La comparsa del seme nella storia evolutiva delle piante ha segnato il momento determinante per la diffusione delle Spermatofite, in tutti gli ambienti della terra.
Infatti le Spermatofite (= piante che producono semi) sono le sole in cui la riproduzione sessuale ha come risultato la produzione del seme, cioè quella struttura che si forma sulla pianta madre, dove cresce, matura e infine da essa si distacca per dar vita a una nuova pianta. Il seme deriva dalla fecondazione dell'ovulo e rappresenta un nuovo organismo geneticamente diverso da entrambi i genitori, ma dei quali conserva il 50% del loro patrimonio genetico, casualmente ricombinato, che gli consente una maggior variabilità e quindi un migliore, seppur graduale, adattamento ai cambiamenti dell'ambiente.
Le dimensioni e le forme dei semi sono variabilissime, esistono semi come quelli delle orchidee che sono appena visibili a occhio nudo (in un grammo se ne possono contare fino a 1.250.000), e semi giganteschi come quello contenuto nei frutto della Lodoicea seychellearum, la palma delle Seychelles che può pesare fino a 20 kg (conosciuto volgarmente col nome di "culo di negra", per la sua curiosa forma).
I colori più frequenti dei semi sono il nero e marrone (50%) mentre il rosso, il giallo e il bianco (meno frequenti) hanno funzione attrattiva per gli animali (dispersione endozoocora). La loro superficie può essere liscia o variamente rugosa.
Una caratteristica strategicamente molto importante è la longevità dei semi che possono rimanere vitali anche per lunghi periodi se in condizioni ambientali sfavorevoli alla germinazione, grazie allo stato di latenza dell'embrione (semi di Ricinus communis sono stati trovati in tombe egiziane risalenti al 4000 a.C.).

Compongono il seme:
Embrione, che rappresenta la futura pianta derivata dallo sviluppo dello zigote, cioè dalla cellula che si origina dalla fecondazione.
In esso sono riconoscibili una radichetta (o radicula) che è il primordio dell'apparato radicale, una piumetta (o plumula) che è l'apice del futuro fusto, cioè il meristema caulinare apicale, una (Monocotiledoni), due (Dicotiledoni) o numerose (Gimnosperme) foglie embrionali o cotiledoni con funzione di accumulo di sostanze di riserva necessarie per la germinazione del seme.
Tra la radichetta e l'inserzione dei cotiledoni è posto l'ipocotile, che è la parte assile del futuro fusto, mentre tra i cotiledoni e le prime vere foglie (se esistono) e posto l'epicotile che costituisce il primo internodo del fusto.
Nell'embrione delle Poaceae (Angiosperme Monocotiledoni) sono presenti: un cotiledone modificato, lo scutello che lo collega col frutto (la cariosside) e il coleottile che è la prima foglia apicale del fusto, che ha forma cilindrica, cava ed avvolge e protegge il germoglio.
Episperma o spermoderma derivato dai tegumenti dell'ovulo (primina e secondina) è il tessuto che avvolge l'endosperma e l'embrione, proteggendoli dagli agenti atmosferici evitando il disseccamento o limbibimento di acqua o di altre sostanze e che partecipa al controllo della germinazione garantendo la dormienza con sostanze inibitrici della germinazione.
La superficie dell'episperma, che può essere liscia o variamente rugosa, legnosa o delicata, è formata di norma da due involucri: tegmen (interno) e testa (esterno).
In alcune piante la superficie esterna (testa) diventa legnosa (mandorlo, pesco, ecc.), in altre carnosa (melograno) e in altre spugnosa o rivestita di peli (cotone). Il tegmen è formato da una membrana sottile e delicata. Nelle Poaceae l'episperma è fuso con i tessuti dell'ovario ed è intimamente connesso al frutto (cariosside).
Generalmente nel seme è visibile l' Ilo che è una piccola cicatrice nel punto di contatto dell'ovulo con la placenta, e a volte il chilario che si presenta come un poro ed è il residuo del micropilo (l'apertura dalla quale il tubetto pollinico è entrato nell'ovulo), nei semi che derivano da ovuli anatropi (che hanno il funicolo aderente al tegumento) è visibile una sorta di cresta laterale detta rafe.
Appendici seminali - Talvolta l'episperma (testa) si modifica per agevolare la dispersione producendo appendici anemofile (peli, tomenti ed ali) o aggrappanti (uncini, creste e verruche). In altri casi sono i tessuti dell'ovulo a produrre organi accessori denominati formazioni arillari che, oltre a svolgere funzioni di riserva, sono utili per la dispersione e per la germinazione, così è per
Il seme si sviluppa tipicamente in 3 fasi:
Disegno di Giovanni Dose
I semi ortodossi, dopo la fase della disidratazione, sono quiescenti, arrestano cioè il loro sviluppo in attesa che si verifichino le condizioni esterne (luce, acqua, temperatura e ossigeno) ideali per germinare, ma spesso queste condizioni pur necessarie, non sono sufficienti a permettere la germinazione, e il seme resta in dormienza attendendo il momento più adatto per far nascere la piantina nella stagione più propizia per svilupparsi.
Questa strategia viene adottata nelle zone dove le variazioni stagionali sono più marcate, dove il seme cercherà di "prevedere" l'andamento stagionale e i suoi tempi, per non mandare a sicura morte la futura piantina. Così ad esempio un seme disperso dal frutto all'inizio dell'autunno trovando in quel mese le condizioni ideali di temperatura (optimum termico) e umidità, dovrebbe essere in grado di germinare, ma non lo farà se è dotato di una dormienza embrionaria eliminabile dal freddo e anche se le basse temperature invernali rimovessero la dormienza già a metà inverno, il seme non sarebbe ancora in grado di germinare perché in quel periodo ben difficilmente la temperatura potrà raggiungere l'optimum termico necessario. Il seme quindi tornerà dormiente (dormienza secondaria)e germinerà solo in primavera.
La quiescenza, cioè la capacità del seme di restare vitale anche dopo lunghi periodi, in presenza di condizioni sfavorevoli e di reagire prontamente al mutare di queste, e la dormienza che limita questa capacità per rimandarla nei tempi più "ragionevolmente" propizi, sono mezzi del seme estremamente efficaci per assicurare la propagazione della specie.
Cosi ad esempio alcune leguminose con tegumenti seminali particolarmente resistenti, ma con resistenza variabile da seme a seme, possono restare dormienti per diversi anni (dormienza tegumentale) e soltanto alcuni che sono riusciti a vincere la resistenza del tegumento, germoglieranno nella stagione favorevole, mentre gli altri resteranno dormienti costituendo in tal modo la riserva per gli anni successivi, molto utile se qualche particolare evento sfavorevole, inibisse qualcuno dei complicati processi che portano alla nascita di nuovi semi.
La germinazione è il processo in cui il seme si risveglia dallo stato quiescente, si manifesta quando l'embrione ritorna alla vita metabolica attiva e comincia a sviluppare la nuova plantula e termina quando questa è in grado di iniziare l'attività fotosintetica necessaria al proprio fabbisogno di carboidrati.
La germinazione e la dormienza sono influenzate e determinate da diversi fattori:
Ma anche altri fattori concorrono ad agevolare la germinazione, permettendo all'embrione in via di sviluppo di fuoriuscire dal tegumento particolarmente tenace e impermeabile, così gli
È il processo naturale che permette la dispersione dei semi, facilitando l'occupazione di nuovi territori alla ricerca di condizioni ambientali più favorevoli, diminuendo la concorrenza tra le plantule. A questo scopo le piante fruiscono di uno, nessuno o più agenti di dispersione (policoria) e in conseguenza di ciò si parla di
» Acta Plantarum - un progetto "open source" per lo studio della flora italiana