Carex atrofusca Schkuhr - Carice rosso-nerastra

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Carex atrofusca Schkuhr - Carice rosso-nerastra

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Carex atrofusca Schkuhr
Beschr. Riedgräs.: 106 (1801)


Cyperaceae

Carice rosso-nerastra, Deutsch: Schwarzrote Segge
English: Dark brown sedge, scorched alpine sedge
Français: Laîche brun-noirâtre, laîche noir-brunâtre


Forma Biologica: G rhiz - Geofite rizomatose. Piante con un particolare fusto sotterraneo, detto rizoma, che ogni anno emette radici e fusti avventizi.

Descrizione: Pianta erbacea perenne alta 10-20 (30) cm, cespitosa con corti rizomi.
Fusto trigono, liscio.
Foglie rigide ± piane o leggermente carenate, larghe 1,3-4 mm, lunghe circa la metà del fusto, quelle cauline si restringono improvvisamente in una punta corta e trigona, di colore verde o raramente glauche.
Guaine basali pallide con venature verdi, poi diventano giallo-bruno pallido e scompaiono rapidamente, con apice concavo.
Ligula 2-2,5 mm, da arrotondata a ottusa.
Brattea fogliare inferiore guainante, più corta dell'infiorescenza.
Infiorescenza unilaterale pendula, lunga 3-6 cm, formata da 1 spiga maschile e 2-4 spighe femminili.
Spiga maschile lunga 0,5-1 cm, nerastra, talvolta con pochi fiori femminili; gluma di circa 3,5 mm, ovato-ellittica di colore rosso-bruno scuro con nervatura centrale verde o chiara, apice da acuto ad acuminato.
Spighe femminili da sferiche a ovoidali lunghe 0,5-1,5 cm, nere, con lunghi peduncoli penduli di 0,5-2 cm; glume di circa 3 mm, ellittiche, di colore viola o rosso nerastro con nervatura centrale chiara e sottile, spesso indistinta.
Stimmi: 3
I frutti sono pseudanteci (otricelli) di 4-5 mm, strettamente obovati o ellittici, finemente e densamente papillosi, di colore viola nero, con becco conico lungo 0,3-0,7 mm.
Acheni ± ellittici, trigoni.

Tipo corologico: Circum-Artico-Alp. - Zone artiche dell'Eurasia e Nordamerica e alte montagne della zona temperata.

Habitat: Torrenti glaciali.

Immagine


Sistematica e possibili confusioni: Simile a: Carex frigida All. (vedi scheda) che si differenzia per le spighe femminili più lunghe (1,5-3 cm) e gli otricelli più lunghi (6-7 mm), glabri, con becco lungo.

Il periodo migliore per l'identificazione delle Carex non è la fioritura (generalmente precoce), ma la fruttificazione. Di particolare importanza sono gli otricelli, gli stimmi e l'apparato radicale; in mancanza di questi caratteri è quasi impossibile identificarle con sicurezza, anche l'habitat può aiutare nel riconoscimento della specie.
Occorre fare attenzione al numero degli stimmi, può accadere che uno degli stimmi sia nascosto dall'otricello oppure si sia staccato e perduto durante la dissecazione, quindi per una corretta identificazione è sempre meglio esaminare parecchi fiori.

Tassonomia filogenetica

Immagine


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Etimologia: Il nome del genere dal nome classico latino cārex, caricis carice (in Virgilio, Georg. 3.231). L’etimologia del nome è ignota, tra le diverse ipotesi la più convincente è che derivi dal greco κείρω keíro io taglio, in riferimento al bordo tagliente delle foglie; il nome specifico da ater oscuro e da fuscus fosco, bruno, nerastro: per il colore delle squame:

Proprietà ed utilizzi:
Nonostante il genere Carex sia così diffuso e numeroso, non si conoscono utilizzi a scopo alimentare e farmaceutico per nessuna specie.

Note e Curiosità: Il genere Carex  è il più vasto della famiglia delle Cyperaceae, comprende circa 2000 specie distribuite su tutto il globo, prevalentemente in regioni umide, temperate o fredde, dove spesso costituiscono la vegetazione predominante (Cariceti) ma si adattatano anche ai pendii sassosi d’alta quota. Ai margini degli specchi d'acqua interni tendono a invadere stagni e laghi formando zone acquitrinose, poi terreni paludosi, infine pseudo-praterie che gradatamente si interrano. Sono tutte piante perenni, con fusti semplici spesso a sezione triangolare.
Benché le specie del genere appaiano macroscopicamente simili alle Poaceae, queste ultime possiedono due glume per ogni spighetta uni o multiflora e un perigonio formato da 2 tepali (lemma e palea) per ciascun fiore; i fiori sono tutti ermafroditi.
Tutte le specie di Carex hanno invece fiori unisessuali e sono spesso, ma non sempre, monoiche (entrambi i sessi sulla stessa pianta ma in fiori distinti); il perigonio è del tutto assente; una brattea erbacea (gluma) sottende ogni fiore; i fiori maschili sono ridotti a 1 (3) stami e i fiori femminili a 3 (2) carpelli formanti un ovario uniloculare.

Principali Fonti
Pignatti S. (2017) Flora d'Italia, II ed.. Edagricole, Bologna
Hamon D. (2022) - Carex de France. Biotope Edition
Index Plantarum Flora Italicae - Indice dei nomi delle specie botaniche presenti in Italia.


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Re: Carex atrofusca Schkuhr - Carice rosso-nerastra

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Re: Carex atrofusca Schkuhr - Carice rosso-nerastra

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Re: Carex atrofusca Schkuhr - Carice rosso-nerastra

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