Glossario dei termini botanici
(a cura di Giuliano Salvai e Giovanni Dose)


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1Dicesi della forma di un organo (seme, spora) che ha un'estremità arrotondata e l'altra appuntita come quella di una lacrima.
- 0Piccolo ramo che
se destinato a portare una gemma a legno, è chiamato dardo vegetativo,
se invece porta una serie gemme a fiore con quella centrale a legno è chiamato dardo fiorifero.
- 0Nei prefissi indica fitto, denso ed anche peloso.
1Frutto ricoperto di peli.
1Con foglie addensate.
Con foglie pelose.
1Fiore con 10 stami.
- 0(dal latino deciduus=caduco). Dicesi di una parte della pianta, foglia o frutto, che si distacca spontaneamente entro un periodo inferiore all'anno, dopo aver svolto la sua funzione.
Si dice deciduo il calice che insieme alla corolla si distacca dal ricettacolo dopo l'avvenuta fecondazione, le foglie che in un periodo dell’anno si distaccano dal ramo, la pianta che stagionalmente perde tutte le foglie.
1Dicesi di organo che si dirige o si piega verso il basso.
E' il contrario di ascendente.
- 0Organismi eterotrofi, quali funghi e batteri, che si nutrono di materiale organico ottenuto attraverso la decomposizione di tessuti morti di altri organismi oppure di prodotti di rifiuto.
1Dicesi un organo che si prolunga sull'asse che lo porta, oltre il punto di inserzione.
Come avviene in alcune foglie che alla base si prolungano lungo il fusto.
1Dicesi delle foglie opposte quando ciascuna coppia è ruotata ad angolo retto rispetto alle precedenti ed alle successive esempio (Lamiacee, Cariofillacee).
1dicesi si un'infiorescenza nella quale un fiore apicale blocca il suo ulteriore sviluppo.(vedi cima)
1Ripiegato bruscamente verso il basso o all'indietro.
- 0Dicesi di una straordinaria riduzione della quantità di fogliame dovuta a insetti o a funghi, o ad altri fattori p.es. Siccità, tempeste o danni chimici.
- 0Dicesi di ambiente deteriorato dal punto di vista ecologico e/o vegetazionale
- 0Dicesi di una struttura che si apre per liberare il suo contenuto es. frutto che libera i semi, antera che libera il polline.
- 0Nel frutto è la sua capacità di aprirsi a maturità e lasciare in libertà i semi contenuti al suo interno anche lanciandoli a distanza, favorendo in tal modo la disseminazione.
In dipendenza dal meccanismo di espulsione e dalla zona del frutto interessata può essere:
# Elastica detta anche esplosiva è l’apertura improvvisa dei carpelli che scaglia i semi a distanza. (Ecballium)
# Denticida quando si apre solo in alto attraverso un giro di denti (Silene)
# Poricida quando si formano piccoli orifizi che lasciano uscire i piccoli semi grazie al vento che poi li porta lontano (Anthirrinum)
# Trasversale o circoncisa: quando il frutto si apre per il distacco di un coperchietto apicale è il caso del Pissidio (Plantago, Anagallis)
# Longitudinale quando il frutto si apre per linee longitudinali e in questo caso può verificarsi una deiscenza:
# Loculicida quando si produce nella nervatura mediana del carpello (Viola)
# Setticida quando si realizza nella linea di saldatura del carpello (Nicotiana, Delphinium)
# Settifraga quando si verifica simultaneamente in due regioni di ciascun carpello (Fabales, Datura) o lungo i margini dei carpelli seguendo la linea placentaria (Siliqua e Siliquetta delle Brassicaceae)


Nell'antera è la capacità di aprirsi a maturazione con la conseguente liberazione dei granuli pollinici, che al loro interno conservano i gameti maschili.

Può avvenire con fenditura:
longitudinale che si verifica lungo il setto che separa i sacchi pollinici (la più comune)
trasversale per fessure orizzontali o trasversali (Berberis. Galeopsis)
poricida per pori apicali (Polygalaceae, Solanaceae),
valvare  per valve (Pinguicola, Laurus)
e secondo la direzione delle logge
introrsa se le sue logge sono rivolte verso l'interno del fiore (Mentha sp.)
estrorsa se rivolte verso l'esterno (Iris)
latrorsa se rivolte lateralmente (Saxifraga).
- 0Dicesi di piante, frutti od altro organo vegetale che dopo la maturazione passano ad uno stato semiliquido.
2Dicesi della forma di foglie o petali romboidali ma, con il lato inferiore molto corto, tale che appaiano avere forma triangolare o vicina alla forma del delta (quarta lettera dell'alfabeto greco).
- 0L'operazione con cui si estrae il sughero per la prima volta da una pianta di Quercus suber.
- 0Lo studio della disposizione degli anelli di accrescimento in sezione trasversale in vista di ricostruire l'evoluzione cronologica di un albero.
- 0(o Dendroideo) Simile ad un albero. Dicedi di radici o altri organi con portamento o ramificazioni simili a quelle di un albero.
- 0Scienza che studia la identificazione e la classificazione sistematica degli alberi.
1Dicesi di infiorescenza con fiori numerosi e ravvicinati.
- 0In generale il numero per unità di superficie di alberi in bosco, di piantine in vivaio, di piante foraggere in un pascolo.
1Dicesi del margine di una foglia, sepali o brattee, con intaccature poco profonde e acute, sporgenti in fuori, simili a denti.
- 0Piccola sporgenza triangolare del contorno di un organo laminare.
1Dicesi della deiscenza di frutti (capsule) che si aprono solo all'apice attraverso un giro di denti. (Silene)
- 0( o dentellato). Dotato di denti sottili, piccoli e irregolari.
1Dicesi di organo compresso perpendicolarmente all'asse cioè schiacciato al centro come le foglie di Sedum rubens.
Qualche volta il termine è utilizzato col significato di più basso, così ombrella composta depressa indica che le ombrellette centrali sono più basse delle altre, o racemo depresso che ha i rami laterali più lunghi dell'asse centrale.
1Esfogliazione naturale dell'epidermide.
- 0Senso di avvolgimento ad elica da sinistra verso destra delle spirali di piante volubili.
Tale avvolgimento se conderato dal punto di vista di chi si pone davanti alla pianta è proprio del convolvolo e del fagiolo.
Ma per coloro che considerano corretto il punto di vista dall'alto (asse verticale della pianta) o dall'interno della pianta, dette eliche sono sinistrorse, mentre al contrario, sono destrorse le eliche del luppolo e del caprifoglio.
- 0dal latino determinavit = determinato da
- 0Prefisso dal greco col significato di due, due volte
(equivale al prefisso latino bi-)
1Frutto schizocarpico (detto anche polachenario), secco indeiscente, che a maturità si separa in due porzioni monocarpellari monosperme tipo acheni come il frutto delle Apiacee.
1Dicesi degli stami i cui filamenti sono saldati tra loro in due gruppi, come quelli delle fabacee che hanno 9 stami saldati ed uno libero.
1E' la capacità delle foglie di orientarsi perpendicolarmente rispetto ai raggi solari
1Dicesi di organo sottile, traslucido, quasi trasparente.
- 0Dicesi di droga, sostanza, farmaco o medicamento in grado di stimolare la sudorazione.
- 0Movimento di un organo vegetale in relazione alla direzione della luce. Es. Foglie che si dispongono perpendicolarmente ai raggi del sole.
1E’ la rappresentazione grafica della disposizione degli elementi fiorali e l’ordine dei diversi verticilli in sezione trasversale osservata dall’alto.
Ogni verticillo è rappresentato come una circonferenza concentrica, intorno al gineceo che è raffigurato con una sezione dell’ovario, gli stami si indicano con una sezione dell’antera, e i verticilli di protezione con la sezione dei petali e dei sepali.
- 0Prefisso che indica separazione.
1Dicesi della corolla, formata da petali liberi, separati completamente tra loro.
1Dicesi del calice, con sepali sono tutti liberi, separati completamente tra loro.
1Dicesi dell'androceo o del fiore che ha gli stami liberi (non saldati tra loro). Es. Gentianaceae.
1Dicesi del perigonio con tepali liberi e separati.
1Dicesi dei fiori e degli androcei con due stami. (Es: Veronica).
- 0Qualsiasi parte di un vegetale capace di assicurarn e la moltiplicazione. Costituisce l'unità di disseminazione delle piante.
Possono essere:
semi isolati, quando i frutti sono deiscenti,
frutti interi, se sono indeiscenti,
frammenti di frutti, se sono schizocarpi,
lomenti se si frammentano in articoli,
infruttescenze come nel caso dei fichi o delle more,
infiorescenze come le spighette di alcune Poaceae,
propaguli come tuberculi, bulbilli, bulbi, frammenti del fusto, dei rami, dei rizomi, a volte foglie, gemme.
1o cima bipara. Infiorescenza definita in cui, sotto il fiore terminale, si sviluppano due rami fioriferi simmetrici, ramificazione che può essere ripetuta diverse volte.
1( o Eteroclamidato) Dicesi del fiore col perianzio composto da entrambi i verticilli (calice e corolla).
Contrapposto a monoclamidato se ha un solo verticillo e a aclamidato quando non presenta alcun verticillo.
1Diclesarium Spjut (mod.nov.)
Frutto schizocarpico derivato da gineceo pluricarpellare che a maturita' si fraziona in frutticini monospermi, indeiscenti, accresciuti nel perianzio fruttifero.
1Diclesetum Spjut (mod.nov.)
Frutto multiplo formato da carpelli inclusi in un perianzio fruttifero accrescente e indeiscente.
Es. Coriaria myrtifolia
1Diclesium Desvaux
Frutto semplice con pericarpo secco o carnoso ricoperto almeno in parte dal perianzio accresciuto che puo' essere aderente tipo achenio, secco, accrescente e indeiscente, o anche non aderente tipo alchechengi.
Es. Corylus sp., Atriplex sp., Mirabilis jalapa, Trifolium sp., Physalis sp.
1Fiori unisessuati, che possono essere fiori pistilliferi o fiori staminiferi.
Mentre sono monoclini i fiori ermafroditi.
- 0- Fecondazione incrociata tra individui ermafroditi distinti, che dipende dalla
- maturazione degli organi riproduttori femminili e maschili nei fiori ermafroditi diversificata nel tempo. E' una delle cause che impediscono l'autogamia, e si distingue:
Proterandria se l'organo maschile matura prima di quello femminile come in molte Apiaceae e Campanulaceae.
Proteroginia nel caso opposto (Parietaria officinalis).
1Dicesi delle piante con semi muniti di due cotiledoni.
Il termine Dicotiledoni è usato per definire una classe delle angiosperme, che si contrappone alle Monocotiledoni
1Caratteristica di alcune piante con ramificazioni in grado di dividersi all'apice in due parti, ciascuna delle quali può ulteriormente dividersi in due parti e così via.
1Dicesi di organo che successivamente si ramifica per dicotomia
1In botanica, dicesi di frutto o di organo composto da due metà globose o dal contorno circolare, brevemente congiunte tra loro.
1Dicesi dell' androceo di un fiore che ha 4 filamenti staminali liberi, disposti in due coppie, una delle quali è più lunga dell'altra. (Lamiaceae, Scrophulariaceae)
Anche gli stami sono detti didinami.
- 0Dicesi di organo con parti morfologicamente e funzionalmente differenti.
Così ad es. un perianzio differenziato è quello costituito da calice e corolla distinti.
- 0Processo attraverso il quale le cellule si diversificano per svolgere le diverse funzioni a cui sono preposte.
- 0Il termine diffuso viene normalmente usato per:
a) indicare una entità con ampia distribuzione in un territorio,
b) descrivere ramificazioni e infiorescenze lasse, disposte irregolarmente e con angolo abbastanza aperto rispetto al tronco,
c) descrivere la colorazione di un organo, quando un colore penetra in un altro.
- 0Specie che contiene popolazioni con due origini diverse (contrapposto a monofiletica). E' un caso particolare di polifilìa (vedi polifiletico).
- 0Che ha solo due foglie,oppure due organi omologhi delle foglie come ad es. l'embrione delle dicotiledoni.
2Organo le cui parti,che si originano tutte dallo stesso punto,divergono come le dita di una mano.
Termine solitamente usato per indicare:
una foglia palmatocomposta che si divide in 3 o più foglioline divergenti che partono da uno stesso punto alla sommità del picciolo,
le nervature della foglia palmata,
le infiorescenze di alcuni generi di Poaceae (Digitaria).
- 0Con due forme o aspetti diversi.
- 0Dicesi del fenomeno per cui individui della stessa specie differiscono per alcuni caratteri e dimensioni,sia all'interno dello stesso individuo sia tra individui diversi.
Si ha dimorfismo fogliare:
nelle foglie di luce e d'ombra, o nelle foglie emerse e sommerse sulla stessa pianta.
Dimorfismo sessuale: nei fiori unisessuali, maschili e femminili sulla stessa pianta.
Nel gineceo brevistilo e longistilo di una stessa specie,
2Dicesi di specie con fiori maschili (solo stami) e femminili (solo pistilli) su piante diverse.
- 0Anormale divisione in due parti di un organo assile.
- 0Pianta con gli assi di secondo ordine che terminano con un fiore. (Digitale)
- 0Perianzio con entrambi i cicli che si dirà:
Omoclamidato se i due cicli sono identici (tepali)
Eteroclamidato se i due cicli sono differenziati in calice e corolla
- 0Piante con cellule vegetative con un numero diploide di cromosomi
- 0Corredo cromosomico, di cellula o di organismo, caratterizzato dalla presenza nel nucleo cellulare di un numero pari di cromosomi morfologicamente uguali a due a due che provengono in modo paritetico dai due genitori.
La condizione diploide di ogni cellula somatica di un organo vivente viene indicata con il simbolo "2n" ad indicare la presenza di due copie di ogni cromosoma.
2Dicesi del fiore e dell'androceo quando il numero degli stami è il doppio di quello dei petali e gli stami esterni sono contrapposti ai sepali (oppositisepali) mentre quelli interni sono oppositipetali(che è la disposizione più frequente degli stami in due verticilli, Geraniaceae ecc.).
Se al contrario il verticillo esterno degli stami è opposto ai petali e quello interno opposto ai sepali (Caryophyllaceae) viene detto obdiplostemone.
1Vengono così anche chiamati i frutti schizocarpici che maturità separandosi simulano frutti derivanti da vari ovari o vari carpelli.
Ciascuna unità in cui si frazionano prende il nome di mericarpo e contiene un solo seme.
1Frutto secco indeiscente, formato da due samare affiancate simmetricamente, a formare una specie di elica che favorisce la disseminazione anemocora.
E' il frutto tipico degli aceri.
1Che ha forma di disco.
Il sinonimo discoideo viene anche usato per indicare la posizione in un disco o al centro di un organo.
1 a)In alcuni fiori e'un'amplificazione del ricettacolo fiorale(talamo)in forma di cercine o anello piu' o meno carnoso e spesso ghiandoloso con funzione nettarifera,e viene definito:
Disco epiginico situato sopra l'ovario
Disco ipoginico situato sotto l'ovario
Disco periginico situato intorno all'ovario.

b) Nei capolini delle Asteraceae (Compositae ) è la parte centrale in cui sono inseriti i fiorellini.
1Stigma in forma di disco, con le zone ricettive disposte radialmente.
1Di colore diverso, o di vari colori.
- 0È il processo naturale che permette la dispersione dei semi, facilitàndo l'occupazione di nuovi territori, alla ricerca di condizioni ambientali più favorevoli, diminuendo la concorrenza tra le plantule.
Questo fenomeno prende il nome di:.
Autocoria o disseminazione attiva o autodisseminazione: effettuata dal frutto senza bisogno di energie esterne.
Nell’autodisseminazione si può verificare oltre alla caduta dei semi per gravità (disseminazione barocora) anche la loro espulsione a distanza (disseminazione bolocora) che è il fenomeno dei frutti a deiscenza esplosiva, causata dalla pressione idrostatica che si forma al loro interno nel momento della maturazione come in Cocomero asinino (Ecballium elaterium) o in Balsamina (Impatiens noli-tangere) che a maturità esplode al minimo urto, per una torsione delle valve su se stesse, lanciando i semi fino a 6 m di distanza.
Idrocoria: è la dispersione dei semi per mezzo dell'acqua effettuata da frutti o semi che sono in grado di galleggiare per un certo periodo. In questo caso la parte esterna del frutto è spesso impermeabile oppure contengono aria al loro interno come quelli del Cocos nucifera (noce di cocco) che possono navigare in mare per lunghi periodi e germinare quando trovano una spiaggia, altrettanto succede in quelli della Cakile maritima (ravastrello delle spiagge), brassicacea tipica dei litorali sabbiosi, dove il mericarpo inferiore del frutto a maturità si separa da quello superiore e in presenza di onde o altamarea viene trasportato dalle correnti, consentendo la colonizzazione di altre parti di spiaggia. Altre piante presentano escrescenze suberificate o induvie che facilitano il galleggiamento come le valve dei frutti del genere Rumex, che sono parti persistenti ed accrescenti del perianzio con un callo suberificato, o i semi del genere Hygrophila che hanno peli appressati che si rizzano al contatto con l'acqua e fungono da salvagente.
Anemocoria: è la dispersione causata dal vento con semi leggeri e di piccole dimensioni, dotati di strutture adatte al volo come le ali delle samare, il pappo degli acheni della Asteraceae, gli arilli trasformati in peli come nel Salix, o i peli dei semi delle Asclepiadaceae.
Zoocoria: dispersione causata dagli animali, che si distingue:
Endozoocoria: quando i frutti o i semi sono ingeriti dagli animali e liberati con le feci. In questo caso il frutto deve essere appettibile (frutti carnosi e semi succosi) e ben visibile (di colore rosso o nero) e il seme deve essere ben protetto dal tegumento atto attraversare indenne l'apparato digerente dell'animale, che con l'aggressione dei succhi gastrici faciliterà la germinazione dei semi una volta dispersi.
Epizoocoria: quando i frutti o i semi adericono alla superficie degli animali, con meccanismi di aggancio come peli uncinati (Xantium italicum, Cenchrus incertus), o superfici vischiose (bardana, avena, vischio) , e possono venir trasportati anche a notevoli distanze.
Mirmecocoria è la disseminazione effettuata dalle formiche che trasportano i semi nei formicai dove le larve consumano la sola appendice ricca di sostanze nutritive, l'elaiosoma, lasciando il seme intatto (Myrtus communis, Rhamnus alaternus).
Glirocoria è compiuta dai roditori che raccolgono e conservano i semi.
Antropocoria se i semi sono dispersi involontariamente dall'uomo.
- 0E' l'organo di una pianta (seme, frutto, bulbo, propagulo, spora) capace di riprodurre la pianta dalla quale si è staccato.
1(o Dissecto) Organo laminare (petalo o foglia) suddiviso in strette, fitte e profonde lacinie.
- 0Dicesi di parte di un organo lontana dal suo punto di origine.
Si contrappone a prossimale
1Dicesi di organi inseriti su due lati opposti di un asse comune, in modo alterno sul medesimo piano, ma ad altezze diverse. Vedi anche alterne.
- 0Dicesi di ambienti con grado di trofia molto elevato per accumulo di sostanze organiche, senza che si verifichino azioni di dilavamento, come succede in pozze e stagni, con acque spesso poco profonde, povere di ossigeno e di sostanze nutritive, spesso acidificate.
1Dicesi di fiore che si apre solo durante il giorno, come la calendula, il cisto, l'anagallis, ecc.
- 0Dicesi di organi che partendo da un punto comune di allontanano in direzioni opposte.
Quando la divergenza si avvicina a 90° si parla di divaricato
1Dicesi di infiorescenza con fiori regolari al centro e irregolari in periferia.
- 0a) Parte in cui un organo si suddivide e può essere:
Divisione primaria che risulta da una prima partizione
Divisione secondaria se risulta da ulteriore partizione della divisione primaria.

b) Sistema di propagazione asessuata, posta in essere dall’uomo, dividendo cespi e radici di una pianta.

c) Livello di classificazione tassonomica che in Botanica rappresenta il gruppo di piante con rango inferiore al regno e superiore alla classe.
- 0A forma di ascia. Come alcune foglie carnose con un margine rettilineo e sottile e l'altro spesso e ripiegato ad arco. (Rhombophyllum dolabriforme)
- 0Prefisso usato per indicare lungo.
- 0(Vedi sin. Longistilo) Dicesi di fiore che ha lo stilo più lungo degli stami.
1Depressione in genere di forma circolare, prodotta dalla dissoluzione della roccia (generalmente carbonatica) ad opera delle acque piovane.
- 0Roccia sedimentaria composta in prevalentemente da bicarbanato di calcio e magnesio (dolomite).
- 0E'la prevalenza,in un individuo eterozigote, dell'espressione fenotipica di un allele(detto Dominante) nei confronti di un altro(Recessivo) relativamente ad uno stesso gene.
- 0o moltiplicato fiore che ha un numero di petali maggiore di quelli che dovrebbe avere, mantenendo stami e pistilli per la riproduzione.
- 0Una condizione nella vita di un organismo o di sue parti, nella quale un tessuto disposto a proliferare non prolifera; ne risulta un periodo temporaneo di sospensione dell'accrescimento visibile e dello sviluppo detto anche periodo di quiescenza.
(Gemma dormiente, seme dormiente)
1Nel fiore e' la faccia esterna cioe' quella opposta a quella rivolta verso l'asse di sostegno, nella foglia e' quella inferiore opposta alla faccia ventrale.
1Dicesi dell’antera quando è inserita dal filamento nella sua parte dorsale.
- 0Dicesi anche bifacciale di un organo vegetale con due facce di aspetto e struttura differenti, una superiore o ventrale e una inferiore o dorsale.
- 0Condotto tubulare cavo che ha funzione di trasporto di liquidi, latice e gas in diversi organi vegetali. Ha lo stesso significato di "canale".
- 0Capacità di un terreno di far defluire l’acqua.
1Infiorescenza a cima unipara scorpioide simile al circinno in cui ogni ramo si inserisce sul prolungamento dell'altro, tutti sullo stesso piano, e solo i peduncoli risultano spostati lateralmente.
1Drupe Linnaeus
Frutto semplice, carnoso, formato da un epicarpo sottile e membranoso ("buccia"), mesocarpo carnoso o secco("polpa") e da un endocarpo legnoso ("nocciolo") contenente il seme; esempi: ciliegia, albicocca, prugna ecc.
Le drupe generalmente sono uniseminate e quindi con un solo nocciolo (Prunus persica), ma a volte possono anche essere pluriseminate e con diversi noccioli (Sambucus nigra), in tal caso vengono da molti definite "drupilani" e i loro noccioli "pireni"
1Frutto che somiglia ad una drupa.
Dicesi anche di alcuni alberi del genere Prunus che hanno drupe per frutto.
1Druparium Dumontier
Frutto derivanto da un gineceo schizocarpico consistente in frutticini indeiscenti, con il pericarpo esternamente morbido e indurito all'interno.
Es. Malvaviscus, Castela emorryi
1Drupetum Dumontier
Frutto multiplo (= aggregato) con frutticini (apocarpi) carnosi (drupeole), senza accessori fiorali accrescenti,indeiscenti e con semi racchiusi in un endocarpo indurito.
E' un aggregato di piccole drupe come il frutto del lampone.
- 0Termine usato da alcuni autori per identificare una drupa pluriseminata (con più noccioli).
- 0Che vive in macchie, cespuglieti, arbusteti
- 0Rilievo sabbioso che si forma sui litorali grazie all’accumulo di sabbia trasportata dal vento e trattenuta da alcune piante.
Si parla di
duna embrionale (avanduna) quando non è ancora perfettamente formata, e soprattutto non è ancora in grado di ospitare specie vegetali stabili,
duna bianca (semifissa) quando è colonizzata da graminacee e
duna grigia (stabilizzata) quando è consolidata e ha caratteristiche tali da poter ospitare una flora arbustiva e arborea e non è più influenzata dal vento e dagli altri eventi atmosferici.
- 0Doppiamente, due volte (si usa in crenato, dentato ecc.)
1Cuore, parte piu' interna del legno di alberi e arbusti, i cui tessuti sono costituiti da cellule morte, duramificate nei quali il passaggio della linfa grezza è ormai nullo.
- 0Indica l’alcalinità dell’acqua quando e ricca di calcare.
- 0Un poco duro.


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