Carex buxbaumii Wahlenb. - Carice di Buxbaum

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Carex buxbaumii Wahlenb. - Carice di Buxbaum

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Carex buxbaumii Wahlenb.
in Kongl. Vetensk. Acad. Nya Handl., nov. Ser. 24: 163 (1803)

Carex polygama Schkuhr

Cyperaceae

Carice di Buxbaum, Deutsch: Buxbaums Segge
English: Buxbaum's sedge
Español: Juncia de Buxbaum
Français: Laîche de Buxbaum


Forma Biologica: G rhiz - Geofite rizomatose. Piante con un particolare fusto sotterraneo, detto rizoma, che ogni anno emette radici e fusti avventizi.

Descrizione: Pianta erbacea perenne alta 30-60 (80) solitaria o in piccoli cespi, con stoloni orizzontali sotterranei allungati.
Fusto eretto, acutamente trigono, scabro, rigido, avvolto alla base da guaine sfibrato-reticolate a maturità, di colore da rosso-bruno o rosso-vinoso a rosso-nerastro.
Foglie larghe (1,5) 2-3 mm, verde-grigiastro o un po' glauche, rigide, ± piane, progressivamente ristrette in una punta allungata trigona, più brevi del fusto.
Ligula circa 3 mm, con apice acuto.
Brattea fogliare inferiore superiore all'infiorescenza.
Infiorescenza composta da (2) 3-4 (5) spighe erette; 1 spiga terminale clavata di 6-8 (-10) x 10-25 mm, con fiori maschili alla base e fiori femminili all'apice, le altre tutte femminili subsessili, ± erette, clavate o ovoidi, variegate di rosso e verde.
Gluma maschile lanceolato-ellittica, nero-rossastra con nervatura mediana chiara, apice acuto; glume femminili ovato-triangolari, asimmetriche, rosso-bruno scuro con nervatura mediana chiara, apice acuminato e submucronato, più lunghe degli otricelli.
Stimmi: 3
I frutti sono pseudanteci (otricelli) di 2,5-4 x 1,5-2 mm, ellittici, da biancastri a verde chiaro, papillosi, debolmente venati, senza o con becco corto di 0,3 mm, con denti piegati verso l'esterno.
Acheni 1,5-1,7 mm, ellittici, trigoni, granulari.

Tipo corologico: Circumbor. - Zone fredde e temperato-fredde dell'Europa, Asia e Nordamerica.

Habitat: Prati umidi e torbosi, su terreno fradicio d'acqua stagnante, ricco di materia organica, neutro-subacido nelle comunità dei Molinetalia.

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Sistematica e possibili confusioni: E' una specie rara poco citata nelle flore italiane. Da una accurata revisione (Pedrotti F.,Arch.Bot,Biogeogr. It 47: 21-27, 1971) è risultato che in Italia, accanto a questa specie, esiste anche Carex hartmaniorum A.Cajander e potrebbero essere dubbie le descrizioni delle precedenti flore poiché possono riferirsi ad una specie o all'altra. La presenza di Carex buxbaumii Wahlenb. è stata confermata da Pedrotti per alcune zone: Bolzano, Langhe, Monti sibillini, Chieti e probabilmente anche per la Carnia e le Alpi Marittime; un recente ritrovamento anche per il Passo di Resia al confine Italia-Austria e altre conferme recenti per il Trentino (Laghestel di Pinè) e per i dintorni di Bolzano.

Specie simili:
Carex hartmaniorum A.Cajander (vedi scheda): che si distingue per le brattee più brevi dell'infiorescenza e per le spighe cilindriche Ø 4-6 mm.
Carex nigra (L.) Reichard (vedi scheda): che si distinghe per avere avere solo 2 Stimmi e spighe superiori sempre interamente maschili.

Il periodo migliore per l'identificazione delle Carex non è la fioritura (generalmente precoce), ma la fruttificazione. Di particolare importanza sono gli otricelli, gli stimmi e l'apparato radicale; in mancanza di questi caratteri è quasi impossibile identificarle con sicurezza, anche l'habitat può aiutare nel riconoscimento della specie.
Occorre fare attenzione al numero degli stimmi, può accadere che uno degli stimmi sia nascosto dall'otricello oppure si sia staccato e perduto durante la dissecazione, quindi per una corretta identificazione è sempre meglio esaminare parecchi fiori.

Tassonomia filogenetica

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Etimologia: Il nome del genere dal nome classico latino cārex, caricis carice (in Virgilio, Georg. 3.231). L’etimologia del nome è ignota, tra le diverse ipotesi la più convincente è che derivi dal greco κείρω keíro io taglio, in riferimento al bordo tagliente delle foglie; il nome specifico è dedicato al medico, botanico, micologo ed entomologo tedesco Johann Christian Buxbaum (1693-1730). Nel 1721 fu assunto come botanico nel collegio medico di San Pietroburgo e nel 1724 si recò a Costantinopoli come medico del capo della delegazione russa. Nei 3 anni successivi, anche su sollecitazione dello zar Pietro I (1672-1725), esplorò vasti territori dell’Asia minore raccogliendo campioni botanici, zoologici e mineralogici. Esplorò anche i dintorni di San Pietroburgo, raccogliendo i primi dati sulla flora locale. Nel 1728 iniziò a dare alle stampe Plantarum minus cognitarum centuria, in cinque volumi, in parte pubblicata postuma, che è considerata la prima opera botanica russa. Morì di tubercolosi, contratta nei suoi viaggi.

Proprietà ed utilizzi:
Nonostante il genere Carex sia così diffuso e numeroso, non si conoscono utilizzi a scopo alimentare e farmaceutico per nessuna specie.

Note e Curiosità: Il genere Carex  è il più vasto della famiglia delle Cyperaceae, comprende circa 2000 specie distribuite su tutto il globo, prevalentemente in regioni umide, temperate o fredde, dove spesso costituiscono la vegetazione predominante (Cariceti) ma si adattatano anche ai pendii sassosi d’alta quota. Ai margini degli specchi d'acqua interni tendono a invadere stagni e laghi formando zone acquitrinose, poi terreni paludosi, infine pseudo-praterie che gradatamente si interrano. Sono tutte piante perenni, con fusti semplici spesso a sezione triangolare.
Benché le specie del genere appaiano macroscopicamente simili alle Poaceae, queste ultime possiedono due glume per ogni spighetta uni o multiflora e un perigonio formato da 2 tepali (lemma e palea) per ciascun fiore; i fiori sono tutti ermafroditi.
Tutte le specie di Carex hanno invece fiori unisessuali e sono spesso, ma non sempre, monoiche (entrambi i sessi sulla stessa pianta ma in fiori distinti); il perigonio è del tutto assente; una brattea erbacea (gluma) sottende ogni fiore; i fiori maschili sono ridotti a 1 (3) stami e i fiori femminili a 3 (2) carpelli formanti un ovario uniloculare.

Principali Fonti
Pignatti S. (2017) Flora d'Italia, II ed.. Edagricole, Bologna
Hamon D. (2022) - Carex de France. Biotope Edition
Index Plantarum Flora Italicae - Indice dei nomi delle specie botaniche presenti in Italia.


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Re: Carex buxbaumii Wahlenb. - Carice di Buxbaum

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