Appunti di Morfologia vegetale
7 - I Frutti

a cura di Giuliano Salvai (pagine web e disegni di Giovanni Dose)


La fruttificazione

La fruttificazione

Le Angiosperme derivano il loro nome dal greco "angeîon" = involucro, vaso e "sperma" = seme, col significato di piante col seme protetto da un involucro, infatti in queste piante, dopo l'impollinazione e la fecondazione dell'ovulo, l'ovario matura e crescendo, si trasforma in frutto.
Il frutto ha funzione di proteggere i semi nati dalla trasformazione degli ovuli, contribuire alla loro dispersione e di regolare i tempi della germinazione.
In genere viene indicato come frutto il solo pericarpo (dal greco "peri" = attorno e "karpòs" = frutto) costituito dallo sviluppo delle pareti dell'ovario prescindendo dal seme.
Si dicono frutti completi quelli che contengono il seme; esistono tuttavia frutti che possono svilupparsi naturalmente senza contenere il seme, è il caso delle banane, delle arance, dei kaki e di alcune varietà di mele e di pere che prendono il nome di frutti partenocarpi o apireni.
Alcuni autori considerano frutti le strutture che proteggono i semi di tutte le piante anche quelle delle Gimnosperme (strobili, coni, galbuli) che vengono chiamati pseudocarpi o spermatocarpi.



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Maturazione, ormoni della crescita e climaterio

La fruttificazione, così come tutta la vita della pianta, è regolata dagli ormoni della crescita quali auxine, giberelline, citochinina, etilene e acido abscissico.
Un fiore impollinato e fecondato è in grado di produrre un frutto, solo se auxine e giberelline stimolano le cellule dell'ovario a moltiplicarsi e a ingrandirsi fino ad arrivare alla maturazione che è un fenomeno di origine ormonale dove l'etilene gioca un importante ruolo. L'attività respiratoria della pianta e quindi il suo consumo di ossigeno determina la rapidità della maturazione del frutto, alcuni frutti (mele, pere, pomodori, ecc.) detti climaterici, maturano rapidamente e sono in grado di portare avanti il processo di maturazione anche dopo l'abscissione, mentre altri (limoni, uva, fragole ecc.) detti non climaterici hanno tempi di maturazione più lunghi senza sensibili aumenti dell'attività respiratoria e interrompono la maturazione dopo il raccolto.

Durante la maturazione si verificano importanti cambiamenti tutti mirati alla dispersione dei semi, così ad esempio nei frutti carnosi, l'aumento della sintesi di pigmenti coloranti (antociani) a scapito della diminuzione della clorofilla rendono il frutto più appariscente, la trasformazione delle pectine dei tessuti rende la polpa più morbida e la saccarificazione degli amidi e la riduzione dell'acidità del succo cellulare la rendono più grata al palato.


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Elementi che partecipano alla fruttificazione: il gineceo

Il gineceo o pistillo è la parte femminile del fiore che è composto da uno o più carpelli concresciuti, nel quale si distinguono tre regioni: l'ovario (che è la parte inferiore ingrossata che contiene gli ovuli), lo stilo (che è la parte assiale) che termina con lo stimma che riceve e trattiene il polline.
Per capire la formazione del frutto è importante conoscere la posizione dell'ovario che può essere:

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supero se è inserito sopra gli elementi della corolla,
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infero saldato al ricettacolo se inserito sotto gli elementi della corolla,
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infero libero se inserito sotto gli elementi della corolla ma non saldato al ricettacolo,
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infero libero con più ovari,
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semi-infero saldato.

L'ovario presenta una o più cavità formate da uno o più carpelli (originati da foglie fertili trasformate) saldati fra di loro, all'interno delle quali sono custoditi gli ovuli che si sviluppano in semi. Il modo in cui sono saldati i carpelli determina la posizione degli ovuli che sono fissati su un tessuto particolare chiamato placenta.


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Pericarpo, clamidocarpo e induvie

Normalmente l'ovario supero partecipa da solo alla formazione del frutto (gimnocarpi) in questo caso la porzione extracarpellare prende il nome di clamidocarpo. In un certo numero di specie con ovario infero, altre parti del fiore o dell'infiorescenza si associano e si sviluppano con l'ovario originando falsi frutti detti angiocarpi.
Quando le parti del fiore che persistono nel frutto non sono concresciute e intimamente unite ad esso si chiamano induvie (è il caso delle ali delle samare, del pappo di certi acheni, della cupola delle ghiande, del cardo delle castagne ecc.) mentre la parte del frutto che deriva dal pistillo nudo (senza strutture accessorie) è chiamata pericarpo.


La trasformazione degli elementi fiorali nella fruttificazione:

Durante la fruttificazione i petali si separano rapidamente dal fiore al contrario dei sepali che spesso restano al loro posto.
Gli stami appassiscono o cascano, ma possono anche persistere più o meno a lungo attorno al frutto.
Il ricettacolo può diventare carnoso come nella fragola (Fragaria vesca), avvolgente e edule come nella mela (Malus domestica).
Il calice può accompagnare il frutto nel suo sviluppo come in Physalis alkekengi dove accrescendo forma un involucro rigonfio.
Le brattee involucrali possono fondersi a formare parte del frutto come la cupola della ghianda (Quercus robur)
Anche il pedicello fiorale può diventare un frutto come succede nel commestibile pomo d'anacardio (Anacardium occidentale).


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Composizione e struttura del frutto


In ogni frutto è possibile riconoscere le varie parti che lo compongono, ognuna delle quali ha origine da una componente del gineceo, che essendo una foglia modificata, ha una struttura anatomica a tre strati che corrispondono all'epidermide superiore, a quella inferiore e al mesofillo. Così il frutto propriamente detto, che contiene i semi a prescindere dalle parti extracarpellari, può essere così schematizzato:

pericarpo derivante dalla parete dell’ovario che può distinguersi in funzione del tessuto di origine in:

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epicarpo, che ha origine dall'epidermide esterna dell'ovario (proveniente dall’epidermide inferiore della foglia carpellare), costituisce la parte esterna del frutto la cui superficie può assumere aspetti assai differenti: può essere liscia come nella ciliegia (Prunus avium), pruinosa come nell’uva (Vitis vinifera) e nella susina (Prunus domestica), pelosa come nella pesca (Prunus persica), membranosa ed anche spinosa come nella noce di Datura stramonium. Quando la parte esterna del frutto non proviene dal pistillo ma da brattee, sepali o petali, viene denominata esocarpo.
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mesocarpo, che deriva dal parenchima della parete mediana dell'ovario (originato dal mesofillo della foglia carpellare), può essere duro e coriaceo come nei frutti secchi o carnoso (sarcocarpo) come nella pesca.
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endocarpo, che deriva dall'epidermide interna dell’ovario (originata dalla parete superiore della foglia carpellare), non sempre è distinto e può essere carnoso come nell’uva, duro e tenace come nell’olivo, con peli rugosi come nel limone.

seme che contiene l’embrione e le riserve, è originato dalla maturazione dell’ovulo fecondato.


Frutto e fiore

Disegno di Giovanni Dose




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Curiosità

In molti casi l'aspetto esterno può creare confusione nell'interpretazione della natura del frutto e del seme, infatti si incontrano:

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Frutti che somigliano a semi come i grani dei cereali, che sono cariossidi come tutti i frutti delle Poaceae (Graminaceae) ed altrettanto i “semi” del girasole che sono acheni come tutti i frutti delle Asteraceae.
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Parti del frutto che vengono scambiate per semi come i noccioli delle ciliegie o delle albicocche non sono semi ma solo la parte più interna (endocarpo) della drupa.
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Semi che somigliano a frutti, come quelli che per essere più appetiti dagli animali (che contribuiscono alla disseminazione) si presentano con un involucro carnoso, la sarcotesta, che simula l'aspetto di un pericarpo, è il caso dei semi del frutto del melograno, della magnolia e della peonia.
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Altro caso frequente succede con i semi delle leguminose come fave, fagioli, piselli che spesso vengono scambiati per frutti.
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Strutture che somigliano a frutti, ma non si sviluppano nel carpello, sono gli spermatocarpi delle Gymnospermae detti anche pseudocarpi, quali
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gli strobili dei cipressi che sono strutture globose, legnose e deiscenti, che contengono i semi al loro interno.
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le pigne o coni dei pini, abeti, cedri con i semi o pinoli riuniti in strobili conici, che vengono liberati quando i coni si aprono.
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i galbuli dei ginepri, rotondi, carnosi e indeiscenti, che contengono uno o pochi semi all’interno, simulano frutti ma sono strobili.
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gli arilli del tasso (Taxus baccata) che sono escrescenze carnose, commestibili, colorate verdi e rosse a maturità, che ricoprono i semi di cui fanno parte e con i quali concrescono simulando i frutti.


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Classificazione dei frutti


A seconda delle loro caratteristiche e dell'importanza alle stesse attribuite, i frutti possono essere variamente classificati, e così

dalla costituzione dell’ovario in relazione al numero e disposizione dei carpelli, si distinguono in:

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Frutti monocarpici, quando derivano da un solo fiore e da un solo carpello senza nessun altro elemento (achenio,drupa, legume)
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Frutti policarpici , quando derivano da un fiore formato da diversi carpelli e saranno:
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apocarpici , se i carpelli rimangono separati e indipendenti tra loro,
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sincarpici , se i carpelli sono saldati tra loro.

dal numero dei semi

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Frutti monospermici, (con un solo seme)
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Frutti polispermici, (con diversi semi)
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Frutti apireni, (senza semi)

dalla loro consistenza:

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Frutti secchi, che a maturità presentano un pericarpo membranoso o coriaceo solitamente poco sviluppato e che contengono una modesta quantità d’acqua per cui hanno un aspetto asciutto e secco.
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Frutti carnosi, che hanno il pericarpo o una sua parte polposa e succulenta che si manifesta in un endocarpo carnoso come nelle bacche, peponidi ed esperidi (provenienti da ovari pluricarpellari sincarpici contenenti di solito più semi), o in un endocarpo scleroso come nelle drupe o frutti con nocciolo (provenienti da ovari che generalmente contengono un solo seme).

Frutto e fiore

Disegno di Giovanni Dose



Frutto e fiore

Disegno di Giovanni Dose

Frutti carnosi: si dicono "drupe" i frutti che hanno il seme (a) o la mandorla (b) inserito nell'endocarpo (o nocciolo). Quest'ultimo è immerso nella polpa (mesocarpo). La buccia che avvolge il frutto viene detta epicarpo.
(c): talora l'endocarpo o nocciolo può avere spessore notevole (es.: pesca)
(d): a volte l'involucro del nocciolo può essere coriaceo e non duro (es.: mela)
(e): si dicono "bacche" i frutti che hanno i semi immersi direttamente nella polpa (es.: uva)


dalla capacità di liberare i semi alla maturazione:

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Frutti deiscenti, che hanno la capacità di aprirsi e lasciare in libertà i semi in essi contenuti o anche lanciarli a distanza favorendo in tal modo la disseminazione
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Frutti indeiscenti, nei quali i tessuti del pericarpo restano permanentemente uniti ai semi e quindi l’uscita del seme è tardiva o non avviene affatto e il frutto si disperde col seme.

La deiscenza può dirsi:

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Elastica, quando l’apertura improvvisa dei carpelli scaglia i semi a distanza (Ecballium)
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Poricida, quando si formano piccoli orifizi che lasciano uscire i piccoli semi che generalmente verranno poi dispersi dal vento (Papaver somniferum)
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Denticida, quando il frutto si apre solo all'apice attraverso un giro di denti (Silene)
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Trasversale o circoncisa,quando il frutto si apre per il distacco di un coperchietto apicale, è il caso del Pissidio (Portulacca, Plantago, Anagallis)
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Longitudinale , quando il frutto si apre per suture longitudinali e in questo caso può verificarsi una deiscenza:
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Foramicida, quando il frutto si apre attraverso fenditure divergenti e irregolari (Anthyrrinum)
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Loculicida, quando si produce nella nervatura mediana del carpello (Viola)
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Setticida, quando si realizza nella linea di saldatura del carpello (Nicotiana, Delphinium)
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Settifraga, quando si verifica simultaneamente in due regioni di ciascun carpello (Fabaceae, Datura) o lungo i margini dei carpelli seguendo la linea placentaria (siliqua e siliquetta delle Brassicaceae)

dalla loro origine

Spermatocarpi: sono i pseudofrutti o meglio le strutture protettive che racchiudono il seme delle Gimnosperme (piante a seme nudo) che non si sviluppa nel carpello, ma tra squame, brattee, arilli, coni, strobili, galbuli.

Eucarpi: sono i frutti delle Angiosperme che a loro volta possono essere:

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Monotalamici, se provenienti da un solo fiore che si dividono in:
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Frutti semplici, originati dallo sviluppo dell’ovario di un solo fiore che ha il gineceo monocarpellare (con un solo carpello) o sincarpico con più carpelli saldati tra loro, concresciuti e che non si separano a maturità. Se si originano dal solo sviluppo dell'ovario o anche da altre parti concresciute si diversificano in:
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Gimnocarpi, che si sviluppano senza parti accessorie e si distinguono in frutti drupacei, frutti lomentacei, frutti semplici secchi, frutti semplici carnosi
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Angiocarpi, sono detti anche frutti complessi (o falsi frutti o frutti accessori) e sono originati oltre che dallo sviluppo dell’ovario anche da quello di altre parti del fiore, come ricettacolo, ipanzio, pedicello fiorale, peduncolo dell'infiorescenza, sepali e brattee. Nella gran parte dei casi il frutto complesso è originato da un fiore con ovario infero saldato al ricettacolo. Infatti se ovario e ricettacolo non fossero tra loro aderenti, come succede in numerose Rosaceae (pesche, ciliegie, albicocche), il ricettacolo si comporterebbe come se l’ovario fosse supero, diventando caduco.
Tuttavia qualche volta il ricettacolo si accresce e diventa carnoso pur non essendo saldato all’ovario e sostiene i veri frutti semplici (acheni) generati dai numerosi carpelli liberi. È il caso della fragola dove il frutto apparente che è la parte edule deriva dal ricettacolo ed è per questo che si parla di falso frutto. Gli angiocarpi possono essere deiscenti o indeiscenti e secchi o carnosi.
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Frutti multipli, (o aggregati) originati dallo sviluppo dell’ovario di un solo fiore che ha il gineceo pluricarpellare apocarpico (con diversi carpelli liberi) ciascuno dei quali darà origine a un frutto semplice e lo stesso fiore svilupperà allora diversi frutti semplici (apocarpi). Si distinguono in
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Discocarpi, con ipanzio, ricettacolo o perianzio allargato o separato nel frutto.
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Etaionari, senza parti accessorie nel frutto che possono essere deiscenti o indeiscenti e questi ultimi secchi o carnosi.
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Frutti schizocarpici , derivati da ovario semplice o pluriloculato sincarpico (con carpelli saldati tra loro) con i loculi che a maturità si separano originando frutti che simulano quelli derivanti da vari ovari o vari carpelli . Ciascuna unità in cui lo schizocarpo si fraziona (falsa deiscenza) prende il nome di mericarpo e contiene un solo seme. Questi frutti possono svilupparsi con o senza altre parti fiorali accessorie e, se senza, possono essere secchi o carnosi.
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Politalamici o composti, (o infruttescenze o sincarpici) derivano dallo sviluppo di tutti i fiori di un’infiorescenza formando una struttura che somiglia a un unico frutto, originati dall’ovario di ciascun fiore con a volte la partecipazione di altri elementi fiorali che si saldano tra loro per formare un'unica struttura. Anche questi possono dividersi in:
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Criptocarpi, con i frutticini nascosti da parti del fiore
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Fenocarpi, con frutticini più esposti che possono includere un perianzio accrescente e che possono essere secchi o carnosi
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Antecocarpi, con frutticini in una spighetta o in uno o più fiorellini


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Classificazione di "Pericarpi" ed "Antocarpi" secondo la struttura del gineceo


Pericarpi
frutti che derivano dal solo ovario maturo senza nessuna altra parte fiorale connessa.
semplici
descrizione
schizocarpi
multipli
composti
Bacca
epicarpo membranoso, mesocarpo carnoso, endocarpo sottile o mancante
Baccario
Bacceto
Sincarpio
Sorosio
Sorosio
Drupa
mesocarpo carnoso, uno o più semi racchiusi in un endocarpo legnoso (nocciolo)
Drupario
Drupeto
Sorosio
Samara
pericarpo espanso a formare una o più ali contigue ed eccedenti il seme
Samario
Samareto
Achenio
indeiscente, con pericarpo contiguo all'unico seme
Achenario
Acheneto
Achenoso
Camara
indeiscente o tardivamente deiscente, coriaceo, con un solo carpello e semi liberi
Camario
Camareto
Achenoso
Follicolo
con un solo carpello deiscente dorsalmente o raramente ventralmente
Follicario
Folliceto
Follicono
Cocco
con un solo carpello deiscente lungo due suture
Coccario
Cocceto
Follicono
Lomento
con un solo carpello che si disarticola completamente in articoli contenenti i semi
Lomentario
Lomenteto

Antocarpi
frutti che derivano dal pericarpo con altre parti fiorali sviluppate dopo la fertilizzazione, utili per la disseminazione.
semplici
descrizione
schizocarpi
multipli
composti
Pomo
carnoso e indeiscente con calice o ipanzio allargati
Pomario
Pometo
Sicono
Trima
carnoso con calice o ipanzio allargati
Trimario
Trimeto
Trimoso
Diclesio
pericarpo indeiscente carnoso o secco ricoperto dal calice o ipanzio allargati
Diclesario
Dicleseto
Catoclesio
Ghianda
pericarpo sostenuto alla base da parti fiorali accresciute
Ghiandario
Ghiandeto
Ghiandoso
Cipsela
con pericarpo ornato con peli, setole o squame derivate dall'accrescimento dei sepali o petali
Antecio
pericarpo, derivante dal fiore di una spighetta uniflora, che a maturità, si disarticola dalle glume


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Chiave dei Frutti e Galleria fotografica
Ricavata dalla classificazione di
A Systematic Treatment of Fruits Types - Richard W. Spjut
-
descrizione
-
frutti
binomio e immagini

-
Frutti delle Angiosperme (Semi coperti)
1
Eucarpi
-
Frutti delle Gimnosperme (Semi nudi )
52

1
Frutti che derivano da un solo pistillo e sempre da un solo fiore
2
1
Frutti che derivano da un più di un pistillo, in uno o più fiori
4

2
Gineceo che non si divide in più frutti e i semi restano contenuti in una sola unità di dispersione composta da un carpello o da più carpelli uniti
3
2
Gineceo che a maturità si divide in frutticini, i semi sono contenuti in diverse unità di dispersione ciascuna costituita da un carpello
31

3
Semi che si disseminano dalla pianta uniti alle parti carpellari e non si disperdono attraverso suture, incisioni, o pori nel pericarpo
5
3
Semi che si disseminano dalla pianta non uniti alle parti carpellari e si disperdono attraverso suture, incisioni o pori
23

4
Frutti che derivano da più di un pistillo, ma da un solo fiore
38
4
Frutti che derivano da più di un pistillo di più fiori uniti
45


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Frutti semplici

5
Frutti che si sviluppano con parti accessorie del fiore (perianzio, ipanzio o brattee) accrescenti durante la maturazione. (Frutti coperti)
6
Angiocarpi
5
Frutti che si sviluppano senza parti accessorie la cui origine è esclusicamente carpellare. (Frutti nudi)
11

Angiocarpi
6
Antocarpo deiscente (Drupa deiscente)
Trima (Tryma)

Carya illinoensis
Trima: Carya illinoensis

Foto FlickrevoewR - Gnu gree Documentation license

6
Antocarpo indeiscenti
7

7
Pericarpo sostenuto alla base da parti del fiore accrescenti o avvolto da squame embriciate simili ad un arillo. (Noce da ovario infero monosperma)
Ghianda (Glans)

Quercus petraea
Ghianda: Quercus petraea

Foto Graziano Propetto

7
Pericarpo non sostenuto o avvolto da squame simili ad un arillo
8

8
Antocarpo secco
9
8
Antocarpo carnoso
10

9
Antocarpo incluso in una struttura rigonfia a sacco non aderente, che deriva da brattee modificate e concresciute
Pseudoantecio (Pseudoanthecium)

Carex vesicaria
Pseudoantecio: Carex vesicaria

Foto Franco Giordana

9
Antocarpo ricoperto interamente o parzialmente da parti fiorali accresciute alate, nervate o spinose, aderenti o non. Da ovario supero uniseminato
Diclesio (Diclesium)

Physalis alkekengi
Diclesio: Physalis alkekengi

Foto Patrizia Ferrari

9
Antocarpo alato al margine
Pseudosamara

Carpinus betulus
Pseudosamara: Carpinus betulus

Foto Silvano Radivo

9
Antocarpo con peli, setole, squame derivati dall'accrescimento dei sepali o dei petali, pericarpo duro non saldato al seme. (Achenio da ovario infero)
Cipsela (Cypsela)

Tussilago farfara
Cipsela: Tussilago farfara

Foto Giuliano Salvai


10
Semi immersi in una polpa carnosa senza endocarpo distinto
Acrosarco (Acrosarcum)

Opuntia ficus-indica
Acrosarco: Opuntia ficus-indica

Foto Silvano Radivo

10
Antocarpo con semi con testa rigonfia, proveniente da ovario infero
Balausta

Punica granatum
Balausta: Punica granatum

Foto Giuliano Salvai

10
Antocarpo con endocarpo membranoso circondato dal ricettacolo accresciuto proveniente da ovario infero, pluricarpellare plurisperma
Pomo (Pome)

Sorbus domestica
Pomo: Sorbus domestica

Foto Giuliano Salvai

10
Antocarpo con il solo pericarpo differenziato, manca l'endocarpo. È una drupa da ovario infero.
Pseudodrupa (Pseudodrupe)

Juglans regia
Pseudodrupa: Juglans regia

Foto Patrizia Ferrari


Gimnocarpi
11
Pericarpo internamente differenziato in un endocarpo indurito con uno o più noccioli che contengono uno o più semi
12
Frutti drupacei
11
Pericarpo non differenziato in endocarpo indurito, senza noccioli
13

Gimnocarpi drupacei
12
Mesocarpo carnoso, epicarpo non crostoso, nocciolo ben sviluppato. Da ovario supero unicarpellare
Drupa (Drupe)

Prunus spinosa
Drupa: Prunus spinosa

Foto Marinella Zepigi

12
Mesocarpo secco-fibroso,epicarpo secco crostoso o endocarpo coriaceo
Nuculanio (Nuculanium)

Prunus dulcis
Nuculanio: Prunus dulcis

Foto Attilio_Marzorati


13
Pericarpo con strozzature trasversali che a maturità si frazionano in articoli contenenti i semi
14
Frutti lomentacei
13
Pericarpo che non si fraziona a maturità in articoli contenenti i semi
15
Frutti semplici

Frutti lomentacei
14
Pericarpo che non si disarticola completamente lasciando il rivestimento marginale attaccato al peduncolo
Craspedio (Craspedium)

Albizzia julibrissin
Craspedio: Albizzia julibrissin

Foto Franco Rossi

14
Pericarpo con un solo carpello che si disarticola completamente
Lomento (Lomentum)

Coronilla scorpioides
Lomento: Coronilla scorpioides

Foto Renzo Salvo

14
Pericarpo con più di un carpello che si disarticola completamente
Bilomento (Bilomentum)

Raphanus raphanistrum
Bilomento: Raphanus raphanistrum

Foto Giuliano Salvai


Frutti semplici
15
Frutti semplici con pericarpo non differenziato dall'endocarpo
16
Secchi
15
Frutti semplici con pericarpo non differenziato dall'endocarpo
21
Carnosi

Frutti semplici secchi
16
Frutti con estensione membranosa a forma di ala, da ovario supero
Samara

Ulmus minor
Samara: Ulmus minor

Foto Franco Rossi

16
Frutti non alati
17

17
Semi fusi con la parete sottile del frutto, da ovario supero bi-tricarpellare
Cariosside (Caryopsis)

Triticum sp.
Cariosside: Triticum sp.

Foto Franco Rossi

17
Semi non fusi con la parete del frutto
18

18
Frutti rigonfi a forma di vescica facilmente schiacciabili, e semi liberi.
È un achenio con pericarpo tenue.
Utricolo (Utricle)

Poligala nicaensis
Utricolo: Poligala nicaensis

Foto Giuliano Salvai

18
Frutti non a forma di vescica
19

19
con un carpello coriaceo
20
19
con più carpelli, spesso, non facilmente schiacciabile, simile a noce
Carcerulo (Carcerulus)

Circaea luteiana
Carcerulo: Circaea luteiana

Foto Carlo Cibei


20
Frutti con pericarpo sottile contiguo(ma non fuso) al seme derivante da ovario supero uniloculare
Achenio (Achene)

Calendula arvensis
Achenio: Calendula arvensis

Foto Giuliano Salvai

20
Frutto con un carpello, leggermente carnoso o secco, indeiscente o tardivamente deiscente e con i semi liberi
Camara

Medicago orbicularis
Camara: Medicago orbicularis

Foto Giuliano Salvai


Frutti semplici carnosi
21
Frutti carnosi con esocarpo duro, resistente o coriaceo
22
21
Frutti carnosi con esocarpo sottile e delicato, da ovario supero
Bacca

Solanum elaeagnifolium
Bacca: Solanum elaeagnifolium

Foto Giuliano Campus

21
Frutti come sopra provenienti da ovario infero
Pseudobacca

Vaccinium myrtillus
Pseudobacca: Vaccinium myrtillus

Foto Giuliano Salvai


22
Epicarpo rigido e crostoso e internamente carnoso
Anfisarco (Amphisarcum)

Capparis spinosa
Anfisarco: Capparis spinosa

Foto Giuliano Salvai

22
Epicarpo duro e impermeabile talvolta legnoso, mesocarpo carnoso o succoso, endocarpo acquoso a maturità. Bacca da ovario infero, placentazione parietale
Peponide (Pepo)

Passiflora sp.
Peponide: Passiflora sp.

Foto Giuliano Salvai

22
Epicarpo colorato e glanduloso, mesocarpo spugnoso ed endocarpo diviso in setti con peli e cellule succose. E' una bacca modificata, placentazione assiale
Esperidio (Hesperidium)

Citrus sp.
Esperidio (Hesperidium): Citrus sp.

Foto Giuliano Salvai



Top 
Frutti rexocarpici
con semi che si disperdono attraverso suture, incisioni o pori senza parti carpellari

23
Frutti rexocarpici con un solo carpello
24
Frutti follicolari
23
Frutti rexocarpici con più di un carpello
26
Frutti capsulari

Frutti follicolari
24
Deiscenza con una sola sutura dorsale o ventrale da ovario supero unicarpellare
Follicolo (Follicle)

Consolida ajacis
Follicolo: Consolida ajacis

Foto Franco Rossi

24
Deiscenza con due suture
25

25
Frutti secchi, spesso legnosi con suture di diversa lunghezza
Cocco (Coccum)

Myristica fragrans
Cocco: Myristica fragrans

Foto Pubblico Dominio

25
Frutti non legnosi con due suture spesso di uguale lunghezza, da ovario supero unicarpellare
Legume

Spartium junceum
Legume: Spartium junceum

Foto Giuliano Salvai


Frutti capsulari
26
Con valve che si separano lungo le suture
27
Capsule regolari
26
Con suture o pori localizzati, o che si fratturano lungo crepe o che si rompono per l'accrescimento del seme
30
Capsule irregolari

27
Capsule che si aprono almeno per il 20% lungo le suture, senza columella con deiscenza completa
28
27
Capsule che si aprono per meno del 20% lungo le suture, o con reptum o columella persistenti, o altre parti interne alla capsula persistenti (endocarpo o parti placentali) con deiscenza incompleta
29

28
Che si apre lungo una sutura ventrale (margine dei carpelli)
Capsula setticida

Gentiana asclepiadea
Capsula setticida: Gentiana asclepiadea

Foto Marinella Zepigi

28
Che si apre lungo una sutura dorsale (nervature mediane dei carpelli)
Capsula loculicida

Allium carinatum
Capsula loculicida: Allium carinatum

Foto Giuliano Salvai


29
Che si apre solo in parte, all'apice attraverso un giro di denti, ovario supero
Capsula denticida

Silene lanuginosa
Capsula denticida: Silene lanuginosa

Foto Giuliano Salvai

29
Che si apre parzialmente lungo i margini o le nervature centrali dei carpelli, per rottura dei setti interni. Con la columella persistente
Capsula settifraga

Rhododendron ferrugineum
Capsula settifraga: Rhododendron ferrugineum

Foto Marinella Zepigi

29
Capsula con persistente columella che ha i semi attaccati
Polospermazio (Polospermatium)

Austrobuxus, Spondianthus
Polospermazio: Austrobuxus, Spondianthus

Foto

29
Deiscente per distacco e slittamento degli strati interni del pericarpo
Cerazio (Ceratium)

Papaver rhoeas
Cerazio: Papaver rhoeas

Foto Giuliano Salvai

29
Deiscente in due valve lungo la linea di sutura ai margini dei due carpelli saldati tra loro, con i semi attaccati al replo posto tra le due valve. Deiscenza placentifarga
Siliqua

Sinapis alba
Siliqua: Sinapis alba

Foto Attilio Marzorati

29
come la siliqua ma col frutto isodiametrico
Siliquetta (Silicle)

Biscutella apuana
Siliquetta: Biscutella apuana

Foto Giuliano Salvai


30
Deiscente per distacco di un coperchietto apicale (opercolo) o per un un poro che circonda i carpelli, Deiscenza circoncisa o opercolata
Pissidio ( Pixydium)

Eucalyptus sp.
Pissidio: Eucalyptus sp.

Foto Giuliano Salvai

30
Deiscente attraverso pori localizzati in ciascun carpello
Capsula poricida

Papaver sominiferum
Capsula poricida: Papaver somniferum

Foto Nino Messina

30
Deiscente per regolari fenditure lineari longitudinali o irregolari
Capsula fissuricida

Limodorum abortivum
Capsula fissuricida: Limodorum abortivum

Foto Giuliano Salvai

30
Capsule che si aprono con fenditure irregolari divergenti
Capsula foramicida

Cuscuta campestris
Capsula foramicida: Cuscuta campestris

Foto Nicola Ardenghi

30
Capsule che si frazionano per l'accrescimento dei semi
Glandispermidio (Glandispermidium)

Ophiopogon japonicus
Glandispermidio: Ophiopogon japonicus

Foto GNU Free Documentation License



Top 
Frutti schizocarpi
concresciuti nell'ovario, che si separano alla maturazione

31
Schizocarpi con parti accessorie
32
31
Schizocarpi senza parti accessorie
34

32
Con ricettacolo accrescente
Glandario (Glandarium)

Ochna serrulata
Glandario: Ochna serrulata

Foto GNU Free Documentation License

32
Con perianzio che partecipa alla fruttificazione
33

33
Frutticini che si sviluppano nel perianzio accrescente
Diclesario (Diclesarium)

Salazaria mexicana
Diclesario: Salazaria mexicana

Foto GNU Free Dicumentation Licence

33
Perianzio che si apre per disperdere i frutticini
Trimario (Trymarium)

Scutellaria hastifolia
Trimario: Scutellaria hastifolia

Foto Patrizia Ferrari


34
Monocarpi carnosi
35
34
Monocarpi secchi
36

35
Endocarpo evidente e frutticini a drupa
Drupario (Druparium)

Cneorum tricoccon
Drupario: Cneorum tricoccon

Foto Creative Commons Attribution

35
Endocarpo indistinto e frutticini a bacca con pericarpo carnoso
Baccario (Baccarium)

Phytolacca americana
Baccario: Phytolacca americana

Foto Giuliano Salvai


36
Monocarpi alati, con ali più lunghe dei semi
Samario

Ailanthus altissima
Samario: Ailanthus altissima

Foto Patrizia Ferrari

36
Monocarpi non alati
37

37
Monocarpi che si aprono lungo due suture
Coccario (Coccarium)

Ruta graveolens
Coccario: Ruta graveolens

Foto Giuliano Salvai

37
Monocarpi simili ai follicoli che si aprono lungo una sutura ventrale
Follicario (Folicarium)

Vincetoxicum hirundinaria
Follicario: Vincetoxicum hirundinaria

Foto Giuliano Salvai

37
Monocarpi uniseminati derivanti da carpelli biloculari con unico stilo comune, che si separano lungo i setti. Ogni mericarpo è la metà del carpello
Microbasario

Cynoglossum officinale
Microbasario: Cynoglossum officinale

Foto Franz Neidl

37
Mericarpi che si disarticolano tra le costrizioni dei semi
Lomentario (Lomentarium)

Alyxia ruscifolia
Lomentario: Alyxia ruscifolia

Foto Creative Commons Attribution

37
Monocarpi da ovario infero simili ad acheni che si separano da un asse centrale longitudinale (columella o carpoforo) deiscenti o indeiscenti che spesso rimangono attaccati all'asse a maturità
Polachenario (Polachenarium)

Tordilium apulum
Polachenario: Tordilium apulum

Foto Giuliano Salvai

37
Monocarpi costituiti da camare derivanti da altrettanti carpelli concresciuti nell'ovario infero e separatisi durante la maturazione, con semi liberi dal pericarpo, indeiscenti o tardivamente deiscenti
Camario (Camarium)

Althaea cannabina
Camario: Althaea cannabina

Foto Patrizia Ferrari

37
Monocarpi indeiscenti costituiti da acheni con pericarpo contiguo ai semi, da ovario bicarpellare
Achenario (Achenarium)

Galium aparine
Achenario: Galium aparine

Foto Franco Giordana



Top 
Frutti multipli o aggregati
con frutticini derivanti da più di un pistillo, ma da un singolo fiore

38
Frutti multipli con parti fiorali accessorie (Ipanzio, ricettacolo o perianzio allargati o divisi nel frutto)
39
Discocarpi
38
Frutti multipli senza parti fiorali accessorie
40
Etairionari

Frutti multipli discocarpi
39
Frutticini dispersi per divisione dell'ipanzio
Trimeto (Trymetum)

Peumus boldus
Trimeto: Peumus boldus

Foto Open Source

39
Frutticini coperti dal perianzio
Dicleseto (Diclesetum)

Coriaria myrtifolia
Dicleseto: Coriaria myrtifolia

Foto Pubblico dominio

39
Ricettacolo fruttifero maturo diviso in diverse cavità
Pomario (Pomarium)

Nelumbo nucifera
Pomario: Nelumbo nucifera

Foto Patrizia Ferrari

39
Ricettacolo fruttifero o ipanzio con una cavità. (Cinorrodonte della rosa)
Pometo (Pometum)

Cotoneaster horizontalis
Pometo: Cotoneaster horizontalis

Foto Franco Giordana

39
Ricettacolo fruttifero accrescente con vari acheni derivati ciascuno da un carpello
Glandeto (Conocarpo)

Fragaria vesca
Glandeto: Fragaria vesca

Foto Giuliano Salvai

39
Frutticini concrescenti
Sincarpio (Syncarpium)

Annona cherimola
Sincarpio (Syncarpium): Annona cherimola

Foto Hannes Grobe Creative commons


Frutti multipli etarionari
40
Deiscenti
41
40
Indeiscenti
42

41
Carpelli che si aprono lungo un sutura. Follicoli che restano liberi sopra un asse
Folliceto (Follicetum) (Polifollicolo)

Magnolia grandiflora
Folliceto (Polifollicolo): Magnolia grandiflora

Foto Franz Neidl

41
Carpelli che di aprono lungo due suture
Cocceto (Coccetum)

Tetracera scandens
Cocceto: Tetracera scandens

Foto Pubblico Dominio


42
Secchi
43
42
Carnosi
44

43
Apocarpi alati (Aggregato di samare)
Samareto (Samaretum)

Liriodendron tulipifera
Samareto: Liriodendron tulipifera

Foto Attilio Marzorati

43
Apocarpi con un solo seme, contigui al pericarpo (Aggregato di acheni)
Acheneto (Achenetum)(Poliachenio)

Ranunculus lanuginosus
Acheneto (Poliachenio): Ranunculus lanuginosus

Foto Giuseppe Trombetti

43
Apocarpi con più di un seme liberi dal pericarpo
Camareto (Camaretum)

Damasonium alisma
Camareto: Damasonium alisma

Foto Giuliano Campus

43
Apocarpi che si restringono tra un seme e l'altro
Lomenteto (Lomentetum)

Monanothotaxis

44
Semi racchiusi in un endocarpo solido (aggregato di piccole drupe)
Drupeto (Drupetum) (Polidrupa)

Rubus idaeus
Drupeto (Polidrupa): Rubus idaeus

Foto Giuliano Salvai

44
Semi in un sarcocarpo indifferenziato
Bacceto (Baccetum)

Asimina triloba
Bacceto: Asimina triloba

Foto Pubblico Dominio



Top 
Frutti composti o infruttescenze
derivati da più di un fiore

45
Frutticini in spighette di uno o più fiori (prevalentemente Poaceae)
46
Antecocarpi
45
Frutticini non racchiusi in spighette
47

47
Frutticini nascosti da parti accessorie del fiore
48
Criptocarpi
47
Frutticini solitamente scoperti che possono includere l'accrescimento del perianzio
49
Fenocarpi

Frutti composti anterocarpi
46
Frutti derivanti da una spighetta uniflora che si disarticola sempre sopra le glume
Antecio (Anthecium)

Calamagrostis arundinacea
Antecio: Calamagrostis arundinacea

Foto Enrico Romani

46
Frutti derivati da una spighetta con glume, o con più di un fiore che si disarticola sopra o sotto le glume
Anteceto (Anthecetum)

Alopecurus pratensis
Anteceto: Alopecurus pratensis

Foto Gianluca Nicolella

46
Disarticolazione che si verifica in molti posti lungo il rachide con le glume che restano attaccate al peduncolo od anche tra i frutticini
Antecario (Anthecarium)

Eragrostis tectorum
46
Spighette concrescenti
Antecoso (Anthecosum)

Cenchrus incertus
Antecoso: Cenchrus incertus

Foto Giuliano Salvai

46
Pericarpo deiscente
Anteceto follicolare

Eleusine tristachya
Anteceto follicolare: Eleusine tristachya

Foto

46
Infiorescenza che si disarticola lungo il rachide ai nodi del pedicello
Polianteceto (Polyanthecetum)

Phalaris canariensis
Polianteceto: Phalaris canariensis

Foto Attilio Marzorati

46
Pericarpo inserito in un asse che si frantuma a maturità
Racario (Racharium)

Elymus repens
Racario: Elymus repens

Foto Franco Giordana

46
Infiorescenza che si disarticola alla sua base
Infrutto (Infructum)

Aegilops geniculata
Infrutto: Aegilops geniculata

Foto Pubblico Dominio

46
Infiorescenza si scinde lungo diverse parti della pianta
Infruttario (Infructarium)

Munroa squarrosa
Infruttario: Munroa squarrosa

Foto Pubblico Dominio

46
Infiorescenza protetta da brattee fogliacee che rimangono nell'infruttescenza per la dispersione anemocora
Pseudosamaroso

Tilia cordata
Pseudosamaroso: Tilia cordata

Foto Graziano Propetto


Frutti composti criptocarpi
48
Frutticini racchiusi nel ricettacolo o nel peduncolo
Sicono (Syconium)

Ficus carica
Sicono: Ficus carica

Foto Franco Giordana

48
Frutticini coperti da foglie, brattee o perianzio
Catoclesio (Catoclesium)

Xanthium orientale
Catoclesio: Xanthium orientale

Foto Giuliano Salvai

48
Frutticini dispersi con l'apertura del ricettacolo o brattee (riccio, faggiola)
Trimoso (Trymosum)

Castanea sativa
Trimoso: Castanea sativa

Foto Attilio Marzorati

48
Frutticini che si disperdono con una brattea deiscente da una struttura a cono
Trimocono (Trymoconum)

Casuarina equisetifolia
Trimocono: Casuarina equisetifolia

Foto GNU Free Documentation License

48
Frutticini in una struttura a cono indeiscente con scaglie a volte decidue
Achenocono (Anthenoconum)

Humulus lupulus
Achenocono: Humulus lupulus

Foto Giuliano Salvai


Frutti composti fenocarpi
49
Indeiscenti
50
49
Deiscenti
51

50
Frutticini unicarpellari
Follicono (Folliconum)

Banksia prionotes
Follicono: Banksia prionotes

Foto Pubblico Dominio

50
Frutticini con più di un carpello
Capsicono (Capsiconum)

Salix breviserrata
Capsicono: Salix breviserrata

Foto Daniela Longo


51
Frutticini su una base allargata (peduncolo o ricettacolo carnosi)
Glandoso (Glandosum)

Procris
51
Con due frutticini parzialmente fusi
Bibacca

Lonicera alpigena
Bibacca: Lonicera alpigena

Foto Patrizia Ferrari

51
Con più di due frutticini secchi
Achenoso (Achenosum)

Platanus orientalis
Achenoso: Platanus orientalis

Foto Franco Giordana

51
Con più di due frutticini carnosi concresciuti, con peduncolo comune
Soroso (Sorosum)

Morus nigra
Soroso: Morus nigra

Foto Giuliano Taverniti



Top 
Frutti spermatocarpi
Pseudofrutti delle Gimnosperme

52
Seme senza bratte o scaglie,tegumenti drupacei carnosi all'esterno e legnosi all'interno
Spermidio (Spermidium)

Gingko biloba
Spermidio: Gingko_biloba

Foto Patrizia Ferrari

52
Seme ricoperti da arillo
Arillocarpo (Arillocarpium)

Taxus baccata
Arillocarpo: Taxus baccata

Foto Patrizia Ferrari

52
Seme in un ricettacolo rigonfio
Epispermazio (Epispermatium)

Podocarpus macrophyllus
Epispermazio: Podocarpus macrophyllus

Foto GNU Free Documentation License

52
Semi ricoperti da brattee o scaglie carnose
Arcesthida

Juniperus phoenicea
Arcesthida: Juniperus phoenicea

Foto Patrizia Ferrari

52
Scaglie e bratte seminali fuse
Galbulo (Galbulus)

Platycladus orientalis
Galbulo: Platycladus orientalis

Foto Patrizia Ferrari

52
Semi su sporofilli a frange, lassamente aggregati alla fine dei getti
Strobilo (Strobilus)

Cycas rumphii
Strobilo: Cycas rumphii

Foto GNU Free Documentation License

52
Semi su sporofilli a scaglie in una struttura cilindrica (cono)
Cono semplice (Simple cone)

Dioon edule
Cono semplice: Dioon edule

Foto Creative Commons Attribution

52
Semi scagliosi protetti da brattee distinte
Cono composto (Compound cone)

Pinus pinaster
Cono composto: Pinus pinaster

Foto Giuliano Salvai




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e dei numerosi autori indicati in calce ad ogni fotografia tutti  iscritti al gruppo botanico di Acta plantarum oltre ad alcune di pubblico dominio.
Per problemi o domande su queste pagine Web contattare il Forum info@actaplantarum.org
Ultimo aggiornamento: 30-05-2011.



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