Disegno di Giovanni Dose
Le foglie normalmente si dispongono sul fusto e sui rami parallelamente al terreno (orientamento plagiotropo), disposizione che permette loro di ricevere la maggior parte di radiazioni solari, tanto necessarie per la funzione clorofilliana, tuttavia in alcune occasioni assumono un orientamento verticale al terreno (orientamento ortotropo) è il caso di quelle piante (Lactuca serriola) che trovandosi in luoghi particolarmente caldi ed assolati, temono i raggi diretti del sole.
I vari modelli di disposizione delle foglie sul fusto, tutti mirati ad assicurare la miglior possibile utilizzazione della luce per ogni foglia, sono descritti nella
che li descrive secondo il numero delle foglie per nodo e del loro angolo di divergenza (AD), che è l'angolo formato dalle linee che collegano il centro del fusto agli abbozzi delle foglie. Così avremo:
Se ad ogni nodo si sviluppa una sola foglia:
Se ad ogni nodo si sviluppano più foglie:
e ancora le foglie possono presentarsi:
Disegno di Giovanni Dose
Nella foglia composta la lamina fogliare è divisa in unità dette foglioline che si organizzano sopra il rachide o sopra le sue divisioni, con o senza il picciolo.
Rispetto al numero delle foglioline poste sullo stesso picciolo, può essere:
e secondo la disposizione delle foglioline sullasse principale della foglia (rachide) la foglia composta plurifogliata si dirà:
Disegno di Giovanni Dose
Oltre alle foglie bifacciali o dorsoventrali della maggior parte delle dicotiledoni, con la struttura del mesofillo asimmetrica, disposte parallelamente al terreno (posizione plagiotropa) e quindi con una delle due facce più esposta al sole rispetto all'altra, si incontrano in natura altre foglie diversamente strutturate:
Durante il processo evolutivo, anche in relazione all'ambiente, le foglie hanno subito notevoli trasformazioni per adattarsi a svolgere precise funzioni, si sono così diversificate in alcune particolari strutture, ognuna con una propria morfologia:
Lambiente condiziona la struttura fogliare anche sulla stessa pianta e sullo stesso ramo (anisofilia), così in alcune specie (Fagus, Acer, Aesculus) le foglie di luce esterne che formano la chioma, più esposte ai raggi solari ed ai venti e quindi più facilmente soggette a un disseccamento, hanno un ispessimento dellepidermide e un incremento del parenchima a palizzata, mentre il parenchima lacunoso si riduce, fenomeno che non si verifica nelle foglie dombra sottostanti, protette dagli agenti atmosferici, che si presentano flaccide, più chiare e spesso più espanse.
Ladattamento delle idrofite allambiente si manifesta nelle foglie galleggianti con assottigliamento della cuticola e con gli stomi (foglie epistomatiche) posti nella pagine superiore che tendono a sporgere dalla superficie fogliare (Nynphaea). Nel caso di foglie completamente sommerse (idrofilli), gli scambi gassosi avvengono direttamente per diffusione attraverso la superficie epidermica. Sono foglie astomatiche, generalmente prive di cuticola e stomi, che hanno forme molto diverse (più sottili, laciniate e filiformi) dalle foglie emerse (aerofilli) della stessa pianta (eterofilia).
Xeromorfismo è la difesa posta in atto per combattere la siccità dellambiente, senza rinunciare alla funzione fotosintetica. È quella adottata dalle piante a foglie carnose o succulente quali i Sedum, Sempervivum, Crassula, ecc. dove il parenchima lacunoso viene parzialmente sostituito da un parenchima acquifero, costituito da grosse cellule ricche di mucillagini atte a trattenere notevoli quantità di acqua, e in alcune (Opuntia) le foglie sono trasformate in spine e la funzione clorofilliana è svolta dal tronco, ottenendo in tal modo la diminunzione delle perdite d'acqua e la difesa dalla predazione.
Se si escludono alcune rare eccezioni come le foglie della Welwitschia mirabilis che durano per tutta la vita della pianta, o quelle delle Auricarie che possono durare 30 anni, normalmente le foglie hanno vita limitata e in molti casi durano un solo periodo vegetativo o ancor meno quando spariscono prima dell'antesi, saranno quindi:
Quando le condizioni vegetative diventano problematiche, le piante riassorbono dalle foglie le sostanze ancora utilizzabili e scaricano su di esse le sostanze di rifiuto, sono in quei momenti che venendo a mancare la clorofilla, le foglie perdono il loro colore verde e acquistano le calde tonalità del rosso e del giallo del tardo autunno, dovute ai pigmenti (antociani e caroteni), che restano al loro interno. Successivamente a livello dellinserzione delle foglie col fusto, si forma un tessuto laminare (strati di abscissione) che interrompe completamente ogni scambio, determinando la loro caduta e al di sotto viene prodotto il sughero a protezione della zona.
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