiori ermafroditi. E' una delle cause che impediscono l'autogamia e si distingue:
Proterandria se l'organo maschile matura prima di quello femminile come in molte Apiaceae e Campanulaceae.
Proteroginia nel caso opposto (Parietaria officinalis).
1 Dicesi delle piante con semi muniti di due cotiledoni.
Il termine Dicotiledoni è usato per definire una classe delle angiosperme, che si contrappone alle Monocotiledoni
1 Caratteristica di alcune piante con ramificazioni in grado di dividersi all'apice in due parti più o meno uguali, ciascuna delle quali può ulteriormente dividersi in due parti e così via.
1 Dicesi di organo che successivamente si ramifica per dicotomia
1 In botanica, dicesi di frutto o di organo composto da due metà globose o dal contorno circolare, brevemente congiunte tra loro.
1 Dicesi dell' androceo di un fiore che ha 4 filamenti staminali liberi, disposti in due coppie, una delle quali è più lunga dell'altra. (Lamiaceae, Scrophulariaceae)
Anche gli stami sono detti didinami.
- 0 Dicesi di organo con parti morfologicamente e funzionalmente differenti.
Così ad es. un perianzio differenziato è quello costituito da calice e corolla distinti.
- 0 Processo attraverso il quale le cellule si diversificano per svolgere le diverse funzioni a cui sono preposte.
- 0 Il termine diffuso viene normalmente usato per:
a) indicare una entità con ampia distribuzione in un territorio,
b) descrivere ramificazioni e infiorescenze lasse, disposte irregolarmente e con angolo abbastanza aperto rispetto al tronco,
c) descrivere la colorazione di un organo, quando un colore penetra in un altro.
- 0 Specie che contiene popolazioni con due origini diverse (contrapposto a monofiletica). E' un caso particolare di polifilìa (vedi polifiletico).
- 0 Che ha solo due foglie, oppure due organi omologhi delle foglie come ad es. l'embrione delle dicotiledoni.
- 0 Ovario con due carpelli non saldati tra loro.
2 Organo le cui parti, che si originano tutte dallo stesso punto, divergono come le dita di una mano.
Termine solitamente usato per indicare:
una foglia palmatocomposta che si divide in 3 o più foglioline divergenti che partono da uno stesso punto alla sommità del picciolo,
le nervature della foglia palmata,
le infiorescenze di alcuni generi di Poaceae (Digitaria).
- 0 Organo vegetale (verticillo fogliare o fiorale) costituito da 2 elementi.
- 0 Con due forme o aspetti diversi.
- 0 Dicesi del fenomeno per cui individui della stessa specie differiscono per alcuni caratteri e dimensioni,sia all'interno dello stesso individuo sia tra individui diversi.
Si ha dimorfismo fogliare:
nelle foglie di luce e d'ombra, o nelle foglie emerse e sommerse sulla stessa pianta.
Dimorfismo sessuale: nei fiori unisessuali, maschili e femminili sulla stessa pianta.
Nel gineceo brevistilo e longistilo di una stessa specie,
2 Dicesi di specie con fiori maschili (solo stami) e femminili (solo pistilli) su piante diverse, (es. Salix)
- 0 Anormale divisione in due parti di un organo assile.
- 0 Primo elemento di parole composte col significato di doppio.
- 0 Pianta con gli assi di secondo ordine che terminano con un fiore. (Digitale)
- 0 Perianzio con entrambi i cicli che si dirà:
Omoclamidato se i due cicli sono identici (tepali)
Eteroclamidato se i due cicli sono differenziati in calice e corolla
- 0 Piante con cellule vegetative con un numero diploide di cromosomi
- 0 Corredo cromosomico, di cellula o di organismo, caratterizzato dalla presenza nel nucleo cellulare di un numero pari di cromosomi morfologicamente uguali a due a due che provengono in modo paritetico dai due genitori.
La condizione diploide di ogni cellula somatica di un organo vivente viene indicata con il simbolo "2n" ad indicare la presenza di due copie di ogni cromosoma.
2 Dicesi del fiore e dell'androceo quando il numero degli stami è il doppio di quello dei petali e gli stami esterni sono contrapposti ai sepali (oppositisepali) mentre quelli interni sono oppositipetali (che è la disposizione più frequente degli stami in due verticilli, Geraniaceae ecc.).
Se al contrario il verticillo esterno degli stami è opposto ai petali e quello interno opposto ai sepali (Caryophyllaceae) viene detto obdiplostemone.
1 Vengono così anche chiamati i frutti schizocarpici che maturità separandosi simulano frutti derivanti da vari ovari o vari carpelli.
Ciascuna unità in cui si frazionano prende il nome di mericarpo e contiene un solo seme.
1 Frutto secco indeiscente, formato da due samare affiancate simmetricamente, a formare una specie di elica che favorisce la disseminazione anemocora.
E' il frutto tipico degli aceri.
1 Che ha forma di disco.
Il sinonimo discoideo viene anche usato per indicare la posizione in un disco o al centro di un organo.
1 a)In alcuni fiori e'un'amplificazione del ricettacolo fiorale (talamo) in forma di cercine o anello piu' o meno carnoso e spesso ghiandoloso con funzione nettarifera, e viene definito:
Disco epiginico situato sopra l'ovario
Disco ipoginico situato sotto l'ovario
Disco periginico situato intorno all'ovario.

b) Nei capolini delle Asteraceae (Compositae ) è la parte centrale in cui sono inseriti i fiorellini.
1 Stigma in forma di disco, con le zone ricettive disposte radialmente.
1 Di colore diverso, o di vari colori.
- 0 Fecondazione contemporanea della cellula uovo e di una sinergide con due nuclei generativi del polline.
- 0 Frutto con due semi.
- 0 È il processo naturale che permette la dispersione dei semi, facilitàndo l'occupazione di nuovi territori, alla ricerca di condizioni ambientali più favorevoli, diminuendo la concorrenza tra le plantule.
Questo fenomeno prende il nome di:.
Autocoria o disseminazione attiva o autodisseminazione: effettuata dal frutto senza bisogno di energie esterne.
Nell’autodisseminazione si può verificare oltre alla caduta dei semi per gravità (disseminazione barocora) anche la loro espulsione a distanza (disseminazione bolocora) che è il fenomeno dei frutti a deiscenza esplosiva, causata dalla pressione idrostatica che si forma al loro interno nel momento della maturazione come in Cocomero asinino (Ecballium elaterium) o in Balsamina (Impatiens noli-tangere) che a maturità esplode al minimo urto, per una torsione delle valve su se stesse, lanciando i semi fino a 6 m di distanza.
Idrocoria: è la dispersione dei semi per mezzo dell'acqua effettuata da frutti o semi che sono in grado di galleggiare per un certo periodo. In questo caso la parte esterna del frutto è spesso impermeabile oppure contengono aria al loro interno come quelli del Cocos nucifera (noce di cocco) che possono navigare in mare per lunghi periodi e germinare quando trovano una spiaggia, altrettanto succede in quelli della Cakile maritima (ravastrello delle spiagge), brassicacea tipica dei litorali sabbiosi, dove il mericarpo inferiore del frutto a maturità si separa da quello superiore e in presenza di onde o altamarea viene trasportato dalle correnti, consentendo la colonizzazione di altre parti di spiaggia. Altre piante presentano escrescenze suberificate o induvie che facilitano il galleggiamento come le valve dei frutti del genere Rumex, che sono parti persistenti ed accrescenti del perianzio con un callo suberificato, o i semi del genere Hygrophila che hanno peli appressati che si rizzano al contatto con l'acqua e fungono da salvagente.
Anemocoria: è la dispersione causata dal vento con semi leggeri e di piccole dimensioni, dotati di strutture adatte al volo come le ali delle samare, il pappo degli acheni della Asteraceae, gli arilli trasformati in peli come nel Salix, o i peli dei semi delle Asclepiadaceae.
Zoocoria: dispersione causata dagli animali, che si distingue:
Endozoocoria: quando i frutti o i semi sono ingeriti dagli animali e liberati con le feci. In questo caso il frutto deve essere appettibile (frutti carnosi e semi succosi) e ben visibile (di colore rosso o nero) e il seme deve essere ben protetto dal tegumento atto attraversare indenne l'apparato digerente dell'animale, che con l'aggressione dei succhi gastrici faciliterà la germinazione dei semi una volta dispersi.
Epizoocoria: quando i frutti o i semi adericono alla superficie degli animali, con meccanismi di aggancio come peli uncinati (Xantium italicum, Cenchrus incertus), o superfici vischiose (bardana, avena, vischio) , e possono venir trasportati anche a notevoli distanze.
Mirmecocoria è la disseminazione effettuata dalle formiche che trasportano i semi nei formicai dove le larve consumano la sola appendice ricca di sostanze nutritive, l'elaiosoma, lasciando il seme intatto (Myrtus communis, Rhamnus alaternus).
Glirocoria è compiuta dai roditori che raccolgono e conservano i semi.
Antropocoria se i semi sono dispersi involontariamente dall'uomo.
- 0 E' l'organo di una pianta (seme, frutto, bulbo, propagulo, spora) capace di riprodurre la pianta dalla quale si è staccato.
1 (o Dissecto) Organo laminare (petalo o foglia) suddiviso in strette, fitte e profonde lacinie.
- 0 Dicesi di parte di un organo lontana dal suo punto di origine.
Si contrappone a prossimale
1 Dicesi di organi inseriti su due lati opposti di un asse comune, in modo alterno sul medesimo piano, ma ad altezze diverse. Vedi anche alterne.
- 0 Dicesi di ambienti con grado di trofia molto elevato per accumulo di sostanze organiche, senza che si verifichino azioni di dilavamento, come succede in pozze e stagni, con acque spesso poco profonde, povere di ossigeno e di sostanze nutritive, spesso acidificate.
1 Dicesi di fiore che si apre solo durante il giorno, come la calendula, il cisto, l'anagallis, ecc.
- 0 Dicesi di organi che partendo da un punto comune si allontanano in direzioni opposte.
Quando la divergenza si avvicina a 90° si parla di divaricato
1 Dicesi di infiorescenza con fiori diversi, generalmente regolari al centro e irregolari in periferia.
- 0 a) Parte in cui un organo si suddivide e può essere:
Divisione primaria che risulta da una prima partizione
Divisione secondaria se risulta da ulteriore partizione della divisione primaria.

b) Sistema di propagazione asessuata, posta in essere dall’uomo, dividendo cespi e radici di una pianta.

c) Livello di classificazione tassonomica che in Botanica rappresenta il gruppo di piante con rango inferiore al regno e superiore alla classe.
- 0 Organo con incisioni più o meno profonde.
La foglia divisa fino a 3/4 della sua nervatura mediana di dice partita.
- 0 A forma di ascia. Come alcune foglie carnose con un margine rettilineo e sottile e l'altro spesso e ripiegato ad arco. (Rhombophyllum dolabriforme)
- 0 Prefisso usato per indicare lungo.
- 0 (Vedi sin. Longistilo) Dicesi di fiore che ha lo stilo più lungo degli stami.
1 Depressione in genere di forma circolare, prodotta dalla dissoluzione della roccia (generalmente carbonatica) ad opera delle acque piovane.
- 0 Roccia sedimentaria composta in prevalentemente da bicarbanato di calcio e magnesio (dolomite).
- 0 E'la prevalenza,in un individuo eterozigote, dell'espressione fenotipica di un allele(detto Dominante) nei confronti di un altro(Recessivo) relativamente ad uno stesso gene.
- 0 (o moltiplicato) fiore che ha un numero di petali maggiore di quelli che dovrebbe avere, mantenendo stami e pistilli per la riproduzione.
- 0 Una condizione nella vita di un organismo o di sue parti, nella quale un tessuto disposto a proliferare non prolifera; ne risulta un periodo temporaneo di sospensione dell'accrescimento visibile e dello sviluppo detto anche periodo di quiescenza.
(Gemma dormiente, seme dormiente)
1 Dicesi dell’antera quando ha la parte dorsale del suo connettivo inserita sul filamento.
- 0 (o Faccia dorsale o abassiale) di un organo è quella opposta a quella rivolta verso l'asse di sostegno (adassiale). Nei sepali, petali e antere è la faccia esterna. Nella foglia è la faccia inferiore.
- 0 Dicesi anche bifacciale di un organo vegetale (foglia) con due facce di aspetto e struttura differenti, una superiore o adassiale e una inferiore o abassiale.
- 0 Condotto tubulare cavo che ha funzione di trasporto di liquidi, latice e gas in diversi organi vegetali. Ha lo stesso significato di "canale".
- 0 Capacità di un terreno di far defluire l’acqua.
2 Infiorescenza a cima unipara scorpioide simile al circinno in cui ogni ramo si inserisce sul prolungamento dell'altro, tutti sullo stesso piano, e solo i peduncoli risultano spostati lateralmente.
1 Drupe Linnaeus
Frutto semplice, carnoso, formato da un epicarpo sottile e membranoso ("buccia"), mesocarpo carnoso o secco("polpa") e da un endocarpo legnoso ("nocciolo") contenente il seme; esempi: ciliegia, albicocca, prugna ecc.
Le drupe generalmente sono uniseminate e quindi con un solo nocciolo (Prunus persica), ma a volte possono anche essere pluriseminate e con diversi noccioli (Sambucus nigra), in tal caso vengono da molti definite "drupilani" e i loro noccioli "pireni"
1 Frutto che somiglia ad una drupa.
Dicesi anche di alcuni alberi del genere Prunus che hanno drupe per frutto.
1 Druparium Dumontier
Frutto derivanto da un gineceo schizocarpico consistente in frutticini indeiscenti, con il pericarpo esternamente morbido e indurito all'interno.
Es. Malvaviscus, Castela emorryi
1 Drupetum Dumontier
Frutto multiplo (= aggregato) con frutticini (apocarpi) carnosi (drupeole), senza accessori fiorali accrescenti,indeiscenti e con semi racchiusi in un endocarpo indurito.
E' un aggregato di piccole drupe come il frutto del lampone.
- 0 Termine usato da alcuni autori per identificare una drupa pluriseminata (con più noccioli).
- 0 Che vive in macchie, cespuglieti, arbusteti
- 0 Rilievo sabbioso che si forma sui litorali grazie all’accumulo di sabbia trasportata dal vento e trattenuta da alcune piante.
Si parla di
duna embrionale (avanduna) quando non è ancora perfettamente formata, e soprattutto non è ancora in grado di ospitare specie vegetali stabili,
duna bianca (semifissa) quando è colonizzata da graminacee e
duna grigia (stabilizzata) quando è consolidata e ha caratteristiche tali da poter ospitare una flora arbustiva e arborea e non è più influenzata dal vento e dagli altri eventi atmosferici.
- 0 Doppiamente, due volte (si usa in crenato, dentato ecc.)
1 Cuore, parte piu' interna del legno di alberi e arbusti, i cui tessuti sono costituiti da cellule morte, duramificate nei quali il passaggio della linfa grezza è ormai nullo.
- 0 Indica l’alcalinità dell’acqua quando e ricca di calcare.
- 0 Un poco duro.