Acacia dealbata Link - Mimosa

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Acacia dealbata Link - Mimosa

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Acacia dealbata Link
Enum. Hort. Berol. Alt. 2: 445 (1822)

Acacia decurrens Willd. V dealbata (Link) F.Muell. ex Maiden, Acacia decurrens Willd. V dealbata (Link) Maiden, isonym, Racosperma dealbatum (Link) Pedley

Fabaceae

Mimosa, Acacia giallastra, Mimosa giallastra, Gaggia giallastra, Deutsch: Silber-Akazie
English: Silver wattle
Español: Mimosa común
Français: Mimosa blanchâtre, mimosa d'hiver, mimosa argenté


Forma Biologica: P scap - Fanerofite arboree. Piante legnose con portamento arboreo.

Descrizione: Arbusto o albero diffuso che può raggiungere anche i 30 m di altezza, con corteccia di colore grigio, bruno-grigiastro, marrone o marrone scuro, liscia nei giovani esemplari, profondamente fessurata in esemplari più vecchii e con rami arrotondati o leggermente spigolosi verso le punte, finemente pubescenti, di colore glauco o biancastro, pruinosi.
Foglie alterne, bipennate, lunghe (3–) 5–12 (–17) cm, con picciolo corto e peloso lungo da 1 a 15 mm, da poco a molto glauche, formate da 10-30 coppie di assi fogliari secondari, con una ghiandola alla giunzione di ciascuna delle coppie e formati da parecchie decine di foglioline su due linee opposte, superiormente glabre, pubescenti sui margini e sulla superficie inferiore, lunghe 1,5–5 (–6) mm.
Infiorescenza composta ampiamente ramificata formata da numerosi capolini distribuiti lassamente sui rami dell'infiorescenza.
Capolini globosi di diametro inferiore a 1 cm, composti 22-42 fiori.
Fiori 5-meri, intensamente gialli e fortemente profumati.
Legume allungato e leggermente appiattito lungo fino a 11,5 cm e largo 6-14 mm, dritto o leggermente curvo, glauco e pruinoso da giovane, di colore bruno-grigiastro o bruno-violaceo a maturazione.
Semi lunghi circa 4 mm con piccolo arillo.

Tipo corologico: Australia - Australia.

Distribuzione: Originaria dell'Australia sud orientale, è ampiamente naturalizzata in Asia, Europa, Africa e America, in Nuova Zelanda e in altri settori australiani, spesso con caratteristiche di invasività. E' considerata fortemente invasiva in Sud Africa, Portogallo e Cile e recentemente anche in Italia (Liguria e Toscana).
Una serie di fattori contribuiscono a rendere questa specie invasiva, in particolare sembra che sia particolarmente favorita da precipitazioni medie (750-1250 mm all'anno), dalla diffusione di cultivar particolarmente tenaci e che producono grandi quantità di semi, da eventi periodici di incendi e dall'assenza di patogeni fungini e da predatori invertebrati presenti nei luoghi d'origine.

Habitat: Nei luoghi di origine cresce in boschi aperti, foreste secche e umide ad altitudini che vanno solitamente dai 350 ai 1000 metri. Spesso cresce in profondi calanchi, sui pendii, sugli altipiani, sugli argini dei torrenti e vicino ai margini delle paludi.
In Nuova Zelanda cresce in luoghi abbandonati e lungo letti di fiumi asciutti, in Sud Africa invade praterie, bordi stradali e corsi d'acqua, e in California cresce in siti disturbati e lungo bordi stradali.

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Sistematica e possibili confusioni: Nel genere Acacia sono allo stato attuale comprese 1082 specie, di cui 1073 sono per lo più endemiche dell'Australia continentale, la Tasmania e le isole vicine; circa 20 taxa si trovano come autoctone al di fuori dell'Australia, nel sud-est asiatico e nelle isole del Pacifico; 1 sola specie è originaria delle Isole Mascarene nell'Oceano Indiano.

Fino a non molti anni fa erano inclusi nel genere Acacia numerosi taxa dell'emisfero australe con caratteristiche morfologiche non dissimili. Recenti studi hanno dimostrato che tale inclusione creava un genere polifiletico. Il genere è stato così suddiviso in 5 generi monofiletici: Acacia (ma originariamente Racosperma), Acaciella, Vacchellia, Senegallia e Mariosousa. Poiché il tipo dell'originario genere Acacia appartiene ora al genere Vacchellia ma la maggior parte delle specie appartengono al genere a cui era stato attribuito il nome di Racosperma, durante l'International Botanical Congress (IBC) tenutosi a Vienna nel 2005 fu deciso di ritenere il nome Acacia per il gruppo monofiletico più numeroso ritipificando il genere.

Acacia dealbata può essere confusa con molte altre specie nei luoghi d'origine; rispetto alle specie presenti in Italia può essere confusa con Acacia mearnsii De Wild.. Quest'ultima ha rami giovani non pruinosi ma giallastri, foglie verde scuro con un numero maggiore di ghiandole, foglioline più piccole (1-3,5 mm di lunghezza), fiori disposti in racemi o pannocchie con fiori di colore giallo pallido o crema e baccelli relativamente grandi (30-150 mm di lunghezza e 4-8 mm di larghezza).

Si veda anche la chiave delle specie del genere Acacia presenti nella checklist della flora italiana al termine di questa scheda.

Tassonomia filogenetica

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Etimologia: Acacia: dal nome greco ακακια acacía (raddoppiamento di ακέ ακις acé acís ago, punta, spina) con cui Teofrasto e Dioscoride indicavano una specie di Acacia egiziana
dealbata: (Acacia, Agave, Asclepias, Arnica, Gnaphalium, Centaurea, Montitega, Whitneya - Clitocybe, Collybia, Graphis, Pertusaria, Xylaria, Agaricus, Marasmius ) da deálbo imbiancare: per l’aspetto polveroso e biancastro

Proprietà ed utilizzi:
Le specie del genere Acacia sono ampiamente coltivate per la produzione di legname, di tannino e di oli essenziali; vengono inoltre ampiamente utilizzate a scopo ornamentale e per i fiori recisi. Molti taxa sono naturalizzati, spesso considerati invasivi.

Gli aborigeni australiani nel corso di migliaia di anni hanno sviluppato una conoscenza dettagliata delle acacie e le hanno utilizzate come cibo e medicine, per fabbricare utensili, armi e strumenti musicali, come legna da ardere e per produrre colle, spago, tinture, sandali e ornamenti. Il boomerang è costruito in legno di Acacia.

Acacia dealbata Link. è usata commercialmente per la produzione di pasta da carta.
I fiori, ricchi di polline e la gomma commestibile che trasuda dal tronco vengono utilizzati a scopo alimentare in ricette del cosiddetto "bushfood", che recupera le tradizioni alimentari aborigene. Dai fiori si ottiene un colorante giallo e dai baccelli si ottiene un colorante verde.
Ma l'uso primario è la coltivazione per la produzione di fiori recisi, la famosa "mimosa" legata alla Festa delle donne.
Nel sud della Francia viene prodotto olio dai fiori di A. dealbata e A. farnesiana usato come fissativo e agente di miscelazione nella produzione di profumi di alta qualità.

Note e Curiosità: Sono state sviluppate diverse cultivar che differiscono dalla descrizione qui fornita: La più famosa è una forma prostrata che copre il terreno chiamata Acacia dealbata 'Kambah Karpet'. Esiste anche una varietà con rami piangenti che a volte è chiamata Acacia dealbata var. pendula.

Principali Fonti
WATTLE, Acacias of Australia. Disponibile on line (data di consultazione: 02/02/2023). https://apps.lucidcentral.org/wattle/te ... index.html,
Weeds of Australia. Disponibile on line (data di consultazione: 02/02/2023). https://keyserver.lucidcentral.org/weed ... /index.htm
Flora of Australia. Australian Biological Resources Study, Canberra. Disponibile on line (data di consultazione: 02/02/2023). https://profiles.ala.org.au/opus/foa
Orchard A.E.& Wilson A.J.G.(eds.) (2001). Flora of Australia, Volume 11A & 11B (set) - Mimosaceae - Acacia part 1 & 2.Australian Biological Resources Study, Canberra.
POWO. Disponibile on line (data di consultazione: 03/02/2023). https://powo.science.kew.org/taxon/470130-1
Pignatti S. (2017) Flora d'Italia, II ed.. Edagricole, Bologna
Galasso G. & al. (2018) An updated checklist of the vascular flora alien to Italy. Plant Biosystems 152(3): 556-592


Scheda realizzata da Daniela Longo

Quella che segue è una chiave delle specie attualmente presenti nella checklist italiana (anche segnalate per errore), parzialmente tratta da Pignatti (2017) e da Flora of Australia (2001). I caratteri proposti non si riducono a quelli strettamente indispensabili per distinguere ciascuna specie da quella più simile ma includono molti se non tutti i caratteri diacritici della chiave australiana con l'intenzione di creare eventualmente dei dubbi nel caso di un ritrovamento che presenti caratteri diversi e che potrebbe rappresentare il ritrovamento di altra specie, spontaneizzata o coltivata.

ACACIA Mill. - Acacia; mimosa; gaggìa
1 Foglie alla fioritura bipennate
  • 2 Arbusti caducifogli con spine stipolari; foglie con 2-8 paia di divisioni di prim'ordine cfr. Vacchellia sp.
  • 2 Alberi sempreverdi senza spine; foglie con 8-20 paia di divisioni e segmenti di larghezza inferiore a 2mm; ghiandole presenti; infiorescenze in racemi allungati o panicolati
    • 3 Getti giovani con tomento biancastro; ghiandole interasse assenti; foglie grigio-verdi superiormente; picciolo con ghiandola apicale; divisioni con 20-50 paia di segmenti di 3-4 mm A. dealbata
    • 3 Getti giovani con tomento giallastro; rami distintamente pelosi; ghiandole interasse presenti; foglie verde scuro e lucide superiormente, concolori o leggermente più chiare inferiormente; picciolo non appiattito; divisioni con 25–78 paia di segmenti di 2 mm distintamente pelose; fiori da giallo a crema A. mearnsii
1 Foglie alla fioritura sostituite da fillodi appiattiti
  • 4 Fiori in spighe ascellari cilindriche, almeno 1,5 volte più lunghe che larghe; fillodi multinervi, inermi, larghi più di 10 mm, più lunghi che larghi, mai resinosi, singoli ad ogni nodo, con numerosi nervi minori anastomizzati paralleli; fiori 4-meri di colore giallo più o meno brillante con ricettacolo glabro A. longifolia
  • 4 Fiori in capolini; rami angolati ma non alati
    • 5 Fillodi con 3-4 nervi longitudinali, inermi
      • 6 Fillodi reticolati tra i nervi principali longitudinali che non arrivano al margine, con ghiandole sul margine superiore e senza ghiandole sullo sperone ; infiorescenze elongate, ascellari o terminali non incluse in brattee embricate; sepali uniti almeno per ¼ della lunghezza; arilli presenti; capolini con 30-75 fiori con peduncoli glabri; getti giovani pubescenti ma non pruinosi; legume largo 3,5-8 mm A. melanoxylon
      • 6 Fillodi non reticolati tra i nervi principali longitudinali larghi più di 3 mm senza ghiandole; infiorescenze racemose biflore con peduncoli glabri; capolini con 60-75 fiori; fiori 5-meri; arillo rosso o arancione che circonda il seme A. cyclops
    • 5 Fillodi 1-nervi inermi; infiorescenza in racemi ascellari di 3 mm o più
      • 7 Fillodi non più lunghi di 3,5 cm; getti giovani completamente glabri; racemi senza brattee alla base; capolini con più di 12 fiori; fiori 5-meri; semi arillati
        • 8 Getti giovani pruinosi; fillodi ellittici o obovati lunghi 15 mm o più con rapporto lunghezza: larghezza =2-4; infiorescenza per lo più semplice; sepali liberi; arillo che circonda da ½ a completamente il seme A. meisneri
        • 8 Fillodi asimmetrici con margine inferiore più o meno dritto e superiore arrotondato e ghiandole prominenti; piccioli e assi dei racemi glabri o con peli bianchi sparsi; sepali uniti almeno per ¼; capolini globosi o obovoidi con molti fiori; arillo che non circonda il seme; legume largo 5-11 mm A cultriformis
      • 7 Fillodi tutti o in parte > 3,5 cm; fiori 5-meri
        • 9 Fillodi appiattiti verticalmente con ghiandole sul margine superiore lunghi 7-25 cm e larghi da 5 a 20 mm o più, glabri; racemi racchiusi da giovani da una serie di brattee embricate, normalmente caduche; sepali uniti con calice troncato; arillo presente bianco; legume coriaceo; capolini con 25-78 fiori; cespugli o alberi di più di 1 m A saligna
        • 9 Fillodi più larghi di 5 mm glabri o con pelosità appressata, confinata alla base o sui margini, con rapporto lunghezza: larghezza > 2,5; racemi senza brattee o con una singola piccola brattea; piccioli singoli per ogni nodo e alternati lungo l’asse del racemo completamente glabri; sepali uniti per ¼ o più; arillo presente; semi longitudinali nel legume largo 4-7 mm
          • 10 Fillodi falcati, attenuati alla base; piccioli robusti; arillo non circondante il seme. A. pycnantha
          • 10 Fillodi acuti o acuminati lunghi 7-22cm (normalmente con rapporto lunghezza: larghezza > 10); capolini gialli; arillo che circonda 1/2 o interamente il seme
            • 11 Getti giovani pruinosi; fillodi poco abbondanti sui rami e larghi fino a 2 cm; capolini con 30-50 fiori da giallo pallido a dorati A.provincialis
            • 11 Getti giovani non pruinosi; fillodi abbondanti larghi 3-12 (16) mm, acuminati e spesso uncinati; capolini con 18-30 fiori da giallo pallido a crema A. retinodes
... vediamo un po’ come fiorisci,
come ti apri, di che colore hai i petali,
quanti pistilli hai, che trucchi usi
per spargere il tuo polline e ripeterti,
se hai fioritura languida o violenta,
che portamento prendi, dove inclini,
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Genova (GE), feb 2017
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Esemplare coltivato
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Re: Acacia dealbata Link - Mimosa

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Fabaceae: Mimosa, Acacia giallastra, Mimosa giallastra, Gaggia giallastra
Punta Mesco, Levanto (SP), gen 2009
Foto di Daniela Longo


Esemplare in coltivo abbandonato
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Acacia dealbata Link
Fabaceae: Mimosa, Acacia giallastra, Mimosa giallastra, Gaggia giallastra
Pian delle Monache, Genova (GE), ott 2008
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Esemplare spontaneo
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Re: Acacia dealbata Link - Mimosa

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Fabaceae: Mimosa, Acacia giallastra, Mimosa giallastra, Gaggia giallastra
Arenzano (GE), feb 2008
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Esemplare spontaneo
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Parco di Portofino, Camogli (GE), dic 2007
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Framura (SP), feb 2008
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Esemplare spontaneo in ambiente antropizzato
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Re: Acacia dealbata Link - Mimosa

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Varazze (SV), 50 m, set 2011
Foto di Nino Cardinali
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